Cronologia, che fatica!

3 novembre 2009 at 13:47 (notizie in pillole) (, , , , , , , , , , , , , )

Mi ci è voluto molto tempo per redigere questa promessa cronologia, che probabilmente è anche noiosa, come tutte le cronologie. E non è neppure completa, sicuramente mancano molte cose. Ma mi era davvero indispensabile per riprendere il lavoro qui su…

Per essere seri e precisi iniziamo pubblicando un mappa che permetta di fare mente locale, prendendola in prestito da geology.com:

Cartina politica dell'Iran

Cartina politica dell'Iran, da geology.com

Luglio: Ahmadinejad accetta di sostituire il suo primo vice-presidente, Esfandiar Rahim Mashaie, dietro pressione del Leader Supremo Ayatollah Ali Khamenei. Il fatto rappresenta una novità trattandosi di una intrusione diretta nella nomina dei membri del gabinetto di governo che non ha precedenti nella storia della Repubblica Islamica. Lo scandalo derivava da una parte dal fatto che Mashaie è il consuocero di Ahmadinejad, essendo suo figlio il marito di una delle figlie del presidente; dall’altra da alcune passate controverse esternazioni del personaggio politico, reo di aver fatto distinguo tra popoli e governi nel caso di USA e Israele e di aver assistito a cerimonie “promiscue”, in patria e in Turchia, durante le quali delle donne eseguivano danze tradizionali, suonavano strumenti o leggevano il corano in un clima sconvenientemente “festoso”. Successivamente Ahmadinejad ha nominato Mashaie capo del suo staff. [http://en.wikipedia.org/wiki/Esfandiar_Rahim_Mashaei]

31 Luglio: Arrestati 3 turisti americani che avevano superato il confine.
[newspeg.com/Iran]

4 Agosto: Alla cerimonia di conferma del mandato ad Ahmadinejad i leader riformisti sono assenti, alcuni parlamentari lasciano l’aula quando il presidente inizia il suo discorso. iraniana. Durante la cerimonia i negozio intorno al parlamento sono chiusi, come le due fermate della metro più vicina e l’edificio è circondato di basiji e poliziotti. Si registrano violenti scontri con i manifestanti. Confermato l’arresto dei tre cittadini statunitensi che avevano oltrepassato al frontiera.

Tehraneh Mousavi

Taraneh Mousavi

5 Agosto: Ritrovato il corpo semi carbonizzato di Taraneh Mousavi arrestata dai basiji una settimana prima. La ragazza, che aveva 28 anni, avrebbe subito brutali aggressioni sessuali di gruppo e sarebbe morta dopo il ricovero in ospedale.

“Quando la famiglia di Taraneh, che vive a Jeyhoun Street nella zona ovest di Teheran, ando’ a cercare la figlia alla stazione di polizia. gli ufficiali dissero loro che non avevano alcuna notizia… Due giorni dopo una persona telefono’ a casa dei genitori dicendo che la figlia era stata ricoverata per qualche ora al Khomeini Hospital di Karaj per diverse lacerazioni nelle parti intime”.

[autfemminista.mastertopforum.net]

7 Agosto: Mehdi Karroubi (il più liberale e l’unico clerico dei 4 candidati presidenziali) denuncia dal sito web del suo partito “Etemat Melli” le violenze sessuali subite in carcere dai manifestanti detenuti, uomini e donne, per lo più giovani. Sarebbero stati praticati “stupri generalizzati” per piegare la volontà di “dissentire”. Queste denunce Karroubi le aveva già espresse due settimane prima in una lettera privata ad Akbar Hashemi Rafsanjani, nella quale dichiarava che ne avrebbe reso pubblico il contenuto dopo dieci giorni in caso di mancata risposta.[www.secondoprotocollo.org]
«Se ciò fosse vero, sarebbe una tragedia per la Repubblica islamica – ha aggiunto Karrubi – Una tragedia che cancellerebbe i peccati di molte dittature, compresa quella del deposto Scià». (fonte Corriere.it). Contemporaneamente iniziano ad emergere le prime ammissioni di torture da parte di funzionari iraniani. [www.agenziami.it]

Clotilde Reiss

Clotilde Reiss

8 Agosto: alla sbarra Clotilde Reiss, cittadina francese che aveva lavorato alcuni mesi all’Università di Isfan, accusata di spionaggio per aver inviato via email alcune foto dei cortei di protesta ad amici francesi. La giovane ricercatrice “confessa” e “chiede la grazia”.[ilsecoloxix.it]
Il procuratore generale della corte di Tehran ordina la chiusura dell’ufficio di Karroubi. [www.blitzquotidiano.it]

16 Agosto: Liberata Clotilde Reiss, detenuta in Iran del 1 Luglio, dopo il pagamento di una cauzione di entità imprercisata, ma resta in stato di fermo presso l’ambasciata francese. [www.ilsole24ore.com]

17 Agosto: L’autorità giudiziaria dispone la chiusura del quotidiano Etemad-i Melli, organo del partito omonimo fondato da  Mehdi Karroubi. Apparentemente si tratta di una ritorsione per le recenti dichiarazione di Karroubi in proposito delle violenze subite dai detenuti.[www.ilsole24ore.com]
In serata il procuratore generale di Tehran smentisce la chiusura, imputando la mancata uscita in edicola del quotidiano a problemi tecnici. [www.university.it]


20 Agosto: Mahmoud Ahmadinejad presenta il gabinetto di governo
per il suo secondo mandato, proponendo per la prima volta dal 1979 tre donne per incarichi ministeriali, su un totale di 21. Sette facevano parte del precedente governo: il Ministro degli Esteri Manouchehr Mottaki, il Ministro per l’Economia Mohammad Hosseini, e il Ministro della Difesa Mostafa Mohammad Najar, ma questa volta proposto Ministro degli Interni.
Questa la lista completa dei nomi che il parlamento è chiamato ad approvare entro 10 giorni:

1. Sousan Keshavarz: ministro dell’istruzione,
— dottorata in filosofia dell’educazione, già assistente del ministro dell’educazione;

2. Reza Taqipour: ministro delle telecomunicazioni
— master in ingegneria industriale e già direttore manageriale della compagnia del settore delle telecomunicazioni iraniana;

3: Haidar Moslehi: ministro dell’intelligence
— rappresentante del Leader Supremo presso il Corpo dei guardiani della Rivoluzione e direttore dell’Organizzazione Nazionale della Carità, si dice non abbia alcuna esperienza nel campo dei servizi di intelligence;

4: Shamsodin Hosseini: ministro dell’economia
— già ministro per l’economia nella precedente amministrazione, dottorato in economia, segretario del piano del gruppo di lavoro per le riforme economiche  e capo della commissione economica dell’amministrazione;

