Cronologia, che fatica!

3 novembre 2009 at 13:47 (notizie in pillole) (, , , , , , , , , , , , , )

Mi ci è voluto molto tempo per redigere questa promessa cronologia, che probabilmente è anche noiosa, come tutte le cronologie. E non è neppure completa, sicuramente mancano molte cose. Ma mi era davvero indispensabile per riprendere il lavoro qui su…

Per essere seri e precisi iniziamo pubblicando un mappa che permetta di fare mente locale, prendendola in prestito da geology.com:

Cartina politica dell'Iran

Cartina politica dell'Iran, da geology.com

Luglio: Ahmadinejad accetta di sostituire il suo primo vice-presidente, Esfandiar Rahim Mashaie, dietro pressione del Leader Supremo Ayatollah Ali Khamenei. Il fatto rappresenta una novità trattandosi di una intrusione diretta nella nomina dei membri del gabinetto di governo che non ha precedenti nella storia della Repubblica Islamica. Lo scandalo derivava da una parte dal fatto che Mashaie è il consuocero di Ahmadinejad, essendo suo figlio il marito di una delle figlie del presidente; dall’altra da alcune passate controverse esternazioni del personaggio politico, reo di aver fatto distinguo tra popoli e governi nel caso di USA e Israele e di aver assistito a cerimonie “promiscue”, in patria e in Turchia, durante le quali delle donne eseguivano danze tradizionali, suonavano strumenti o leggevano il corano in un clima sconvenientemente “festoso”. Successivamente Ahmadinejad ha nominato Mashaie capo del suo staff. [http://en.wikipedia.org/wiki/Esfandiar_Rahim_Mashaei]

31 Luglio: Arrestati 3 turisti americani che avevano superato il confine.
[newspeg.com/Iran]

4 Agosto: Alla cerimonia di conferma del mandato ad Ahmadinejad i leader riformisti sono assenti, alcuni parlamentari lasciano l’aula quando il presidente inizia il suo discorso. iraniana. Durante la cerimonia i negozio intorno al parlamento sono chiusi, come le due fermate della metro più vicina e l’edificio è circondato di basiji e poliziotti. Si registrano violenti scontri con i manifestanti. Confermato l’arresto dei tre cittadini statunitensi che avevano oltrepassato al frontiera.

Tehraneh Mousavi

Taraneh Mousavi

5 Agosto: Ritrovato il corpo semi carbonizzato di Taraneh Mousavi arrestata dai basiji una settimana prima. La ragazza, che aveva 28 anni, avrebbe subito brutali aggressioni sessuali di gruppo e sarebbe morta dopo il ricovero in ospedale.

“Quando la famiglia di Taraneh, che vive a Jeyhoun Street nella zona ovest di Teheran, ando’ a cercare la figlia alla stazione di polizia. gli ufficiali dissero loro che non avevano alcuna notizia… Due giorni dopo una persona telefono’ a casa dei genitori dicendo che la figlia era stata ricoverata per qualche ora al Khomeini Hospital di Karaj per diverse lacerazioni nelle parti intime”.

[autfemminista.mastertopforum.net]

7 Agosto: Mehdi Karroubi (il più liberale e l’unico clerico dei 4 candidati presidenziali) denuncia dal sito web del suo partito “Etemat Melli” le violenze sessuali subite in carcere dai manifestanti detenuti, uomini e donne, per lo più giovani. Sarebbero stati praticati “stupri generalizzati” per piegare la volontà di “dissentire”. Queste denunce Karroubi le aveva già espresse due settimane prima in una lettera privata ad Akbar Hashemi Rafsanjani, nella quale dichiarava che ne avrebbe reso pubblico il contenuto dopo dieci giorni in caso di mancata risposta.[www.secondoprotocollo.org]
«Se ciò fosse vero, sarebbe una tragedia per la Repubblica islamica – ha aggiunto Karrubi – Una tragedia che cancellerebbe i peccati di molte dittature, compresa quella del deposto Scià». (fonte Corriere.it). Contemporaneamente iniziano ad emergere le prime ammissioni di torture da parte di funzionari iraniani. [www.agenziami.it]

