La terza rivoluzione – di Mohammad Memarian

9 agosto 2009 at 10:33 (contributi in prestito, Traduzioni) (, , , , , , , , , )

Quella che segue è la traduzione di un post di Mohammad Memarian, che si trova in inglese sul suo blog, qui. La riporto senza commenti, solo con alcune note aggiunte tra parentesi quadre e alcuni link alle pagine di wikipedia che trattano gli eventi e ai personaggi meno noti nominati nel testo.
Questo post vuole essere l’inizio di uno scambio di opinioni con un blogger iraniano che scrive in inglese esponendo un punto di vista personale non assimilabile a nessuno degli schieramenti maggioritari in cui può essere raggruppata la maggior parte dei blogger suoi connazionali. Ad esempio, la sua opinione riguardo Ahmadinejad è simile a quella che Montanelli aveva di Berlusconi: è una malattia del ceppo populista per la quale non esiste miglior vaccino che sperimentarla. E se una sola volta non basta, che siano due.

“La terza rivoluzione” –  di Mohammad Memarian

Una volta, in Iran, ci fu una rivoluzione guidata dagli Ayatollah che rovesciò il regime dello Scià e destabilizzò quella che era stata un’isola di stabilità per più di un decennio. Quell’evento non solo ha comportato un cambio di regime ma anche ha trasformato il sistema socioculturale della società iraniana. La gente comune, che durante il regno dello Scià era stata orientata verso uno stile di vita occidentale, dopo di allora fu pronta ad abbracciare un’interpretazione fondamentalista e politicamente aggressiva dell’Islam Sciita. L’Ayatollah Khomeini, fondatore carismatico della Repubblica Islamica, svolgeva la funzione di mentore e per le sue indicazioni gran parte della società era disposta a sacrificare i propri effetti personali o perfino la propria vita. Tuttavia molte figure politiche moderate, ilcluso il governo del Primo Ministro Bazargan, a quei tempi erano ancora attive nella politica iraniana. Anche se in una certa misura isolate, sono riuscite ad essere influenti rispetto ad alcuni settori sociali e hanno svolto la funzione di barriera contro molte decisioni radicali.

Lambasciata degli Stati Uniti a Tehran

L'ambasciata degli Stati Uniti a Tehran

Quasi un anno dopo, ci fu la crisi degli ostaggi [dell’ambasciata americana] che alla fine costrinse Bazargan alle dimissioni. L’ayatollah Khomeini battezzò l’evento “seconda rivoluzione”. Aveva ragione, nel senso che la crisi degli ostaggi contribuì a radicalizzare la scena politica in Iran e a mettere all’angolo gli esponenti moderati. Negli anni a venire, la voce dei sostenitori della linea dura fu dominante in Iran.

Dopo la morte dell’ayatollah Khomeini, che coincise con la conclusione della guerra Iran-Iraq [1989], l’assenza di un leader carismatico sostenitore della linea dura ha lasciato un certo spazio per la diffusione di voci moderate. Se paragonato all’ayatollah Khomeini, il nuovo leader supremo, l’ayatollah Khamenei, a mala pena aveva il supporto delle masse. In più, il governo tecnocrate e pragmatico dell’ayatollah Rafsanjani, la cui retorica principale era quella della ricostruzione, aiutò a costruire una classe media relativamente forte, le cui principali preoccupazioni difficilmente includevano quelle dei fondatori della rivoluzione islamica. I giovani cresciuti in quel periodo, in particolar modo le ragazze con il loro codice di abbigliamento progressivamente rilassato, si sono trasformati nel simbolo di un conflitto generazionale.

Nessuna sorpresa che la nuova era abbia avuto bisogno di Khatami, un candidato riformista che promettesse più libertà e meno oppressione. Dal punto di vista degli strateghi del regime, Khatami ha potuto servire da valvola di sfogo, contenendo le sollevazioni, dirigendo il malcontento ormai presente nella società verso obiettivi meno pericolosi e accettabili per gli alti funzionari del regime. Solitamente ci si aspetta che presidenti della Repubblica islamica servano per due mandati. Khatami non ha fatto eccezione.