5: Manouchehr Mottaki: ministro degli esteri
— ministro degli esseri nella precedente amministrazione, membro del parlamento nel primo e nel settimo Majlis, già ambasciatore in Giappone e Turchia, e assistente del  ministro per gli affari interni;

6: Marzieh Vahid Dastjerdi: ministro della sanità
— ginecologa, membro del quarto e del quinto Majlis;

7: Mohammad Abbasi: ministro della cooperazione
— già ministro della cooperazione, dottorato in management, e membro del settimo Majlis;

8: Sadeq Khalilian: ministro dell’agricoltura
— dottorato in economia delle risorse naturali, membro della facoltà presso la Tarbiat Modares University, e assistente del ministro dell’agricoltura;

9: Hamid Behbahani: ministro dei trasporti
— ministro dei trasporti nella precedente amministrazione, dottorato in ingegneria civile e già capo del Collegio di Ingegneria Civile dell’Iran, University of Science and Technology;

10: Fateme Ajorlou: ministro del welfare e della sicurezza sociale
— membro del Majlis attuale e del precedente, studentessa di dottorato in psicologia dell’educazione;

11: Ali Akbar Mehrabian: ministro dell’industria e delle miniere
–ministro dell’industria e delle miniere nella precedente amministrazione  e assistente del presidente, apparentemente già processato per frode, per aver fatto molti soldi rubando un’invenzione di qualcun altro;

12: Kamran Daneshjou: ministro della scienza (ovvero della ricerca e dell’università)
— dottorato in ingegneria aerospaziale, assistente della commissione elettorale del ministro degli interni nelle elezioni di giugno e quindi particolarmente impopolare tra studenti e docenti universitari, già governatore generale di Tehran;

13: Mohammad Hosseini: ministro della cultura e della guida islamica
— membro di facoltà presso l’Università di Tehran, membro del quinto Majlis e assistente del ministro della scienza;

14: Abdolreza Sheikholeslami: ministro del lavoro
— dottorato in ingegneria civile, già assistente del presidente e capo dell’ufficio presidenziale, membro di facoltà presso l’Iran University of Science and Technology;

15: Mostafa Mohammad Najar: ministro degli interni
— ministro della difesa nella precedente amministrazione, master in management amministrativo, un passato nell’esercito il che è considerato controverso (Khomeini diede indicazione di tenere separati politica e forse armate);

16: Ali Nikzad: ministro dell’edilizia e dello sviluppo urbano
— governatore generale di Ardebil e capo dell’organizzazione per l’edilizia e lo sviluppo urbano della provincia di Ardabil;

17: Masoud Mirkazemi: ministro del petrolio
— ministro del commercio nella passata amministrazione, dottorato in ingengeria industriale, cancelliere della Shahed University;

18: Mohammad Ali-Abadi: ministro dell’energia
— vice presidente e capo dell’Organizazione per l’Educazione Fisica nella passata amministrazione;

19: Morteza Bakhtiari: ministro della giustizia
— governatore generale di Isfahan e già direttore dell’Organizzazione delle Prigioni di Stato;

20: Ahmad Vahidi: ministro della difesa
— assistente del ministro della difesa e capo della commissione politica e difesa del Consiglio del Discernimento;

21: Mahdi Qazanfari: ministro delle attività commerciali
— assistente del ministro del commercio e direttore dell’Organizzazione per lo Sviluppo del Commercio dell’Iran.

[www.payvand.com]
[laguillotine.wordpress.com]

27 Agosto: la televisione di stato iraniana manda in onda il processo ai leader delle proteste post-elettorali. Sono accusati di aver sobillato le masse ed incitato la sommossa. Figure più o meno di spicco dell’establishment post-rivoluzionario iraniano, noti intellettuali riformisti, cittadini comuni, siedo in uniformi carcerarie che sembrano pigiami nelle prime file della sala delle udienze, ad uno ad uno si alzano e rilasciano confessioni molto poco convincenti. Tra loro, l’ex-ufficiale dei servizi Saeed Hajjarian, scampato ad un attentato nel 2000 e da allora rumoroso critico del sistema. Molti esponenti riformisti hanno criticato questi processi definendoli una triste messinscena in stile sovietico. Sul banco degli imputati non sono semplicemente privati cittadini, per quanto noti, ma l’intero movimento riformista: il procuratore ha infatti chiesto che i due principali partiti riformisti, il Fronte di Partecipazione dell’Iran Islamico e l’Organizzazione dei Mujahidin della Rivoluzione Islamica, siano banditi. [news.bbc.co.uk]

1 Settembre: durante il maxi-processo l’ex-primo vice presidente dell’amministrazione Khatami, Mohammad Ali Abtahi, visibilmente provato e notevolmente dimagrito, confessa di aver fatto false accuse in merito ai brogli e attribuisce l’organizzazione di tutto a Khatami, Rafsanjani e Mousavi. I leader riformisti negano la validità delle confessioni palesemente estorte e contrarie alla costituozione, alla legge e ai diritti dei cittadini. Il legale di Abtahi, Saleh Nikbakht, denuncia a reporter senza frontiere che ai difensori non è concesso entrare in aula, il che contraddice l’articolo 135 della Costituzione iraniana. [www.repubblica.it]

2 Settembre: Continua il processo, compaiono altri imputati davanti alla Corte Rivoluzionaria. Vanna Vannucci scrive su Repubblica:
«Sono entrati nell’aula irriconoscibili, magri, terrei, l’ombra di se stessi, vestiti di quei pigiami grigi che sono le uniformi delle carceri iraniane. Ali Abtahi, ex vicepresidente, un hojatoleslam; Abdollah Ramezanzadeh, ex portavoce del governo Khatami; Mohsen Mirdamadi capo del partito riformatore Mosharekat, l’ex viceministro degli Esteri, Mohsen Amizadeh, e l’ex vicepresidente del parlamento Behzad Navabi. […]» [www.repubblica.it]

3 Settembre:  Il parlamento iraniano respinge 3 dei ministri proposti (invece dei 12 che aveva minacciato). Da “Repubblica.it“:
«Due delle nomine respinte sono donne, Sousan Keshavarz proposta per il ministero dell’Istruzione e la collega del Welfare Fatemeh Ajorlou. Ci sarà comunque una donna nell’esecutivo di Teheran, per la prima volta nella storia della Repubblica islamica: la ginecologa Marzieh Vahid Dastjerdi guiderà il dicastero della Salute. La Dastjerdi è un’ultraconservatrice, che in passato aveva proposto l’introduzione della segregazione sessuale nella sanità: uomini per curare gli uomini e donne per curare le donne. Rifiutata invece la nomina del ministro dell’Energia, mentre al Petrolio è stato approvato Massoud Mirkazemi.
E’ stata ratificata anche la nomina a ministro della Difesa di Ahmad Vahidi, ricercato dall’Interpol per il suo coinvolgimento nell’attentato al centro di assistenza ebraico di Buenos Aires del 1994 in cui morirono 85 persone. Lo ha annunciato il presidente del Majilis, Ali Larijani.
Ahmadinejad ha ora tre mesi di tempo per proporre i nuovi candidati per i dicasteri di Welfare, Energia e Istruzione. Nel frattempo il nuovo esecutivo potrà comunque insediarsi e cominciare il suo lavoro. Nel complesso i risultati della votazione sono stati migliori di quelli del 2005, anno del primo mandato di Ahmadinejad. All’epoca, infatti, i ministri bocciati furono quattro, tra i quali quello del Petrolio, strategico per uno stato che è il quarto produttore di greggio al mondo.»