Clotilde Reiss

Clotilde Reiss

8 Agosto: alla sbarra Clotilde Reiss, cittadina francese che aveva lavorato alcuni mesi all’Università di Isfan, accusata di spionaggio per aver inviato via email alcune foto dei cortei di protesta ad amici francesi. La giovane ricercatrice “confessa” e “chiede la grazia”.[ilsecoloxix.it]
Il procuratore generale della corte di Tehran ordina la chiusura dell’ufficio di Karroubi. [www.blitzquotidiano.it]

16 Agosto: Liberata Clotilde Reiss, detenuta in Iran del 1 Luglio, dopo il pagamento di una cauzione di entità imprercisata, ma resta in stato di fermo presso l’ambasciata francese. [www.ilsole24ore.com]

17 Agosto: L’autorità giudiziaria dispone la chiusura del quotidiano Etemad-i Melli, organo del partito omonimo fondato da  Mehdi Karroubi. Apparentemente si tratta di una ritorsione per le recenti dichiarazione di Karroubi in proposito delle violenze subite dai detenuti.[www.ilsole24ore.com]
In serata il procuratore generale di Tehran smentisce la chiusura, imputando la mancata uscita in edicola del quotidiano a problemi tecnici. [www.university.it]


20 Agosto: Mahmoud Ahmadinejad presenta il gabinetto di governo
per il suo secondo mandato, proponendo per la prima volta dal 1979 tre donne per incarichi ministeriali, su un totale di 21. Sette facevano parte del precedente governo: il Ministro degli Esteri Manouchehr Mottaki, il Ministro per l’Economia Mohammad Hosseini, e il Ministro della Difesa Mostafa Mohammad Najar, ma questa volta proposto Ministro degli Interni.
Questa la lista completa dei nomi che il parlamento è chiamato ad approvare entro 10 giorni:

1. Sousan Keshavarz: ministro dell’istruzione,
— dottorata in filosofia dell’educazione, già assistente del ministro dell’educazione;

2. Reza Taqipour: ministro delle telecomunicazioni
— master in ingegneria industriale e già direttore manageriale della compagnia del settore delle telecomunicazioni iraniana;

3: Haidar Moslehi: ministro dell’intelligence
— rappresentante del Leader Supremo presso il Corpo dei guardiani della Rivoluzione e direttore dell’Organizzazione Nazionale della Carità, si dice non abbia alcuna esperienza nel campo dei servizi di intelligence;

4: Shamsodin Hosseini: ministro dell’economia
— già ministro per l’economia nella precedente amministrazione, dottorato in economia, segretario del piano del gruppo di lavoro per le riforme economiche  e capo della commissione economica dell’amministrazione;

5: Manouchehr Mottaki: ministro degli esteri
— ministro degli esseri nella precedente amministrazione, membro del parlamento nel primo e nel settimo Majlis, già ambasciatore in Giappone e Turchia, e assistente del  ministro per gli affari interni;

6: Marzieh Vahid Dastjerdi: ministro della sanità
— ginecologa, membro del quarto e del quinto Majlis;

7: Mohammad Abbasi: ministro della cooperazione
— già ministro della cooperazione, dottorato in management, e membro del settimo Majlis;

8: Sadeq Khalilian: ministro dell’agricoltura
— dottorato in economia delle risorse naturali, membro della facoltà presso la Tarbiat Modares University, e assistente del ministro dell’agricoltura;

9: Hamid Behbahani: ministro dei trasporti
— ministro dei trasporti nella precedente amministrazione, dottorato in ingegneria civile e già capo del Collegio di Ingegneria Civile dell’Iran, University of Science and Technology;