Meomoire della crisi degli ostaggi di Masoumeh Ebtekar

Memoire di M. Ebtekar, portavoce degli studenti all'ambasciata americana ed ex-vicepresidente di Khatami

Anche se il movimento riformista non era riuscito a determinare i cambiamenti essenziali necessari a stabilire una democrazia occidentale, molti alti funzionari erano riluttanti a trovarsi a fare i conti con esso per altri otto anni. Se avessero preso il potere per un altro mandato, i riformisti e la neonata società civile – costituitasi durante l’era delle riforme – avrebbero potuto trasformarsi in una minaccia per l’esistenza stessa del sistema politico attuale. Inoltre, i riformisti stessi avevano aperto la strada perché iniziasse un nuovo capitolo. Il cambiamento che le masse esigevano non era allineato a ciò che gli esponenti riformisti avevano provato a realizzare.

Khatami ha dovuto passare il potere ad una nuova figura. Un’elezione discutibile ha portato Ahmadinejad e Rafsanjani al secondo turno delle elezioni presidenziali [2005]. Anche se i risultati del primo turno furono altamente discutibili, il fatto che Ahmadinejad sconfisse il suo rivale nel secondo turno con ampissimo margine rappresentò un chiaro segnale che la gente voleva cambiare, ancora una volta.

Durante i suoi quattro anni di presidenza, Ahmadinejad ha convinto le masse nelle zone rurali e suburbane che lui era il loro uomo. Mise insieme un cospicuo numero di sostenitori, sulle cui tavole venne portata una parte degli introiti legati al petrolio. Questo fatto condusse i principali strateghi del regime a credere che i tempi fossero maturi per la vendetta.

Le recenti elezioni presidenziali ed il relativo guaime, che si sia trattato di un colpo di stato o di una rivoluzione di velluto finita male, hanno aiutato i funzionari dell’IRI a mettere all’angolo gli esponenti moderati che erano emersi principalmente all’epoca della ricostruzione ed si erano affermati nell’era delle riforme. In altre parole, questa elezione ha contribuito a radicalizzare la scena politica iraniana. In questo senso, se avesse potuto trasmettere un messaggio, l’ayatollah Khomeini avrebbe chiamato la rielezione di Ahmadinejad la “terza rivoluzione”.

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Dalla “Gentilezza” alla “Comprensione” (di Ayda Kiani)

9 luglio 2009 at 14:19 (contributi in prestito, Traduzioni) (, , , , , , , , , , , )

  • «Quanto è buona cosa che, avendo appena imparato gli slogan del vivere civile, li urliamo nei media nazionali facendo ridere milioni di persone in tutto il mondo.»

Davvero il più grande circo nel mondo dà spettacolo ogni giorno in Iran e registrandolo e mandandolo in onda, intorpidisce e paralizza il cervello degli spettatori e qualche volta causa risate isteriche dovute alll’impossibilità. L’impossibilità di avere a che fare con dei bugiardi che nell’ultimo secolo hanno derubato la gente utilizzando nomi diversi e, senza nessuna attenzione per le necessità di base del popolo e considerando solo loro propri benefici, hanno inventato ogni giorno un nuovo scherzo ed una nuova bugia.

Il discorso di Ahmadinejad sulla “Democrazia”, le “Libere Elezioni” , la “Possibilità di criticare il Governo”, il “Non trasformare l’odierno clima sociale, culturale ed educativo dell’Iran, in un’atmosfera da stato di polizia(paramilitare)” e molte molte altre menzogne, ancora una volta, per la decima volta, hanno fatto sbellicare dalle risate chiunque in ogni parte del mondo.
Benché già quattro anni fa nessuno si fidasse di lui,  questa volta le sue menzogne colpiscono tutti con maggiore forza perché durante tutto questo tempo ha fatto in modo di apprarire nudo di fronte a chiunque e ripetendo quelle menzogne ancora una volta tenta di dire alla gente che sono tutti alquando stupidi.