Issa Sahar-Khiz

Issa Sahar-Khiz

12 Settembre: inizia la raccolta firme per chiedere al segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon di intervenire in favore del giornalista iraniano e sostenitore di Mehdi Karroubi Isa Saharkhiz, arrestato il 4 Luglio e da allora detenuto nella prigione di Evin. Di Issa non si sono avute più notizie.  Amnesty international lo considera un prigioniero di coscienza, tenuto in isolamento semplicemente per aver esercitato il diritto di espressione, a forte rischio di tortura. [www.gopetition.com]

18 Settembre: la manifestazione anti-israeliana che il governo iraniano organizza tutti gli anni dal 1979 in occasione dell’ultimo venerdì di ramadan si trasforma in una nuova onda verde, nonostante le minacce e le diffide per prevenire il dirottamento dell’evento. A riprova che la crisi non è finita. Nonostante la repressione, nonostante i quotidiani occidentali ormai parlino di altro. E anche la provincia continua a dare segni di vita, benché la partecipazione di massa non sia più quella di tre mesi prima. Va anche notato che i “leader” istituzionali della contestazione ci sono tutti e tre, Mousavi, Karroubi e Khatami, nonostante il divieto esplicito e ufficiale. [news.bbc.co.uk]

10 Ottobre: Tre persone condannate a morte in seguito alle proteste di giugno,
due apparterebbero ad un gruppo filo-monarchico ed un’altra ai MKO. In carcere restano ancora almeno 200 dimostranti fermati, 110 dei quali attualmente sotto processo. [news.bbc.co.uk]

13 Ottobre: Karroubi messo sotto inchiesta per le sue denunce degli stupri avvenuti nelle carceri iraniane. Secondo Al Jazira sarebbe stato rinviato a giudizio. [www.lastampa.it]

19 Ottobre: Strage di pasdaran al confine con il Pakistan. Mohammad Marzieh, il procuratore di Zahedan, capoluogo del Sistan-Beluchistan, ha detto che l’attentato è stato rivendicato da Jundullah (Soldati di Dio), un gruppo separatista sunnita da tempo in azione nella regione a cavallo tra Iran, Pakistan e Afghanistan. Non è stato però ancora fatto nessun arresto. Come sempre in occasione di violenze nelle aree di confine iraniane, abitate da minoranze sunnite, l’Iran ha subito accusato i Paesi «nemici» di essere dietro all’attentato. La televisione di Stato ha puntato il dito contro la Gran Bretagna, il presidente del Parlamento, Ali Larijani, e i Guardiani della Rivoluzione hanno invece accusato gli Stati Uniti. Tehran punta però il dito anche contro i servizi pachistani, più volte sospettati di appoggiare le azioni delle Jundullah.[www.lastampa.it]

22 Ottobre: 60 nuovi arresti trai familiari dei detenuti politici. Gli arresti sarebbero stati effettuati durante una cerimonia religiosa che si stava svolgendo in una casa privata, una veglia di preghiera per amici e congiunti in prigione. [ferdinandopelliccia.blogspot.com]

23 Ottobre: Karroubi visita la Fiera del Libro a Tehran e scoppia il parapiglia tra oppositori del governo e sostenitori di Ahaminejad.

Karroubi alla Fiera del Libro

Karroubi alla Fiera del Libro

Leggermente ferito è costretto a darsi alla fuga. Esponente del clero riformista, Karroubi è oggi simbolo di un’opposizione che non vuole arrendersi e resiste agli abusi. [ibidem]
L’Iran propone alla Francia uno scambio di prigionieri: Clotilde Reiss in cambio degli assassini dell’ex primo ministro iraniano Shapour Bakhtiar, ma l’Eliseo respinge fermamente.
[www.ticinolibero.ch]

31 Ottobre: Da Reset.it: «Il colpo di scena è avvenuto all’assemblea annuale degli studenti iraniani con l’ayatollah [Khamenei]. Dopo una serie di domande soft, un giovane genio matematico, Mahmud Vahidnia, è intervenuto attaccando la “Guida suprema”, chiedendogli conto dei suoi errori e delle menzogne sulle elezioni e sui fatti successivi. Il ragazzo ha ricevuto applausi ed è diventato una specie di eroe nazionale. Ma ora di lui non si sa più niente da qualche giorno. […] Agenti segreti, secondo i blog, lo hanno avvicinato alla fine del suo discorso il 28 Ottobre.
Forse lo hanno arrestato e per il momento non si hanno altre notizie sulla sua persona!

Dal sito web degli studenti dell’Università Sharif, il giovane studente di matematica sarebbe da giovedì sera sotto custodia dell’unità di intelligence delle Guardia rivoluzionarie. La notizia non e’ stata pero’ al momento confermata ufficialmente» [leggi tutto]

Mahmud Vahidnia

Mahmud Vahidnia

Da Repubblica.it: «”Voglio dirle qualcosa”, esordisce il giovane rivolgendosi direttamente alla Guida, “perché nessuno può permettersi di criticarla in questo paese? Non è ignoranza questa? Lei ritiene di non fare errori? L’hanno trasformata in una sorta di idolo irraggiungibile che nessuno può sfidare”.


Sbanda la prima linea di dignitari e professori, seduta in terra di fronte al leader […] A un certo punto dalle file dei giovani parte qualche applauso; gli applausi poi si ripetono, diventano più insistenti.