10: Fateme Ajorlou: ministro del welfare e della sicurezza sociale
— membro del Majlis attuale e del precedente, studentessa di dottorato in psicologia dell’educazione;

11: Ali Akbar Mehrabian: ministro dell’industria e delle miniere
–ministro dell’industria e delle miniere nella precedente amministrazione  e assistente del presidente, apparentemente già processato per frode, per aver fatto molti soldi rubando un’invenzione di qualcun altro;

12: Kamran Daneshjou: ministro della scienza (ovvero della ricerca e dell’università)
— dottorato in ingegneria aerospaziale, assistente della commissione elettorale del ministro degli interni nelle elezioni di giugno e quindi particolarmente impopolare tra studenti e docenti universitari, già governatore generale di Tehran;

13: Mohammad Hosseini: ministro della cultura e della guida islamica
— membro di facoltà presso l’Università di Tehran, membro del quinto Majlis e assistente del ministro della scienza;

14: Abdolreza Sheikholeslami: ministro del lavoro
— dottorato in ingegneria civile, già assistente del presidente e capo dell’ufficio presidenziale, membro di facoltà presso l’Iran University of Science and Technology;

15: Mostafa Mohammad Najar: ministro degli interni
— ministro della difesa nella precedente amministrazione, master in management amministrativo, un passato nell’esercito il che è considerato controverso (Khomeini diede indicazione di tenere separati politica e forse armate);

16: Ali Nikzad: ministro dell’edilizia e dello sviluppo urbano
— governatore generale di Ardebil e capo dell’organizzazione per l’edilizia e lo sviluppo urbano della provincia di Ardabil;

17: Masoud Mirkazemi: ministro del petrolio
— ministro del commercio nella passata amministrazione, dottorato in ingengeria industriale, cancelliere della Shahed University;

18: Mohammad Ali-Abadi: ministro dell’energia
— vice presidente e capo dell’Organizazione per l’Educazione Fisica nella passata amministrazione;

19: Morteza Bakhtiari: ministro della giustizia
— governatore generale di Isfahan e già direttore dell’Organizzazione delle Prigioni di Stato;

20: Ahmad Vahidi: ministro della difesa
— assistente del ministro della difesa e capo della commissione politica e difesa del Consiglio del Discernimento;

21: Mahdi Qazanfari: ministro delle attività commerciali
— assistente del ministro del commercio e direttore dell’Organizzazione per lo Sviluppo del Commercio dell’Iran.

[www.payvand.com]
[laguillotine.wordpress.com]

27 Agosto: la televisione di stato iraniana manda in onda il processo ai leader delle proteste post-elettorali. Sono accusati di aver sobillato le masse ed incitato la sommossa. Figure più o meno di spicco dell’establishment post-rivoluzionario iraniano, noti intellettuali riformisti, cittadini comuni, siedo in uniformi carcerarie che sembrano pigiami nelle prime file della sala delle udienze, ad uno ad uno si alzano e rilasciano confessioni molto poco convincenti. Tra loro, l’ex-ufficiale dei servizi Saeed Hajjarian, scampato ad un attentato nel 2000 e da allora rumoroso critico del sistema. Molti esponenti riformisti hanno criticato questi processi definendoli una triste messinscena in stile sovietico. Sul banco degli imputati non sono semplicemente privati cittadini, per quanto noti, ma l’intero movimento riformista: il procuratore ha infatti chiesto che i due principali partiti riformisti, il Fronte di Partecipazione dell’Iran Islamico e l’Organizzazione dei Mujahidin della Rivoluzione Islamica, siano banditi. [news.bbc.co.uk]

