Satrapi & Makhmalbaf parlano al parlamento europeo

19 giugno 2009 at 20:03 (contributi in prestito, notizie in pillole) (, , , , , , , , , )

[Da Rivolta in Iran]

Italiano: Signore e Signori, Venerdì 12 Giugno a tarda notte, a Teheran il Comitato delle Elezioni  ha chiamato Mr. Mousavi dicendogli di essere stato eletto con la maggioranza dei voti e che quindi avrebbe dovuto scrivere il suo discorso. Poco più tardi mentre Mr. Mousavi stava scrivendo il suo discorso invitando il popolo iraniano a festeggiare la sua vittoria i militari hanno fatto ingresso nel suo ufficio e gli hanno riferito che la rivoluzione democratica verde non sarebbe avvenuta, poco più tardi la televisione ufficiale iraniana ha dichiarato la vittoria di Ahmadinejad, aggiungendo che ogni assembramento di 4 o più persone era probito. Milioni di  persone che sono state derubate del loro voto ieri hanno manifestato a Teheran e in molte altre città, molti sono stati uccisi, feriti o arrestati. Siamo qui per chiedere alla comunità internazionale di non riconoscere la legittimità di queste elezioni. Il popolo dell’Iran chiede alla comunità internazionale di aspettare affinchè possa mostrare il suo vero presidente. Il popolo Iraniano non vuole armi nucleari ma pace e democrazia. Vi chiediamo di ascoltare il popolo Iraniano. La domanda prima delle elezioni era: è pronto il popolo iraniano per la democrazia? La risposta è si. Sono pronti, hanno espresso la loro volontà attraverso il voto ma non sono stati ascoltati. Riconoscere la legittimità dell’elezione di Ahmadinejad significa non riconoscere la legittimità del popolo iraniano. Abbiamo bisogno di voi per supportare il processo verso la democrazia del popolo iraniano che vuole vivere in pace, avere possibilità di bere, e definire il loro paese come un grande paese nella comunità internazionale. Domani è troppo tardi.

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1 – Un’analisi obiettiva delle elezioni iraniane (Puoyan)

9 giugno 2009 at 22:54 (Elezioni Iran 2009, Traduzioni) (, , , , )

Traduzione #1, da Mideast Youth.

June 5th, 2009 Pouyan (Iran/Germany)

Le ragioni per scrivere questo articolo hanno preso forma quando ho iniziato ad intraprendere uno studio semi-concreto della corrente tornata elettorale in Iran. Nel seguito fornirò una breve introduzione sul sistema politico iraniano nel tentativo di far luce sulla complessità della cosiddetta “democrazia” in Iran.

Sistema Politico:

Il sistema politico iraniano non assomiglia a nessun altro sistema politico,  a causa dell’esistenza del “Consiglio dei Guardiani” e del “Leader Supremo” che hanno i poteri legali, amministrativi e legislativi menzionati direttamente nella costituzione.

Ad esempio, in base alla costituzione iraniana (rivista nel 1989):
Articolo 91: Con il proposito di salvaguardare l’ordinamento islamico e la Costituzione, allo scopo di esaminare la compatibilità della legislazione approvata dall’Assemblea Consultiva Islamica (il Majlis, ovvero il Parlamento) con l’Islam, viene istituito un consiglio noto sotto il nome di Consiglio dei Guardiani.
A riguardo, uno menzionati doveri e poteri del Leader e del Consiglio dei Guardiani nell’articolo 110.
Il Leader Supremo e il Consiglio dei Guardiani sono conosciuti come le sedi di potere maggiormente effettive, dopo le quali il presidente ricopre un ruolo decisionale chiave, e in ultimo segue il Parlamento.

Lo Stato si chiama “Repubblica Islamica dell’Iran”, il che implica che il popolo ha un influenza (sia essa diretta o indiretta) sul governo ma esattamente in contrasto con ciò, i sopra menzionati consigli ostacolano i diritti democratici più basilari degli individui.
Per avere un quadro più chiaro di questo sistema questo sito potrebbe essere d’aiuto.

Candidati:
Qualsiasi persona può registrarsi per correre per la presidenza. Una vaga descrizione delle qualità del presidente si può ad ogni modo trovare nella costituzione:
Articolo115: Il Presidente deve essere eletto tra le personalità politiche e religiose che posseggano le seguenti qualità: origini iraniane; nazionalità iraniana; capacità amministrative ed ingegno; trascorsi passati meritevoli; affidabilità e pietà; fede convinta nei principi della Repubblica Islamica dell’Iran e la fede religiosa ufficiale del paese.

In seguito alla registrazione, spetta al Consiglio dei Guardiani decidere chi è eleggibile per la presidenza e chi no. Nessuna donna è mai stata dichiarata eleggibile.
Non è irrilevante menzionare che la parola “Rejal” (رجال), che è qui stata tradotta come “personalità”,  è usata nella sua versione persiana, mentre (in arabo) letteralmente significa “uomo”. Gli attivisti/e per i diritti delle donne hanno fatto richiesta per una revisione di questo articolo.