La contestazione di Mahmoud continua così sincera, quasi candida, che lo stesso ayatollah Khamenei alla fine quasi sceglie di giustificarsi. “Le critiche sono bene accette, so che ce ne sono molte”, dice l’ayatollah. E poi, riferendosi alle critiche del giovane alla Tv iraniana di cui la Guida è il responsabile supremo, l’ayatollah risponde: “Non crediate che per il fatto che io indichi il capo della televisione di Stato loro mi sottopongano tutti i programmi che trasmettono” … [leggi tutto] [video][un post di pedestrian in inglese]

_____________AGGIORNAMENTO 8/11   _____________

4 Novembre: Anniversario dell’occupazione dell’Ambasciata Americana. Mentre la manifestazione ufficiale per la ricorrenza si tiene davanti all’ex sede diplotatica USA, l’opposizione protesta di fronte all’ambasciata russa in segno di disapprovazione per la posizione accondiscendente del Cremlino nei confronti di Ahmadinejad. Per la prima volta negli slogan di protesta viene nominato Obama, aL quale si chiede di scegliere: o sta col popolo iraniano o con il suo governo illegittimo. Intanto non si hanno ancora notizie dello studente della Sharif University di Tehran, Mahmud Vahidnia, una giovane promessa della matematica protagonista nei giorni precedenti di una clamorosa critica al Leader Supremo Khamenei. È invece confermata la chiusura da parte della autorità del quotidiano economico di tendenze riformiste Sarmayeh. [americaoggi.info] Studenti iraniani protestano a Roma nella città universitaria de La Sapienza [Video]

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Disavventura di un mullah paffutello

1 agosto 2009 at 17:29 (notizie in pillole, pensieri personali) (, , , , , , , , , , , , )

Mohammad Abtai ritratto da Arash Ashoorinia alcuni mesi fa - kosoof.com

Mohammad Abtahi ritratto da Arash Ashoorinia alcuni mesi fa - kosoof.com

Mohammad-Ali Abtahi fu uno dei più stretti collaboratori di Khatami durante i suoi due mandati presidenziali ed è stato il primo clerico di governo ad aprire un blog in farsi prima, in inglese poco dopo, guadagnandosi il nomignolo di “blogging mullah”. Scrive bene, con uno stile fresco e diretto che coinvolge senza darlo a vedere e i suoi post hanno titoli accattivanti.  Dal suo blog denunciò per primo che la giornalista irano-canadese Zahra Kazemi era stata uccisa in carcere. Mohammad-Ali Abtahi proviene da una famiglia fondamentalista, il padre ed il fratello maggiore sono entrambi clerici dalle visioni talmente conservatrici da essersi fatti arrestare dalle forze di sicurezza iraniane per attività sospette. Con loro  i rapporti sono sempre stati tesi e Mohammad-Ali sembra ritenerli responsabili di aver causato grandi sofferenze a sua madre, deceduta circa un anno fa a causa di complicanze legate al diabete.
Mohammad-Ali Abtahi ha 3 figlie e un nipote, nato dalla sia figlia maggiore, Fazeh, che è anche la sua consulente tecnica per quanto riguarda il blog. Dice, Abtahi, che è stata sua figlia ad insegnargli come gestire un web blog. Mohammad-Ali Abtahi è un uomo del sistema, è parte dell’establishement clerico-politico di quella macchina repressiva feroce che è la Repubblica Islamica. Un sistema che lui voleva emendare, non certo rovesciare. Un sistema con cui ammetteva che si potesse essere completamente in disaccordo senza farne un dramma. Abtahi ammetteva che si potesse non essere d’accordo con la costituzione, con la posizione privelegiata del clero, e quindi conla struttura stessa del potere statale. Non è chiaro quanto lui fosse in disaccordo o meno, ma scrivendo sul suo blog si rivolgeva esplicitamente ad un publico che poteva essere contro il sistema della Repubblica Islamica. Mohammad-Ali Abtahi faceva parte del comitato elettorale di Mehdi Karroubi ed era uno dei ministri designati dell’aspirante presidente.

Mohammad-Ali Abtahi è stato arrestato il 16 giugno 2009.

È sottoposto a forti pressioni, si pretende da lui che collabori per  impiantare un processo per tradimento contro Khatami e i maggiori leader riformisti. Gli hanno estorto una mezza confessione, dice che i riformisti stavano orchestrando tutto da 2 o 3 anni per indebolire il potere del Leader Supremo, che la storia dei brogli elettorali è una farsa, una menzogna. Che Mousavi, Karroubi e Khatami si sono messi d’accordo e stanno tramando  non si capisce bene cosa. La confessione è stata trascritta dall’agenzia semi-ufficiale Fars News e solo in parte tradotta in un articolo del New York Times. Intanto è iniziato questa mattina un processo di massa che lo vede tra gli imputati insieme a circa altre 100 persone, tra attivisti politici, blogger e giornalisti. Secondo quando riportato da Reporters Sans Frontieres agli avvocati è stato negato di assistere all’udienza ed in alcuni casi, tra cui quello di Abtahi, anche l’accesso ai fascicoli dei loro clienti.
Ora Abtahi è solo un uomo, un nonno, molto provato, che sta tentando di resistere, non tradire le sue idee, per discutibili che fossero, e di non perdere la propria dignità.

dalla pagina di Revolutionary Road su Facebook

"No comment", dalla pagina di Revolutionary Road su Facebook

Volendo aggiunge un commento personale: non la spunteranno. Stanno trasmettendo le immagini di esponenti del clero, politici riformisti ben conosciuti, in uniforme carceraria, malconci e sudati; stanno diffondendo confessioni incoerenti evidentemente estorte con la forza e le minacce. Il figlio del consigliere del candidato conservatore Rezayi, arrestato durante le proteste, è morto poco dopo essere uscito dal carcere, a causa delle torture. Ahmadinejad vaticina una nuova era parlando ai basiji e straparla di lezioni che impartirà a destra e a manca ma l’indignazione e la rabbia si estendono a macchia d’olio, in settori di popolazione sempre più vasti, che vanno oltre gli iniziali sostenitori dei riformisti o gli oppositori della Repubblica Islamica. Il sistema si sta incartando su se stesso e pare vicino al collasso.

[Altre immagini del processo qui, da Persian Gooya]

AGGIORNAMENTO 2/08: La moglie di Abtahi, Fahimeh Mousavinezhad, che potuto rivedere suo marito  solo ieri dopo 43 giorni, sostiene che  sia stato drogato con pillole per “tenere lontane le preoccupazioni” (fonte: Iranbaan, su twitter)

AGGIORNAMENTO 3/08: un articolo del Corriere della Sera sul caso in cui è riportato il commento di Azadeh Moaveni, autrice di “Lipstick Jihad“, qui.

AGGIORNAMENTO 4/08:

Iran Evening News Report:Radical flow movement toward Hashemi, Mousavi, Khatami and Karoubi trial

After the first session of reformists trial now hard-liners and right factions in parliament and some newspaper and news sites close to hard-liner demanding for senior reformists such as Mousavi and others to be trialed because they are the main reason of all recent riots and after people like Abtahi who were not as big as Khatami or Hashemi trialed and confessed to their participating in velvet coup now it is their seniors turn to be in court and trial because of their acts.