E quanto è bello chiamare ogni governo con una parola graziosa e iniziare a governare il paese metendo quel nome al nostro governo senza nemmeno sapere il significato di quella parola ma comunque credendoci.
EGLI chiama il suo nuovo governo “compresione e accompagnamento”, che nome pregno di significato!
E negli ultimi giorni del nono governo (quello appena eletto è il decimo – ndt) possiamo osservare una mistura di “comprensione e accompagnamento” e del nome del nono governo, “Gentilezza”, nel modo in cui le forze di sicurezza trattano le persone nella prigione di Evin e davanti alla corte Rivoluzionaria, in una atmosfera non poliziesca, nella città di Tehran.

A tal punto sono gentili con le persone e le trattano con sì tanta comprensione, che non si reggono più in piedi!
Solo pochi giorni fa sono stati davvero troppo gentili con Masoud Bastani che da 20 giorni non aveva nessuna notizia di sua moglie incinta, Mahsa Amr Abadi, e lo hanno trattalo con così tanta comprensione alla maniera del governo islamico di  Ahmadinejad che lo hanno arrestato tanto per dimostrare che hanno bisogno di  confidare maggiormente nei giovani!!

Davvero il significato di tutte le parole è cambiato nel dizionario della Repubblica Islamica e l’ “uguaglianza” dei cittadini davanti alla legge islamica (anti-legge) è un altro concetto che Ahmadinejad, continuando ad enfatizzarlo sostenendo di “Essere contro pietrificazione (della società)” utilizza come una barzelletta per far ridere ancora la gente.

Domani è il 9 Luglio ed è il decimo anniversario dell’assalto al dormitorio dell’Università di Tehran nel 1999 e le persone senza curarsi del cambiamento nel significato delle parole, della disconnessione del servizio SMS, dello smog, dei passati quattro anni di “gentilezza” e dei prossimi quattro annidi “comprensione”  si “accompagneranno” le une alle altre e scenderanno in strada perché devono molto al movimento degli studenti dell’Università di Tehran del 1999 e questo nuovo movimento popolare è un certo enso una  continuazione dell’altro. Tutti loro terrano per sempre viva la memoria dei reclusi, dei torurati e delle persone uccise.
Con la speranza di un giorno che non sia  il 9 Luglio; un giorno in cui le persone non saranno imprigionate e torturate come Ahmad Batebi; un giorno in cui nessuno potrà essere ucciso nel modo in cui è stato ucciso Akbar Mohammadi ed un giorno in cui LIBERTÀ voglia dire LIBERTÀ.

Fino a quando ci sarà un dittatore, ogni giorno sarà il 9 Luglio e tutti sono in prigione. Domani mano nella mano continueremo a percorrere la strada che abbiamo intrapreso e restituiremo il loro significato alle parole.

[ Testo originale tratto da “Revolutionary Road”, qui ;

un’intervista interessante rilasciata nell’ottobre 2008 da Ahamd Batebi qui]

Ahmad Batebi mostra la maglietta di un altro studente picchiato da miliziani in borghese, durante una manifestazione universitaria nel Luglio 1999. Questa foto è famosa per essere stata la copertina di un numero dellEconomist.

Ahmad Batebi mostra la maglietta di un altro studente picchiato da miliziani in borghese, durante una manifestazione universitaria nel Luglio 1999. Questa foto è diventata famosa per essere stata la copertina di un numero dell'Economist.

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Sommossa Iran: domenica 21 giugno

22 giugno 2009 at 10:17 (notizie in pillole, Traduzioni) (, , , )

Dal blog Rivolta in Iran:

  • un aggiornamento sui fatti di ieri (qui)
  • una foto:
Membri del clero partecimano al riot contanto di paramenti...

Membri del clero partecipano al riot con tanto di paramenti...