Nelle imminenti elezioni quattro sono le persone approvate, due della Sinistra Islamica (anche noti come riformisti) e due della Destra Islamica (anche noti come conservatori [o “Principlists”]), il che significa che non esistono opzioni differenti tra le quali scegliere, ma una sola con differenti varianti. È come la differenza tra la pioggia e la neve: entrambe sono acqua.
Per leggere altro riguardo i candidati vedere  qui.

Sulla campagna elettorale:La campagna elettorale è permessa in un periodo di meno di un mese (20 giorni nel caso di queste lezioni), ed è condotta in una maniera abbastanza tradizionale: stampando ogni sorta di poster e banner. Mi ricordo di 12 anni fa, quando ero solo un bambino, era tutto come una grande festa colorata e per noi essenzialmente un parco giochi.
Negli ultimi dieci anni sono cambiate molte cose, i candidati fanno del loro meglio per essere in contatto ed incontrare differenti gruppi di persone direttamente tenendo incontri, dibattiti ecc. ed indirettamente facendo ricorso ai vari media inclusi la televisione pubblica, i quotidiani e così via.
Entrambi i candidati riformisti hanno fatto il miglior uso possibile dei media indipendenti come You Tube e Facebook per facilitare una comunicazione più libera principalmente con i giovani.

Punti di vista
Vivendo all’estero, o lasciatemi metterla in questo modo, essendo stato portato a lasciare il mio paese per un’educazione ed un futuro migliori, (in quanto personalmente non sono soddisfatto del sistema d’istruzione dell’Iran) mi sono impegnato nella politica, nella speranza di costruire un futuro migliore.
Sto seguendo la campagna elettorale dall’inizio fino ad ora, e ho provato ad analizzarla dal punto di vista di una persona terza che guardi le cose dall’esterno del paese, traendone le conclusioni che illustro di seguito:

  • Tutti i candidati promettono libertà, diritti per le donne, libertà di stampa ed un mucchio di altre cose grandiose senza mai chiarire la loro propria concezione di questi termini poiché mancano di obiettività.
  • Le persone sono convinte che la unica e sola alternativa a disposizione sia scegliere tra il male ed il peggio.
  • Ci  manca un’opposizione e dei teorici politici chei ntroducano nuove alternative e possibilità.
  • I candidati fanno leva sulle emozioni della gente.

Mi sento come se fossi abusato e manipolato ad un gruppo di amministratori molto scaltri il cui unico scopo è restare al potere, a prescindere da quale possa essere il prezzo. La propaganda sta disgustando la gente

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“Vote for Iran”

8 giugno 2009 at 20:00 (notizie in pillole, rete&informazione, Traduzioni) (, , , , , , )

Dal sito web Vote for Iran, testualmente:
«Un meraviglioso video di iraniani in tutto il mondo che fanno vedere che andranno a votare. Guardatelo!!!»

Molto patriottico, di sapore quasi risorgimentale… Ma tutto sto fomento non si comprende bene da dove gli venga… Che tipo di persone sono queste che si vedono in questo video? È chiaro che sono giovani, si capisce che si tratta di ceto medio… andare oltre però è arduo.
Quindi a partire da oggi, ogni giorno da qui alle elezioni, ovvero a venerdì 12 giugno, posterò la traduzione di un contributo di un qualche giovane autoctono che possa essere, per un verso o per un altro, interessante.
Per cominciare, quello che segue è il brevissimo post pubblicato da Esther sul portale Mideast Youth per pubblicizzare il sito Vote for Iran creato da lei e alcuni suoi amici:

Andrete a votare alle prossime elezioni in Iran?

Le imminenti elezioni in Iran stanno facendo notizia in tutto il mondo. Quello che vorrei sapere è, se sei iraniano, andrai a votare?

La settimana passata ho aiutato alcuni amici a mettere su il sito Vote for Iran. Molti iraniani hanno scritto le proprie motivazioni per partecipare al voto. Se vuoi aggiungere la tua voce, puoi lasciare un commento che io aggiungerò al sito o puoi utilizzare il modulo per contattarci che trovi sul sito.


E dato che i prossimi post che tradurrò apparterrano proprio agli autori dei commenti che seguono, traduco pure quelli, giusto per presentare i personaggi…

Shahrazad (Iran) – June 8th, 2009 at 2:54 am

Tu lo sai Easther. Adesso la questione “votare o non votare” non è molto discussa. Almeno all’interno dell’Iran, l’atmosfera è estremamente politicizzata e non c’è spazio per dibattere una cosa del genere. La campagna elettorale vive il momento più caldo ora.
Ovunque tu vada, il grande interrogativo di cui si discute tra la gente è più tosto “per chi voti”.

Mohammad Memarian – June 8th, 2009 at 3:46 am

Gli “hardliners” (ogni traduzione pare inappropriata…) votano, non importa che cosa. Gli altri ti dicono: la presenza di Ahmadinejad nel palazzo presidenziale rende la tua domanda irrilevante.

Jadi – June 8th, 2009 at 3:51 am

Io voterò per Karroubi. Appoggio anche Mousavi(*) ma per il primo turno voterò Karroubi(*). Ho spiegato i particolari sul mio blog http://jadi.net/

(*) candidati riformisti tra loro piuttosto differenti

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