1 Settembre: durante il maxi-processo l’ex-primo vice presidente dell’amministrazione Khatami, Mohammad Ali Abtahi, visibilmente provato e notevolmente dimagrito, confessa di aver fatto false accuse in merito ai brogli e attribuisce l’organizzazione di tutto a Khatami, Rafsanjani e Mousavi. I leader riformisti negano la validità delle confessioni palesemente estorte e contrarie alla costituozione, alla legge e ai diritti dei cittadini. Il legale di Abtahi, Saleh Nikbakht, denuncia a reporter senza frontiere che ai difensori non è concesso entrare in aula, il che contraddice l’articolo 135 della Costituzione iraniana. [www.repubblica.it]

2 Settembre: Continua il processo, compaiono altri imputati davanti alla Corte Rivoluzionaria. Vanna Vannucci scrive su Repubblica:
«Sono entrati nell’aula irriconoscibili, magri, terrei, l’ombra di se stessi, vestiti di quei pigiami grigi che sono le uniformi delle carceri iraniane. Ali Abtahi, ex vicepresidente, un hojatoleslam; Abdollah Ramezanzadeh, ex portavoce del governo Khatami; Mohsen Mirdamadi capo del partito riformatore Mosharekat, l’ex viceministro degli Esteri, Mohsen Amizadeh, e l’ex vicepresidente del parlamento Behzad Navabi. […]» [www.repubblica.it]

3 Settembre:  Il parlamento iraniano respinge 3 dei ministri proposti (invece dei 12 che aveva minacciato). Da “Repubblica.it“:
«Due delle nomine respinte sono donne, Sousan Keshavarz proposta per il ministero dell’Istruzione e la collega del Welfare Fatemeh Ajorlou. Ci sarà comunque una donna nell’esecutivo di Teheran, per la prima volta nella storia della Repubblica islamica: la ginecologa Marzieh Vahid Dastjerdi guiderà il dicastero della Salute. La Dastjerdi è un’ultraconservatrice, che in passato aveva proposto l’introduzione della segregazione sessuale nella sanità: uomini per curare gli uomini e donne per curare le donne. Rifiutata invece la nomina del ministro dell’Energia, mentre al Petrolio è stato approvato Massoud Mirkazemi.
E’ stata ratificata anche la nomina a ministro della Difesa di Ahmad Vahidi, ricercato dall’Interpol per il suo coinvolgimento nell’attentato al centro di assistenza ebraico di Buenos Aires del 1994 in cui morirono 85 persone. Lo ha annunciato il presidente del Majilis, Ali Larijani.
Ahmadinejad ha ora tre mesi di tempo per proporre i nuovi candidati per i dicasteri di Welfare, Energia e Istruzione. Nel frattempo il nuovo esecutivo potrà comunque insediarsi e cominciare il suo lavoro. Nel complesso i risultati della votazione sono stati migliori di quelli del 2005, anno del primo mandato di Ahmadinejad. All’epoca, infatti, i ministri bocciati furono quattro, tra i quali quello del Petrolio, strategico per uno stato che è il quarto produttore di greggio al mondo.»

Issa Sahar-Khiz

Issa Sahar-Khiz

12 Settembre: inizia la raccolta firme per chiedere al segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon di intervenire in favore del giornalista iraniano e sostenitore di Mehdi Karroubi Isa Saharkhiz, arrestato il 4 Luglio e da allora detenuto nella prigione di Evin. Di Issa non si sono avute più notizie.  Amnesty international lo considera un prigioniero di coscienza, tenuto in isolamento semplicemente per aver esercitato il diritto di espressione, a forte rischio di tortura. [www.gopetition.com]

18 Settembre: la manifestazione anti-israeliana che il governo iraniano organizza tutti gli anni dal 1979 in occasione dell’ultimo venerdì di ramadan si trasforma in una nuova onda verde, nonostante le minacce e le diffide per prevenire il dirottamento dell’evento. A riprova che la crisi non è finita. Nonostante la repressione, nonostante i quotidiani occidentali ormai parlino di altro. E anche la provincia continua a dare segni di vita, benché la partecipazione di massa non sia più quella di tre mesi prima. Va anche notato che i “leader” istituzionali della contestazione ci sono tutti e tre, Mousavi, Karroubi e Khatami, nonostante il divieto esplicito e ufficiale. [news.bbc.co.uk]