Da sito The Gurdian:

  • un aggiornamento continuo sui fatti di ieri (qui)
  • un video in cui alcune persone bruciano immagini di Ahmadinejad prima e Khamenei poi, fatto assolutamente nuovo. Erano quattro gatti, ma il filmato ora fa il giro del mondo e non era mai successo prima.

Traduco al volo le testimonianze che mi sembrano più significative:

  • Un commento al blog di Mattew Weaver, giornalista de The Gurdian:

[21/06 ore 10:54] Penso che nell’aria, Mattiew, dopo ieri (ero alla manifestazione, dove l’atmosfera era molto tesa e a moenti violenta), c’è la sensazione che “è tutto finito”. C’è la sensazione che questo movimento si opposizione sia ormai terminato in un nulla di fatto.  Ci aspettiamo che il suono del grido ‘Allah o Akbar’ durante la notte continui come pure persisteranno contri sporadici e violenti nelle strade, per un po’ di tempo, dopo il tramonto. Comunque c’è consenso generale sul fatto che non ci saranno più dimostrazioni di massa né alcuna opposizione organizzata. Molte persone si sono rassegnatea questa linea di pensiero.

  • Un iraniano-europeo, attualmente in Iran ha inviato questa email al The Gurdian.

C‘è un gran caos qui… Nella mia parte della città, erano stati appiccati fuochi la notte passata per di impedire al gas lacrimogeno di spargersi per le strade… La gente sventolava la camicia di un basiji che presumibilmente era stato picchiato e poi l’ha data alle fiamme… comunque non sappiamo che succederà oggi… Un’altra nota, uno dei miei parenti ha un amico che ha una sorella che lavora come infermiera in uno dei maggiorni ospedalil di Tehran. Lei gli ha detto che i corpi delle circa 30 (*) persone uccise durante le proteste della scorsa settimana sono nel suo ospedale, e che il regima si rifiuta di far entrare i familiari, temendo che vengano fuori inomi, perché questo probabilemnte causerebbe un’ondata di pubblica indignazione. Le cose stanno che le famiglie che aspettano fuori dall’ospedale non sanno se i loro figli sono là o no.

(*) le cifre ufficili parlano di 8 morti

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3 – Perché voterò per Karroubi (Jadi)

11 giugno 2009 at 23:50 (Elezioni Iran 2009, Traduzioni) (, , , , , )

Da Jadi.net – Inside Iran

di Jadi Mirmirani

Una domanda interessante:

Ciao Jadi, periodo emozionante con le elezioni? Ho visto che state andando votare per Karoubi, perché non Mousavi? Sembra che la maggior parte degli attivisti stiano votando per Karoubi ed i giovani che solitamente non sono realmente impegnati stanno sostenendo Mousavi. È perché sta facendo una campagna elettorale più emozionante?  Spero davvero che l’affluenza sia alta in modo che uno o l’altro di loro batta Mahmoud!

Questa domanda rende felice ognuno di noi :) Dimostra una comprensione profonda dell’Iran e della sua situazione. Guardandomi intorno, posso confermare che sì, gli attivisti si preparano a votare per Karroubi. È l’unica persona che si è mobilitata contro l’arresto degli attivisti in questi anni. So che ha – personalmente – chiamato il capo dell’ordinamento giudiziario quando fu arrestata mia moglie e ho sentito da molti altri che si è sempre messo in contatto con le famiglie degli attivisti e si è mosso perché avessero un trattamento LEGALE.

Dovete tenere presente che questo è l’Iran. Ci sono molti filtri e quando 4 candidati sono stati preselezionati, fanno tutti parte di questo regime e nessuno di loro è a favore di chissà che grande cambiamento! Ma voterò per Karroubi. Era candidato anche nelle elezioni precedenti. Dopo quelle elezione ha inviato una lettera aperta al Leader Supremo scrivendogli delle frodi durante le votazioni. Ha dichiarato che si apprestava a lasciare ogni suo singolo incarico governativo ed a fondare un partito ed un giornale basati dulla partecipazione dal basso. E lo ha fatto.