Io dico che non lo faranno mai. Poi…

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Shadi Sadr arrestata da uomini in borghese venerdì 17 luglio

18 luglio 2009 at 16:02 (notizie in pillole) (, , , , , , , )

Shadi Sadr, avvocato e attivista per i diritti delle donne, è stata arrestata da uomini in borghese che l’hanno aggredita e costretta a salire in un’automobile mentre si recava alla preghira del venerdì presso l’università di Teheran, il 17 luglio.
Durante il sermone, tenuto da Hashemi Rafsanjani, si sono verificati scontri tra gli oppositori del governo e i basidji. Si parla di un centinaio di persone arrestate, tra cui religiosi ed ufficiali dell’esercito (qui, ma in farsi). Sono stati perfino lanciati gas lacrimogeni sulla folla dei fedeli.
Per la prima volta dall 1979 la televisione di stato non ha trasmesso la preghiera del venerdì di Tehran in diretta.

Shadi Sadr era già stata arrestata in seguito ad una manifestazione pacifica il 4 marzo 2007 e rilasciata 15 giorni dopo dietro cauzione. Trai i suoi clienti più “celebri” ricordiamo il drammatico caso di Nazanin Fatehi, allora sedicenne, condannata a morte per aver ucciso il suo aggressore nel tentativo di difendere se stessa e sua nipote. Oggi Nazanin è libera ma la sua situazione legale è ancora poco chiara.

Di Shadi Sadr non si hanno notizie, su Twitter gira voce che abbia telefonato al marito facendogli l’assurda richiesta di dirle il codice pin del suo cellulare…

[da Revolutionary Road e Ansa]

Liberi tutti subito!

Khamenei come Pinoche!

Evin come la Bastiglia…

Aggiornamento: la casa di Sadr è stata perquisita e le sue cose sequestrate secondo quanto dice il marito. Domani ci saranno le udienze di alcuni suoi clienti che saranno costretti a presentarsi senza avvocato.

Shadi Sadr con Nazanin in una delle udienze di Nazanin

Shadi e Nazanin durante una udienza

AGGIORNAMENTO 28/07: Shadi Sadr è stata rilasciata oggi dietro il pagamento di una cauzione di 50000$ (fonte : Iran Human Right )

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Un’altra volta: Free Kaveh!

10 luglio 2009 at 17:16 (notizie in pillole) (, , , , , , , )

Kaveh Mozafari, giornalista iraniano dissidente, attivista per i diritti dei lavoratori e della “One Million Signature Campaign” per l’abolizione delle leggi discriminatorie nei confronti delle donne, è stato arrestato ieri da uomini in borghese mentre tornava a casa con la suocera gravemente inferma, la sig. ra Bayat. I due stavano rincasando dopo aver tentato di raggiungere l’ospedale Mostafa Khomeini dove la signora Bayat avrebbe dovuto ricere cure mediche, poiché tutte le strade erano chiuse a causa delle manifestazioni del 9 Luglio. Bayat ha chiesto ripetutamente agli ufficiali di rilasciare Kaveh, ma non le è stata prestata attenzione. Gli uomini si sono limitati a dire “questa persona è Kaveh Mozaffari ed è stata identificata” e poi hanno fatto salire Kaveh su un vagone per il trasporto dei contestari fermati. Mentre lo portavano via hanno minacciato Bayat di arrestare anche lei.

Arrestato durante le proteste di piazza del primo maggio a Tehran, Kaveh Mozafari era stato rilasciato su cauzione appena due settimane fa, il 25 giugno, in seguito al pagamento di 50 milioni di toman (50,000 €).

[ da Change for Equality, Feministi School e Reporter Sans Frontieres Italia]

Facinoroso impenitente. Kaveh ha partecipato ad una campagna di sensibilizzazione contro la diffusione delHiv (2005). Il problema è grave inIran che anche le autorità hanno dovuto prenderne atto. Probabilmente si tratta ormai di una vera emergenza sanitaria nazionale... (Foto: Arash Ashoorinia Khosoof.com)

Facinoroso impenitente. Kaveh nel 2005 ha partecipato ad una campagna di sensibilizzazione e informazione contro la diffusione del'Hiv. Il problema è ormai talmente grave in Iran che anche le autorità hanno dovuto prenderne atto. Probabilmente si tratta ormai di una vera emergenza sanitaria nazionale... (Foto: Arash Ashoorinia - Khosoof.com)

AGGIORNAMENTO 4/08: per chi gliene fregasse qualcosa, ieri la famiglia di Kaveh ha potuto incontrarlo in carcere (fonte: un amico comune)

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Ogni giorno è il 9 Luglio

9 luglio 2009 at 16:17 (contributi in prestito, notizie in pillole) (, , , , , , , )

«Quanto è stata grande la resistenza il “9 Luglio“! Tutti quanti sono venuti. Giovani e anziani e gente di mezza età. E non in una sola strada, questa volta hanno imparato dalle tre settimane passate e hanno tenuto proteste di massa in 7-8 aree principali. Non mai c’è silenzio. Tutti quanti stanno gridando. Alcuni gridano “Allah è grande” ma subito dopo viene “Morte al dittatore” e “Governo golpista, dimissioni, dimissioni!” (*)

Cronaca della giornata di oggi (9 Luglio), per ora in inglese, rubata al Blog Revolutionary Road di Saeed Valadbaygi:

  • Enghelab sq. getting busy. Forces are present. People protest in front of Chinese embassy as well!
  • Army Unit (IRG) Positioned infront of Interior Ministry
  • Heavy Security Forces at Enghelab Sq.
  • Guards moving toward Jmalzadeh Cr. and Police replaced at Enghlab Sq
  • Army Helicopters Flying Over Enghelab Sq, Park Laleh and Azadi St
  • A group of people are protesting in front of Chinese embassy
  • People Gathering at Vanak Sq
  • Enghelab Sq is not completely closed but Police standing everywheree try to find key protesters among crowd
  • Guards moving toward Jmalzadeh Cr. and Police replaced at Enghlab Sq
  • There is no traffic! No security forces around Mohseni and Mirdamad
  • ALARMING declaration by General Hossein Hamedani of the Basij Forces
  • People & Basijis Clashes in SA’adatabad Enghelab and Tehran Universty a lot of demo
  • No Mobile Network at Centrlal Tehran.
  • Shiraz:clashes between people and basidj in darvaze qoran
  • On St. 12 Farvardin, Tehran 300 ppl sitting on the ground
  • I just called someone in Enghelab Sq. They are protesting safely! no clashes till now
  • Riot Guards moving to Enghelab sq – Police force being ordered back to bases.
  • Regular Security Forces ordered to leave Enghelab Sq. Guards units taking over
  • ppl moving in a stream to wards Enghelab from 100 bed hospital/Khomeini Hos
  • Thousends of people gathered in front of Polytechnic Uni and moving toward Valieasr St..
  • SARI:arge crowd armed with flowers and cameras in center of Sari
  • Basij & plainclothed at & around Dr. Beheshti Sq.
  • At 5 pm , thousends of people will march toward Valieasr St in support of political priosoners and will chant ” Political prisoners should be free”
  • basij throwing protesters from pedestrian bridges in Shiraz
  • At Enghelab Sq ,people walking on pedestrian ways,Police forces are there as well ,plainclothes are beween people.
  • Enghelab square is packed with people, Basijis are beating people, people are coming from surronding streets
  • Police shooting tear gas to people. people shouting dead to dictator
  • Clashes between police and people in Ebghelab Square
  • Clashes reported in Saatad Abad. Hundreds of protesters sitting on the ground in 12-e-Farvardin
  • Clashes between ppl who were moving towards Valieasr Sq and police forces
  • Clashes near Tehran university, police beating up protestors, tear gas fired
  • Enghelab square being packed with people coming from side streets, Basijis fighting them with batons & tear gas
  • Thousands of people are marching toward Valiasr square from Politechnic, one person is arrested in Enghelab square
  • ppl R moving toward Tehran Univ. & chant Don’t be afraid, we all are together
  • Security forces started using tear in Karegar st. Tehran gas
  • Police arrested a girl , they treated her very bad …they pulled her on the ground on the way to the van .Several people were arrested
  • Teargas fired at Enghelab Sq. clashes in Enghelab and Azadi Sq.
  • 2-3000 people now in Revolution (Enghelab) Square in Tehran
  • people and basijj clash at Enghelab square – people outnumber basijj by 10 to 1
  • Clashes infront of Tehran Universi and VankSq
  • People are joining the demonstration from Imam Hossein Sq. towards Enghelab Sq
  • Police arresting seemingly at random, throwing tear gas into buses.
  • Hundreds of Protesters chanting against the regime infron of Ploytechnic University, Near Azadi Sq.
  • Police used Teargas against people trying to push them back at Vanak Sq
  • Protests reported in Tabriz, Isfahan & Shiraz as well.
  • Heavy Clashes at Karegar Shomali St, (Near Enghlab Sq.) Tear gas, Fire and blockage…
  • Mashhad:In Imam reza Shrine ppl gatherd and number of them are icreasing minute by minute…
  • Isfahan streets are full of plaincloths and ppl are standing in streets from Khaju Brdg to Siosepol!
  • Next 2 Tehran University PPL are chanting death to the dictator and asking the Police Force to join them
  • Gathered ppl at Ferdowsi Sq r increasing ,thers’s a big crowd!
  • More than 30 ppl were arrested againt Tehran Uni..
  • Gunshots and tear gas fired at Engelab Sq
  • Esafahan Basijis attacking PPL with teargas
  • PPL got attacked and eye witness reported bloody PPL and teargas.
  • A big group of ppl are marching in Vesal St
  • Since 6pm some new groups of ppl have came to streets …
  • Helicopters moving in around the University
  • From Tehran Uni to beginning of Enghelab st at least 4000 ppl clapping full Bassij presence some scattred
  • Police Shooting Teargas at Poeple infront of Tehran University
  • Heavy Clashes in mohammad ali jenah St.
  • People are being arrested brutally in Enghelab, and tear gass is used in Vanak
  • People are boo-ing the bassij and sec force as they try to disperse them & shout.. “shah Soltan Velayat ur time is up’
  • uni slogans:”I will kill the one who killed my brother”..”down with dictator” SHAH SOLTAN VELAYAT ur times up
  • A lot of riot police have came in, and we saw them attacking people, in cooperation with basij.
  • Tehran:Gunshots heard at Keshavarz Blvd.
  • Tehran time:19:37
  • GunShots heard from Kargar Shomali St
  • ppl in Tabriz move toward Abresan intersection
  • Many of Tehran Marketers are closed in July 9th occasion
  • Clashes in front of Evin Prison!
  • Cars in the streets…fires everywhere in Azadi street…Basij breaking car windows
  • An hour ago Mirdamad Metro station sat on fire
  • Fire in Mirdamad getting out of control
  • Ppl attacked Basij in SaadatAbad & Sattarkhan
  • Several people arrested in Vlaiasr junction
  • Tehran time:20:30
  • Internet in Iran have many problem and speeds are low
  • After 8PM in Iran, still many ppl in street & ppl already chanting from rooftops. Many clashes today
  • Tehran is in fire people are so many more and bsij in some places running from protesters
  • People attacked Basij in SaadatAbad and Sattarkhan

Per seguire Saeed su Twitter cercate BISTOO,  è anche trai link nella colonna a destra

(*) da questo mese ilsuo blog è disponibile anche in italiano: qui

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Il meglio che ho trovato oggi…

25 giugno 2009 at 14:52 (contributi in prestito, notizie in pillole) (, , , , , , )

Non è tutta roba di oggi, le ricerche in rete richiedono tempo, però è tutta roba decisamente ancora attuale.

1) Cominciamo con un’analisi di tipo generale che riguarda il “soggetto” in lotta in Iran, sì in Iran e non solo a Teheran:

La classe lavoratrice iraniana e la rivolta, una bella traduzione scovata su Indymedia Napoli

Postato il 20 Giugno, 2009 da Anonimo

Autore: Freebooter
link autore: http://freebooter.da.ru/ (fonte originale: Lenin’s Tomb)

Venerdì 19 giugno 2009
postato da lenin

Durante la preparazione delle elezioni era un luogo comune che Ahmadinejad avrebbe tenuto il voto della classe lavoratrice. Questo era stato il caso nel 2005 e si era dato per scontato che sarebbe stato il caso nel 2009. La ragione data è stata che Ahmadinejad aveva aiutato la classe lavoratrice con svariati benefici pagati con i profitti del petrolio. E, naturalmente, lui stesso è, per così dire, un ragazzo della classe lavoratrice che ha avuto successo: il figlio di un fabbro ferraio che ha ottenuto un PhD, entrato a far parte della destra nella rivoluzione ed alla fine è divenuto presidente. Infine, è stato arguito che i lavoratori erano socialmente conservatori ed avevano poco tempo per la gente della classe media che voleva una legislazione più liberale. Questo quadro, mentre accenna ad importanti verità, è anche piuttosto condiscendente nella sua presunzione che i lavoratori si preoccupino soltanto di questioni di pane e burro e che tendano verso il cupo fanatismo quando si tratta di questioni di democrazia e di diritti delle donne. […]

[Nota: Consiglio a chi passa di qua di partecipare anche al sondaggio proposto nello stesso blog nel post “Amici Nemici“, la mia idea in merito l’ho lungamente esposta nell’articolo “Incerta è la rotta della rivoluzione” (dove però i casi più patologici – leggasi criptofascisti 😉 – sono trattati solo di striscio)]

Questa non è Teheran. È Isfahan. (dal blog Lenins Tomb -20 giugno 2009)

Questa non è Teheran. È Isfahan. (dal blog Lenin's Tomb -20 giugno 2009)

2) Proseguiamo col buon Subecumene che  nelle sue mappe oggi ha scritto un post che mi ha davvero colpito e che credo valga proprio la pena di leggere… soprattutto se si è incappati nei commenti #2 e #3 del sopracitato post su Indymedia. (A questi sostenitori del Compagno Mahmud che vieta gli scioperi ma regala bustarelle di stato ai “proletari iraniani”, non posso fare a meno di augurare qualche giorno di permanenza in una cella della prigione di Evin, per mero errore giudiziario, magari in compagnia di qualche prigioniero politico o di qualche giornalista.)
Riporto un passaggio che in qualche modo mi sembra riassuma la posizione complessiva espressa.