10 Ottobre: Tre persone condannate a morte in seguito alle proteste di giugno,
due apparterebbero ad un gruppo filo-monarchico ed un’altra ai MKO. In carcere restano ancora almeno 200 dimostranti fermati, 110 dei quali attualmente sotto processo. [news.bbc.co.uk]

13 Ottobre: Karroubi messo sotto inchiesta per le sue denunce degli stupri avvenuti nelle carceri iraniane. Secondo Al Jazira sarebbe stato rinviato a giudizio. [www.lastampa.it]

19 Ottobre: Strage di pasdaran al confine con il Pakistan. Mohammad Marzieh, il procuratore di Zahedan, capoluogo del Sistan-Beluchistan, ha detto che l’attentato è stato rivendicato da Jundullah (Soldati di Dio), un gruppo separatista sunnita da tempo in azione nella regione a cavallo tra Iran, Pakistan e Afghanistan. Non è stato però ancora fatto nessun arresto. Come sempre in occasione di violenze nelle aree di confine iraniane, abitate da minoranze sunnite, l’Iran ha subito accusato i Paesi «nemici» di essere dietro all’attentato. La televisione di Stato ha puntato il dito contro la Gran Bretagna, il presidente del Parlamento, Ali Larijani, e i Guardiani della Rivoluzione hanno invece accusato gli Stati Uniti. Tehran punta però il dito anche contro i servizi pachistani, più volte sospettati di appoggiare le azioni delle Jundullah.[www.lastampa.it]

22 Ottobre: 60 nuovi arresti trai familiari dei detenuti politici. Gli arresti sarebbero stati effettuati durante una cerimonia religiosa che si stava svolgendo in una casa privata, una veglia di preghiera per amici e congiunti in prigione. [ferdinandopelliccia.blogspot.com]

23 Ottobre: Karroubi visita la Fiera del Libro a Tehran e scoppia il parapiglia tra oppositori del governo e sostenitori di Ahaminejad.

Karroubi alla Fiera del Libro

Karroubi alla Fiera del Libro

Leggermente ferito è costretto a darsi alla fuga. Esponente del clero riformista, Karroubi è oggi simbolo di un’opposizione che non vuole arrendersi e resiste agli abusi. [ibidem]
L’Iran propone alla Francia uno scambio di prigionieri: Clotilde Reiss in cambio degli assassini dell’ex primo ministro iraniano Shapour Bakhtiar, ma l’Eliseo respinge fermamente.
[www.ticinolibero.ch]

31 Ottobre: Da Reset.it: «Il colpo di scena è avvenuto all’assemblea annuale degli studenti iraniani con l’ayatollah [Khamenei]. Dopo una serie di domande soft, un giovane genio matematico, Mahmud Vahidnia, è intervenuto attaccando la “Guida suprema”, chiedendogli conto dei suoi errori e delle menzogne sulle elezioni e sui fatti successivi. Il ragazzo ha ricevuto applausi ed è diventato una specie di eroe nazionale. Ma ora di lui non si sa più niente da qualche giorno. […] Agenti segreti, secondo i blog, lo hanno avvicinato alla fine del suo discorso il 28 Ottobre.
Forse lo hanno arrestato e per il momento non si hanno altre notizie sulla sua persona!

Dal sito web degli studenti dell’Università Sharif, il giovane studente di matematica sarebbe da giovedì sera sotto custodia dell’unità di intelligence delle Guardia rivoluzionarie. La notizia non e’ stata pero’ al momento confermata ufficialmente» [leggi tutto]

Mahmud Vahidnia

Mahmud Vahidnia

Da Repubblica.it: «”Voglio dirle qualcosa”, esordisce il giovane rivolgendosi direttamente alla Guida, “perché nessuno può permettersi di criticarla in questo paese? Non è ignoranza questa? Lei ritiene di non fare errori? L’hanno trasformata in una sorta di idolo irraggiungibile che nessuno può sfidare”.