Ha fatto grandi cambiamenti in queste elezioni. Sono sicuro che questo elezioni 2009 saranno memorabili nella storia della Repubblica Islamica. È la prima volta che qualcuno parla dei prigionieri politici; Non hanno mai ammesso di averne. È la prima volta che sento parlare di NESSUNA CENSURA sulla televisione. Questo lo si deve a Karroubi e non solo lui, ma al movimento riformista di tutto.

Lasciatemi finire questo post con Mousavi. È un semi-riformista. Non si è mai dichiarato riformista ma l’appoggio diretto di Khatami, indica il suo approccio generale. È stato Primo Ministro 20 anni fa, durante la guerra con l’iraq. Lo considero un esponente della sinistra islamica. Ha alcune zone d’ombra nel suo passato poiché era al potere durante le esecuzioni di massa degli anni ’80. I suoi sostenitori dicono che non ha avuto un ruolo decisionale in quelle esecuzioni ma non posso accettare che abbia le mani completamente pulite. Non è che mi rifiuti di votarlo (è no a Ahmadinejad). Sembra che rappresenti la maggiore speranza contro questo Mahmoud Ahmadinejad. I giovani sono con lui. Ha i voti degli universitari e della gente povera (poiché ha fatto un buon lavoro con l’economia durante la guerra). Inoltre sta sostenendo i diritti umani. Ha parlato dei diritti, della libertà di espressione e della libertà delle donne in generale ma di più moderatamente di quanto abbia fatto Karroubi.

In Iran, se un candidato ottiene più del 50% dei voti al primo turno, diventa presidente. Così nel primo turno siamo liberi di votare per Karroubi ed impededire così ad Ahmadinejad di raggiungere il 51%. Al prossimo giro ci saranno soltanto i due che hanno ottenuto più voti durante il primo turno. A quel punto posso votare per Mousavi o Karroubi e sostenerlo contro Ahmadinejad.

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2 – Le Prossime Elezioni Presidenziali in Iran (M. Memarian)

10 giugno 2009 at 21:18 (Elezioni Iran 2009, Traduzioni) (, , , , , , )

Da My diares – a Voice from Iran

di Mohammad Memarian

Le prossime elezioni presidenziali in Iran non riguardano solo gli iraniani, ma possono anche, per alcune buone ragioni, influenzare la regione e alcune questioni globali. Dal momento che il processo politico in Iran è piuttosto sconosciuto agli osservatori stranieri, vale la pena pubblicare quelche informazione riguardo i possibili futiri presidenti dell’Iran. Quattro candidati corrono in queste elezioni presidenziali in Iran:
Mahmoud Ahmadinejad, l’attuale presidente fondamentalista che è convinto di vincere.

Mahdi Karrubi, ex-portavoce del parlamento.

Mirhosein Mousavi, ex-premier dei tempi della guerra (con l’Iraq, ’80-’88) e probabilmente il candidato riformista che ha maggiori possibilità.

Mohsen Rezayi, ex-comandante in capo della Guardia Repubblicana.

Molti analisti credono che Rezayi non abbia molte chance di battere i suoi potenti rivali. Da quando ha lasciato le Guardie Rivoluzionarie, Rezayi, che ha un PhDin economia, sta provando a darsi una patina politica, intellettuale. A mio parere, è il miglior oratore fra i candidati correnti, espone programmi dettagliati per quanto riguarda la politica, l’economia, ecc. Prova a proporre cambiamenti radicali riguardo alcune questioni importanti. Per esempio, ha scelto una donna, il Dott. Boroujerdi (nipote dell’ayatollah Khomeini), come suo ministro per gli affari esteri, “solo per battere Hillary Clinton,„ per usare le sue stesse parole.
In più, per quanto riguarda i rapporti Iran-Stati Uniti, sta proponendo un Pacchetto del Cambiamento in cui è descritta una sequenza dettagliata dei cambiamenti che potrebbero contribuire a rimuovere alcuni ostacoli per migliorare i rapporti. Ha persino detto che incontrare Obama nel prossimo summit ONU è possibile, dato che si sono viste alcune buone cose in questi mesi. Anche se è associato in qualche modo con i cosiddetti partiti tradizionalisti (sostenitori della linea dura), Rezayi ha criticato seriamente Ahmadinejad. Per esempio, è stato citato affermare  che “se si continua sulla china dell’attuale amministrazione, il paese porterebbe arrivare sull’orlo [della distruzione].„ In più, si è opposto a ciò che chiama l’Avventurismo Politico dell’amministrazione corrente.