Grazie Teheran, grazie Iran
25/06/2009 di subecumene

[…] Ma comunque, grazie Teheran, grazie Iran.

Che straordinario effetto chiarificatore state avendo sul mio modo di vedere le cose.

Nessuno stupore se il governo italiano, criticando le repressioni in Iran, lo fa nel contesto di foto e immagini filmate dell’incontro ufficiale con Benyamin Netaniauh, il primo ministro d’Israele, la nazione più razzista del pianeta.

Nessuno stupore se i repubblicani USA, in un’apoteosi di cinismo, pretendono di apparire come i paladini della causa della libertà iraniana (rendendo sempre più difficile a Obama la sua scelta di non interferenza), quando ancora un anno fa avrebbero visto volentieri bombardamenti sull’Iran per distruggerne l’infrastruttura civile e per contaminare radioattivamente ampie porzioni del territorio. No, non c’è nessuna novità qui.

Ma che sollievo poter separare ogni mia residua responsabilità dai cosiddetti “geopolitici” o gli “antimperialisti”, quelli per cui non esiste regime sufficientemente oppressivo che non meriti simpatie e appoggio se appena adotta una retorica sufficientemente antioccidentale. Come si può difendere il clerico-fascismo iraniano e pretendere di parlare ancora in nome di principi di libertà e democrazia? Quando c’è la possibilità di scegliere centinaia di migliaia di iraniani che sono scesi nelle strade in nome della libertà? Mussolini negli anni 30 era il campione della causa contro le demoplutocrazie, e contro di esse fece persino una guerra (che è molto più di quanto si possa dire di Ahamadinejad). Avete qualche dubbio con chi si sarebbero schierati negli anni 30 i “geopolitici” e gli “antimperialisti”? […]

Ancora Isfahan. Stessa fonte.

Ancora Isfahan. Stessa fonte.

3) Seguono due “casi umani”: la lettera aperta della scrittrice iraniana Nardana Talachian, entusiasta e piena di speranze ai tempi della campagna elettorale (vedi intervista su Peace Link) oggi decisamente demoralizzata; e una storia personale raccontata da Paolo Coelo, amico del medico che ha socorso Neda e che ora ha dovuto lasciare il Paese (dal sito del Corriere della Sera, qui).

4) Aggiornamenti sempre freschissimi, in inglese ed initaliano, su Revolutionary Road e Rivolta in Iran.

Ma le infermiere sono classe media? Magari saranno donne borghesi ha cui è concesso di svolgere un lavoro borghese per che vengono da famiglie borghesi? (foto dal blog Revolutionary Road )

Ma le infermiere sono classe media? Magari sono donne borghesi a cui è concesso di svolgere un lavoro borghese per che vengono da famiglie borghesi? (foto dal blog Revolutionary Road )



Ma comunque, grazie Teheran, grazie Iran.

Che straordinario effetto chiarificatore state avendo sul mio modo di vedere le cose.

Nessuno stupore se il governo italiano, criticando le repressioni in Iran, lo fa nel contesto di foto e immagini filmate dell’incontro ufficiale con Benyamin Netaniauh, il primo ministro d’Israele, la nazione più razzista del pianeta.

Nessuno stupore se i repubblicani USA, in un’apoteosi di cinismo, pretendono di apparire come i paladini della causa della libertà iraniana (rendendo sempre più difficile a Obama la sua scelta di non interferenza), quando ancora un anno fa avrebbero visto volentieri bombardamenti sull’Iran per distruggerne l’infrastruttura civile e per contaminare radioattivamente ampie porzioni del territorio. No, non c’è nessuna novità qui.

Ma che sollievo poter separare ogni mia residua responsabilità dai cosiddetti “geopolitici” o gli “antimperialisti”, quelli per cui non esiste regime sufficientemente oppressivo che non meriti simpatie e appoggio se appena adotta una retorica sufficientemente antioccidentale

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Fotogiornalista scomparso

23 giugno 2009 at 16:43 (notizie in pillole) (, , , , , , )

Pare non si abbiano più notizie di un fotogiornalista iraniano, stando al sito life.com:

Courage on Tehran’s Streets;
A Photographer Is Missing

A NOTE TO OUR READERS: We are saddened to report that the Iranian photojournalist, whose pictures appear in this gallery, is missing. He has not been in contact with us; this morning we received the following email from one of his relatives. We will update this space when we have more details. THE EMAIL: Hi im [photographer’s relative], when he go out side yester day for he never came back home and also his friend and a lot of our young brave people, government arrested them [. . .] don’t let them suffer in those bloody hands. With thanks.

Guardando le fotografia che gli sono attribuite non può che trattarsi di Amir di Tehran24 , una delle photogallery trai link di questo blog. Conoscevo il suo sito da alcuni mesi, lo visitavo di tanto in tanto, aver visto le sue foto e letto i suoi post durante questi giorni mi aveva fatto apprezzare un persona che sembra sensibile e coragiosa. Il suo sito non viene più aggiornato dal 17 giugno. Speriamo stia bene e si faccia vivo al più presto!

unimmagine degli scontri del 13 giugno

un'immagine degli scontri del 13 giugno

unaltra immagine dello stesso giorno

un'altra immagine dello stesso giorno

Aggiungo che anche la pagina di Hamad Saberi su Flickr è ferma al 18 giugno e che il sito di Arash Ashoorinia, Koosof.com, non è più accessibile.
Intanto un aggiornamento da Reporter Senza Frontiere (in inglese).

AGGIORNAMENTO 25/06: Hamad Saberi ha ripreso ha caricare foto, per il resto nessuna nuova.

AGGIORNAMENTO 30/07: da alcuni giorni Koosof.com è di nuovo accessibile. Inoltre, circa dieci giorni fa, dopo aver annunciato il suo ritorno a casa il 29/06, Amir ha aggiunto un nuovo post su suo blog Tehran 24, dicendo di aver recuperato la macchina fotografica solo due giorni prima. Le foto non si ritraggono scene di proteste e manifestazioni, ma un’allegra folla nel nuovo parco “Acqua e Fuoco” a Tehran. Cosa gli sia realmente accaduto rimane poco chiaro.