Sbanda la prima linea di dignitari e professori, seduta in terra di fronte al leader […] A un certo punto dalle file dei giovani parte qualche applauso; gli applausi poi si ripetono, diventano più insistenti.

La contestazione di Mahmoud continua così sincera, quasi candida, che lo stesso ayatollah Khamenei alla fine quasi sceglie di giustificarsi. “Le critiche sono bene accette, so che ce ne sono molte”, dice l’ayatollah. E poi, riferendosi alle critiche del giovane alla Tv iraniana di cui la Guida è il responsabile supremo, l’ayatollah risponde: “Non crediate che per il fatto che io indichi il capo della televisione di Stato loro mi sottopongano tutti i programmi che trasmettono” … [leggi tutto] [video][un post di pedestrian in inglese]

_____________AGGIORNAMENTO 8/11   _____________

4 Novembre: Anniversario dell’occupazione dell’Ambasciata Americana. Mentre la manifestazione ufficiale per la ricorrenza si tiene davanti all’ex sede diplotatica USA, l’opposizione protesta di fronte all’ambasciata russa in segno di disapprovazione per la posizione accondiscendente del Cremlino nei confronti di Ahmadinejad. Per la prima volta negli slogan di protesta viene nominato Obama, aL quale si chiede di scegliere: o sta col popolo iraniano o con il suo governo illegittimo. Intanto non si hanno ancora notizie dello studente della Sharif University di Tehran, Mahmud Vahidnia, una giovane promessa della matematica protagonista nei giorni precedenti di una clamorosa critica al Leader Supremo Khamenei. È invece confermata la chiusura da parte della autorità del quotidiano economico di tendenze riformiste Sarmayeh. [americaoggi.info] Studenti iraniani protestano a Roma nella città universitaria de La Sapienza [Video]

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Anno nuovo… (una dichiarazione d’intenti)

22 settembre 2009 at 18:30 (pensieri personali) (, , , , )

L’intenzione è quella di riprendere il lavoro lasciato in sospeso più di un mese fa.
Niente di strano che l’estate abbia imposto una pausa di riflessione, infondo, ma sarebbe inutile negare che la ripresa delle attività tarda ormai alcune settimane. Dalla seconda settimana di settembre tutto a ripreso a svolgersi regolarmente, e ormai direi a pieno ritmo. Eppure di rimettere mano a questo blog proprio non mi riusciva.

La spiegazione, almeno quella pratica immediata, è semplicissima. Questo blog era nato con un’idea differente da quella che poi i fatti di cronaca hanno imposto. Voleva essere un luogo dove accumulare materiale lentamente, non direttamente legato all’attualità. Sicuramnte pensavo di occuparmi di questioni riguardanti la società, la politica e magari anche alcuni aspetti legislativi, ma avevo anche in mente di presentare alcuni personaggi particolarmente affascinanti, del presente e del passato, di divagare sul cinema, la poesia, la storia antica. E pensavo più a descrivere le mie “visioni” che non ad argomentare questa o quella analisi su un intricatissimo quadro internazionale. Adattarsi è stato cosa buona e giusta. Però ha significato spendere tempo ed energie seguendo vicende in rapido sviluppo, cercando di misurare il polso della situazione, di stare al passo coi fatti.

Ecco allora che dopo la pausa estiva, riprendere da dove si era lasciato si è verificato essere semplicemente impossibile. Dunque continuavo a procrastinare senza riuscire ad immaginare una via d’uscita. Ora però il flusso di informazioni ha ridotto la sua portata, gli eventi sembrano aver rallentato e pare essere di nuovo possibile occuparsi di dettagli e cose apparentemente inutili. Forse anche realmente inutili, chissà. Rimane da mettere a frutto il fatto che sull’area geografica di cui avevo scelto di scrivere è stato innalzato il livello generale di attenzione, in realtà più nel resto del mondo che non in Italia. Dunque forse continuare a scrivere solo in Italiano ha davvero poco senso se si ha in mente di condividere qualcosa con qualcuno che possa trovarlo interessante.