Mousavi è stato l’ultimo primo ministro dell’Iran ai tempi della guerra contro l’Iraq. (Dopo la morte dell’Ayatollah Khomeini, sono stati introdottu alcuni cambiamenti nella costituzione, uno dei quali fu l’abolizione della carica di primo ministro, lasciando alpresidente il compito di formare il cabinetto di governo.) Successivamente all’assassinio di Rajayi, il secondo presidente dell’Iran (Islamico), l’Ayatollah Khamenei vinse le elezioni presidenziali e scelse Mousavi come premier per il suo primo mandato da presidente. Dopo quattro anni, Ayatollah Khamenei vinse di nuovo per un secondo mandato. Ad ogni modo, questa volta fu reluttante a scegliere Mousavi a causa dei molti problemi che erano sorti tra loro. Molte persone, tra cui i maggiori comandanti (delle varie forze militari) e politici, chiesero all’Ayatollah Khomeini di intervenire in favore di Mousavi. Infine, l’Ayatollah Khamenei, benché ancora riluttante, scelse Mousavi quale premiere. Quando l’Ayatollah Khomeini passò a miglior vita, l’Ayatollah Khamenei fu eletto Leader Supremo e l’Ayatollah Rafsanjani vinse le elezioni presidenziali. Mousavi, una volta la figura più popolare vicina all’Ayatollah Khomeini, si trovò forzato ad abbandonare la scena politica e dall’ora è rimasto in silenzio. Ora, i principali partiti riformisti appoggiano la sua candidatura. Molti di questipartiti hanno profondi problemi con lui, ma poiché ritengono che sia l’opzione con le maggiori possibilità di competere con Ahmadinejad, è stata formata un’alleanza strategica cosicché Ahmadinejad possa essere sconfitto.

Karroubi, l’unico componente del clero tra gli attuali candidati, non è un personaggio di spicco di per se stesso. Comunque ha ricoperto un ruolo significante nell’amministrazione riformista e ciò gli da la possibilità di ottenere una posizioneinfluente trai le fazioni riformiste. Inoltre, dopo Rafsanjani e Ahmadinejad, è arrivato terzo nel primo turno delle precedenti elezioni presidenziali quando le prezisioni erano tutte contro di lui. (Si dovrebbe poi menzionare il fatto che obiettò pubblicamente il risultato delle elezioni, dichiarando che alcune inaccuratezze e possibili intromissioni avevano giocato un ruolo aiutando Ahmadinejad ad arrivare al secondo turno.) Allo scopo di prepararsi per questa campagna, ha costituito un partito, Etemade Melli (Alleanza Nazionale ;)). Al momento ha l’appoggio di un buon team di tecnici, accademici ed intellettuali riformisti.

Ahmadinejad; non necessita spiegazioni. (Ho paura che finirà col vincere. Bernard Shaw una volta disse “Se rubi a Pietro per pagare Paolo, puoi sempre contare sul voto di Paolo.”)

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1 – Un’analisi obiettiva delle elezioni iraniane (Puoyan)

9 giugno 2009 at 22:54 (Elezioni Iran 2009, Traduzioni) (, , , , )

Traduzione #1, da Mideast Youth.