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Sommossa Iran: domenica 21 giugno

22 giugno 2009 at 10:17 (notizie in pillole, Traduzioni) (, , , )

Dal blog Rivolta in Iran:

  • un aggiornamento sui fatti di ieri (qui)
  • una foto:
Membri del clero partecimano al riot contanto di paramenti...

Membri del clero partecipano al riot con tanto di paramenti...

Da sito The Gurdian:

  • un aggiornamento continuo sui fatti di ieri (qui)
  • un video in cui alcune persone bruciano immagini di Ahmadinejad prima e Khamenei poi, fatto assolutamente nuovo. Erano quattro gatti, ma il filmato ora fa il giro del mondo e non era mai successo prima.

Traduco al volo le testimonianze che mi sembrano più significative:

  • Un commento al blog di Mattew Weaver, giornalista de The Gurdian:

[21/06 ore 10:54] Penso che nell’aria, Mattiew, dopo ieri (ero alla manifestazione, dove l’atmosfera era molto tesa e a moenti violenta), c’è la sensazione che “è tutto finito”. C’è la sensazione che questo movimento si opposizione sia ormai terminato in un nulla di fatto.  Ci aspettiamo che il suono del grido ‘Allah o Akbar’ durante la notte continui come pure persisteranno contri sporadici e violenti nelle strade, per un po’ di tempo, dopo il tramonto. Comunque c’è consenso generale sul fatto che non ci saranno più dimostrazioni di massa né alcuna opposizione organizzata. Molte persone si sono rassegnatea questa linea di pensiero.

  • Un iraniano-europeo, attualmente in Iran ha inviato questa email al The Gurdian.

C‘è un gran caos qui… Nella mia parte della città, erano stati appiccati fuochi la notte passata per di impedire al gas lacrimogeno di spargersi per le strade… La gente sventolava la camicia di un basiji che presumibilmente era stato picchiato e poi l’ha data alle fiamme… comunque non sappiamo che succederà oggi… Un’altra nota, uno dei miei parenti ha un amico che ha una sorella che lavora come infermiera in uno dei maggiorni ospedalil di Tehran. Lei gli ha detto che i corpi delle circa 30 (*) persone uccise durante le proteste della scorsa settimana sono nel suo ospedale, e che il regima si rifiuta di far entrare i familiari, temendo che vengano fuori inomi, perché questo probabilemnte causerebbe un’ondata di pubblica indignazione. Le cose stanno che le famiglie che aspettano fuori dall’ospedale non sanno se i loro figli sono là o no.

(*) le cifre ufficili parlano di 8 morti

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DISASTRO A TEHERAN 20/06: AGGIORNAMENTI SU TWITTER

20 giugno 2009 at 16:37 (notizie in pillole, rete&informazione) (, , , , , , , , )

LA MANIFESTAZIONE NON AUTORIZZATA SI STA TENENDO UGUALMENTE, MOUSAVI STA TENENDO O HA TENUTO DA POCO UN DISCORSO.

VIDEO STREAM QUI

Teheran 20 giugno 2009 - foto: EMMEVI

LA REPRESSIONE È TREMENDA, FONTI OSPEDALIERE PARLANO DI CENTINAIA DI FERITI MA È TUTTO MOLTO CONFUSO.

SI PARLA DI UN ATTACCO SUICIDA AL MAUSOLEO DI KHOMEINI, DI POLIZIA CHE SPARA SULLA FOLLA E, MA NON È CONFERMATO, DI ATTACCHI CON ACIDO E ACQUA BOLLENTE (che comunque si raffredda cadendo) DAGLI ELICOTTERI DELLA POLIZIA. UNA FONTE RIPORTA CHE L’ACIDO HA EFFETTO LENTO E CHE QUINDI CE SE NE ACCORGE TARDI MA C’È, NON È ACQUA QUELLA CHE CADE.

IN PIAZZA CI SONO ANCHE I SUPPORTERS DI AHMADINEJAD E GLI SCONTRI SONO MOLTO INTENSI. QUALCUNO DICE CHE LA POLIZIA SI INTERPONE TRA LE DUE FAZIONI

PER SEGUIRE IN PRESA DIRETTA:

http://twitter.com/parastoo

http://twitter.com/oli2be

http://twitter.com/persiankiwi

http://twitter.com/hadinili

http://twitter.com/StopAhmadi

«Presto! Trovate quest'infedele Twitter ed uccidetelo!»

SULL’ALTRO FRONTE:

http://twitter.com/shahrzadmo

la povera Shahrzad è disperata e si cheide quando questi pazzi se ne torneranno a casa 😦 Da leggere per capire cosa vuol dire essere degli invasati molto per bene, son belle fette di prosciutto sugli occhi.

Aggiornamento 21/06: da Solleviamoci.wordpress.org un articolo uscito su L’Unità con una presunta cronologia della giornata di ieri e delle reazioni dei pezzi grossi

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Satrapi & Makhmalbaf parlano al parlamento europeo

19 giugno 2009 at 20:03 (contributi in prestito, notizie in pillole) (, , , , , , , , , )

[Da Rivolta in Iran]

Italiano: Signore e Signori, Venerdì 12 Giugno a tarda notte, a Teheran il Comitato delle Elezioni  ha chiamato Mr. Mousavi dicendogli di essere stato eletto con la maggioranza dei voti e che quindi avrebbe dovuto scrivere il suo discorso. Poco più tardi mentre Mr. Mousavi stava scrivendo il suo discorso invitando il popolo iraniano a festeggiare la sua vittoria i militari hanno fatto ingresso nel suo ufficio e gli hanno riferito che la rivoluzione democratica verde non sarebbe avvenuta, poco più tardi la televisione ufficiale iraniana ha dichiarato la vittoria di Ahmadinejad, aggiungendo che ogni assembramento di 4 o più persone era probito. Milioni di  persone che sono state derubate del loro voto ieri hanno manifestato a Teheran e in molte altre città, molti sono stati uccisi, feriti o arrestati. Siamo qui per chiedere alla comunità internazionale di non riconoscere la legittimità di queste elezioni. Il popolo dell’Iran chiede alla comunità internazionale di aspettare affinchè possa mostrare il suo vero presidente. Il popolo Iraniano non vuole armi nucleari ma pace e democrazia. Vi chiediamo di ascoltare il popolo Iraniano. La domanda prima delle elezioni era: è pronto il popolo iraniano per la democrazia? La risposta è si. Sono pronti, hanno espresso la loro volontà attraverso il voto ma non sono stati ascoltati. Riconoscere la legittimità dell’elezione di Ahmadinejad significa non riconoscere la legittimità del popolo iraniano. Abbiamo bisogno di voi per supportare il processo verso la democrazia del popolo iraniano che vuole vivere in pace, avere possibilità di bere, e definire il loro paese come un grande paese nella comunità internazionale. Domani è troppo tardi.

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