Quindi si rallenta e il blog diveta bilingue, nonostante questo significhi dilatare ulteriormente i tempi di pubblicazione dei post. I nuovi articoli saranno anche in inglese e quelli vecchi verrano equipaggiati, gradualmente, di un riassunto introduttivo in lingua anglosassone. E poiché ormai sono diversi mesi che non vivo più in Italia e i fantastici documentari storici della televisione pubblica spagnola sono una grande fonte di ispirazioni, le analogie tra le stramberie della storia persiana e quelle della nostra povera Italietta non saranno più le uniche prese in considerazione. Daremo un po’ di attenzione ad altri due casi con tratti simili, ovvero un tentativo di migliorare un condizione presente sfociato in una cambio di regime in senso autoritario, conservatore e fondamentalista dal punto di vista della morale religiosa: la Spagna Franchista ed il Chile di Pinochet (le somiglianze inquesto caso vanno bel oltre quelle evocata dallo slogan “Khamenei come Pinochet”).

Siccome però non è nemmeno possibile (e sensato) fare finta di niente, nei prossimi giorni elaborerò una cronologia degli eventi principali degli ultimissimi mesi, dall’insediamento del governo in poi, e spenderò due parole per discutere le questioni di portata più generale: la proposta di 3 ministri donne da parte di Ahamdinejad e il successivo respingimentro di 2 di queste; la battaglia intrapresa da Karroubi per denunciare e sottrarre all’oblio collettivo gli abusi ed in particolare gli stupri commessi nelle carceri iraniane ai danni dei manifestanti arrestati; più in generale, l’impossibilità del regime di infilare la testa sotto la sabia compeltamente e fare finta di niente e le incrinature che questa situazione ha prodotto.

Che poi si sanno un sacco di cose…

“Di buone  intenzioni è lastricata da strada dell’inferno”;

“La strada del Poi porta a casa del mai”;

“Tra il dire e il fare …”;

Immagina della città sotterranea di Kariz, costruita più di 2500 anni fa

Kariz-e Kish, Iran. Costruita più di 2500 anni fa, Kariz era un'antica rete di acquedotti scavata nell'unica isola corallica del pianeta ed oggi trasformata in una incredibile città sotterranea che si estende su un'area di circa 10000 mq, fino ad una profondità di 16 m. Clicca sull'imagine per saperne di più.

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Parola d’ordine: SOVRAIMPORRE

22 giugno 2009 at 13:58 (contributi in prestito, eventi, pensieri personali) (, , , , , , , , , )

Si direbbe che hanno tutti capito tutto.
Ognuno ha la sua versione dei fatti, la sua ricetta, e un programma politico per l’Iran da qui al 3009.
Alcune idee sono anche interessanti, senza dubbio, in certi casi molte appaiono complementari… invece no, ognuno si sente autosufficiente. Neda la martire, aveva 16-20-27 anni, era una studentessa, una militante marxista, una militante del MKO, le hanno sparato la cuore, le hanno sparato alla testa, ha sparato l’esercito, no forse i basiji, i basiji sono l’esercito? Magari anche no. Neda era un manichino o un’attrice, il video è un falso. Khamenei ha negato i funerali pubblici perché sotto sotto è un agente della CIA e sta coi rivoltosi.