June 5th, 2009 Pouyan (Iran/Germany)

Le ragioni per scrivere questo articolo hanno preso forma quando ho iniziato ad intraprendere uno studio semi-concreto della corrente tornata elettorale in Iran. Nel seguito fornirò una breve introduzione sul sistema politico iraniano nel tentativo di far luce sulla complessità della cosiddetta “democrazia” in Iran.

Sistema Politico:

Il sistema politico iraniano non assomiglia a nessun altro sistema politico,  a causa dell’esistenza del “Consiglio dei Guardiani” e del “Leader Supremo” che hanno i poteri legali, amministrativi e legislativi menzionati direttamente nella costituzione.

Ad esempio, in base alla costituzione iraniana (rivista nel 1989):
Articolo 91: Con il proposito di salvaguardare l’ordinamento islamico e la Costituzione, allo scopo di esaminare la compatibilità della legislazione approvata dall’Assemblea Consultiva Islamica (il Majlis, ovvero il Parlamento) con l’Islam, viene istituito un consiglio noto sotto il nome di Consiglio dei Guardiani.
A riguardo, uno menzionati doveri e poteri del Leader e del Consiglio dei Guardiani nell’articolo 110.
Il Leader Supremo e il Consiglio dei Guardiani sono conosciuti come le sedi di potere maggiormente effettive, dopo le quali il presidente ricopre un ruolo decisionale chiave, e in ultimo segue il Parlamento.

Lo Stato si chiama “Repubblica Islamica dell’Iran”, il che implica che il popolo ha un influenza (sia essa diretta o indiretta) sul governo ma esattamente in contrasto con ciò, i sopra menzionati consigli ostacolano i diritti democratici più basilari degli individui.
Per avere un quadro più chiaro di questo sistema questo sito potrebbe essere d’aiuto.

Candidati:
Qualsiasi persona può registrarsi per correre per la presidenza. Una vaga descrizione delle qualità del presidente si può ad ogni modo trovare nella costituzione:
Articolo115: Il Presidente deve essere eletto tra le personalità politiche e religiose che posseggano le seguenti qualità: origini iraniane; nazionalità iraniana; capacità amministrative ed ingegno; trascorsi passati meritevoli; affidabilità e pietà; fede convinta nei principi della Repubblica Islamica dell’Iran e la fede religiosa ufficiale del paese.

In seguito alla registrazione, spetta al Consiglio dei Guardiani decidere chi è eleggibile per la presidenza e chi no. Nessuna donna è mai stata dichiarata eleggibile.
Non è irrilevante menzionare che la parola “Rejal” (رجال), che è qui stata tradotta come “personalità”,  è usata nella sua versione persiana, mentre (in arabo) letteralmente significa “uomo”. Gli attivisti/e per i diritti delle donne hanno fatto richiesta per una revisione di questo articolo.

Nelle imminenti elezioni quattro sono le persone approvate, due della Sinistra Islamica (anche noti come riformisti) e due della Destra Islamica (anche noti come conservatori [o “Principlists”]), il che significa che non esistono opzioni differenti tra le quali scegliere, ma una sola con differenti varianti. È come la differenza tra la pioggia e la neve: entrambe sono acqua.
Per leggere altro riguardo i candidati vedere  qui.

Sulla campagna elettorale:La campagna elettorale è permessa in un periodo di meno di un mese (20 giorni nel caso di queste lezioni), ed è condotta in una maniera abbastanza tradizionale: stampando ogni sorta di poster e banner. Mi ricordo di 12 anni fa, quando ero solo un bambino, era tutto come una grande festa colorata e per noi essenzialmente un parco giochi.
Negli ultimi dieci anni sono cambiate molte cose, i candidati fanno del loro meglio per essere in contatto ed incontrare differenti gruppi di persone direttamente tenendo incontri, dibattiti ecc. ed indirettamente facendo ricorso ai vari media inclusi la televisione pubblica, i quotidiani e così via.
Entrambi i candidati riformisti hanno fatto il miglior uso possibile dei media indipendenti come You Tube e Facebook per facilitare una comunicazione più libera principalmente con i giovani.

Punti di vista
Vivendo all’estero, o lasciatemi metterla in questo modo, essendo stato portato a lasciare il mio paese per un’educazione ed un futuro migliori, (in quanto personalmente non sono soddisfatto del sistema d’istruzione dell’Iran) mi sono impegnato nella politica, nella speranza di costruire un futuro migliore.
Sto seguendo la campagna elettorale dall’inizio fino ad ora, e ho provato ad analizzarla dal punto di vista di una persona terza che guardi le cose dall’esterno del paese, traendone le conclusioni che illustro di seguito:

  • Tutti i candidati promettono libertà, diritti per le donne, libertà di stampa ed un mucchio di altre cose grandiose senza mai chiarire la loro propria concezione di questi termini poiché mancano di obiettività.
  • Le persone sono convinte che la unica e sola alternativa a disposizione sia scegliere tra il male ed il peggio.
  • Ci  manca un’opposizione e dei teorici politici chei ntroducano nuove alternative e possibilità.
  • I candidati fanno leva sulle emozioni della gente.

Mi sento come se fossi abusato e manipolato ad un gruppo di amministratori molto scaltri il cui unico scopo è restare al potere, a prescindere da quale possa essere il prezzo. La propaganda sta disgustando la gente

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“Vote for Iran”

8 giugno 2009 at 20:00 (notizie in pillole, rete&informazione, Traduzioni) (, , , , , , )

Dal sito web Vote for Iran, testualmente:
«Un meraviglioso video di iraniani in tutto il mondo che fanno vedere che andranno a votare. Guardatelo!!!»

Molto patriottico, di sapore quasi risorgimentale… Ma tutto sto fomento non si comprende bene da dove gli venga… Che tipo di persone sono queste che si vedono in questo video? È chiaro che sono giovani, si capisce che si tratta di ceto medio… andare oltre però è arduo.
Quindi a partire da oggi, ogni giorno da qui alle elezioni, ovvero a venerdì 12 giugno, posterò la traduzione di un contributo di un qualche giovane autoctono che possa essere, per un verso o per un altro, interessante.
Per cominciare, quello che segue è il brevissimo post pubblicato da Esther sul portale Mideast Youth per pubblicizzare il sito Vote for Iran creato da lei e alcuni suoi amici:

Andrete a votare alle prossime elezioni in Iran?

Le imminenti elezioni in Iran stanno facendo notizia in tutto il mondo. Quello che vorrei sapere è, se sei iraniano, andrai a votare?

La settimana passata ho aiutato alcuni amici a mettere su il sito Vote for Iran. Molti iraniani hanno scritto le proprie motivazioni per partecipare al voto. Se vuoi aggiungere la tua voce, puoi lasciare un commento che io aggiungerò al sito o puoi utilizzare il modulo per contattarci che trovi sul sito.


E dato che i prossimi post che tradurrò apparterrano proprio agli autori dei commenti che seguono, traduco pure quelli, giusto per presentare i personaggi…

Shahrazad (Iran) – June 8th, 2009 at 2:54 am

Tu lo sai Easther. Adesso la questione “votare o non votare” non è molto discussa. Almeno all’interno dell’Iran, l’atmosfera è estremamente politicizzata e non c’è spazio per dibattere una cosa del genere. La campagna elettorale vive il momento più caldo ora.
Ovunque tu vada, il grande interrogativo di cui si discute tra la gente è più tosto “per chi voti”.

Mohammad Memarian – June 8th, 2009 at 3:46 am

Gli “hardliners” (ogni traduzione pare inappropriata…) votano, non importa che cosa. Gli altri ti dicono: la presenza di Ahmadinejad nel palazzo presidenziale rende la tua domanda irrilevante.

Jadi – June 8th, 2009 at 3:51 am

Io voterò per Karroubi. Appoggio anche Mousavi(*) ma per il primo turno voterò Karroubi(*). Ho spiegato i particolari sul mio blog http://jadi.net/

(*) candidati riformisti tra loro piuttosto differenti

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