Neda non era una militante di niente, tant’è che era in strada con suo padre, probabilmente è nata nel 1982 ed era una studentessa di Teheran. Sicuramente le hanno sparato al cuore, stando ai video e alla testimonianza del medico che la ha soccorsa. Il video della sua morte si trova un po’ ovunque (ad esempio qui), la testimonianza del medico è sulla pagina di Mousavi e Rahanavard su facebook, per la data di nascita e altri dettagli è stata aperta una pagina su Wikipedia in lingua inglese. Chi dice che il video, anzi i video, sono un falso spesso fa riferimento al film di Barry Levinson, “Sesso e Potere“, dove viene messa in scena una guerra inventata, con tanto di casi umani strappalacrime, per coprire un sex-gate. Di solito però le cose vanno al rovescio. I sex-gate sono lo specchietto per le allodole e le guerre la realtà da dimenticare. (Un commento interessante dal blog si Subecumene)

Ognuno appiccica sull’Iran il proprio la propria visione del mondo, quasi invece che una Paese di 70 milioni di persone fosse improvvismaente diventano un giocattolo, una palla di creta da plasmare seconod la propria fantasia…

Allora c’è chi sogna una nuova democrazia liberale in Iran, che è alla soglia DEL cambiamento, uno solo, l’unico possibile, deciso a proprio non si sa bene come. (un esempio QUI, un altro più “neocon” QUI, direttametne dalla penna di Paolo Guzzanti “Neda aveva 20 anni e le hanno sparato in testa”)

Chi vaneggia di uno stato socialista, e straparla di autonomia di classe manco l’Iran fosse l’Inghilterra del 1800. (un esempio QUI)

Chi dice che la democrazia già c’è e bisogna rispettare il risultato delle urne, e l’autonomia politica e culturale di una nazione. (un esempio QUI)

Chi legge tutto in chiave di un attacco misogino dei mullah contro le donne, lettura interessante, ma analisi un po’ naif 🙂 (per ora l’unico esempio QUI)

chi vede il complotto CIA-MOSSAD dietro ogni singolo manifestante in piazza. (uno degli innumerevoli esempi, QUI)

Gli italiani, ma non solo loro, sarebbero capaci di azzuffarsi anche sulla rivolta in Iran in un bel talk show, sempre pronti a parlare invece che ad ascoltare. E certo che ci vuole pazienza perché questi iraniani ci assomigliano pure troppo per certi versi, e si accapigliano in un modo straniantemente familiare.
Aggiungo un contributo, un commento ad uno dei post linkati sopra che ho molto apprezzato.
Da Xitrah, 22/06  ore 17:02

«Premetto che sono di sinistra e che ho sempre avuto atteggiamenti di forte condanna verso la politica estera di Israele e USA, ma credo che molti di voi qui sono un pò fuoristrada.

Non si può leggere la realtà sempre secondo i soliti schemi ideologici.

...alla faccia del voto segreto... [da Petrolio - uno sguardo dal picco]

Ho amici iraniani che in questi giorni grazie ad internet fanno girare notizie che arrivano dai loro parenti/amici in iran. La rivolta è spontanea, non si può sempre vedere la mano della CIA ovunque. Non sappiamo quale sia la sua entità, ma è spontanea, e chiunque segua un pò quella che succede in Iran andando oltre le poche (dis)informazioni dei nostri media sa che è da decenni che all’interno del paese c’è una vasta area di insofferenza verso il regime dei mullah.

Mi pare che ci sia un pò di confusione (ho letto in qualche commento l’espressione ‘compagno ahmadinejad’, nulla di più assurdo), vi vorrei ricordare che:

  • Ahmadinejad, Khamenei e compagnia sono la DESTRA in Iran, rappresentano gli ultraconservatori, non è che perchè stanno antipatici alle nostre destre diventano automaticamente dei ‘compagni’!
    Vi ricordo anche che ahmadinejad è l’idolo di molti gruppi di estrema destra in Europa.
  • Il partito comunista iraniano in esilio (esatto, in esilio, esiliati dai ‘compagni’ mullah) ha apertamente appoggiato le rivolte dei riformisti ‘per abbattere il regime fascista dei mullah’. Stessa posizione anche dal partito dei lavoratori(il Tudeh, partito di sinistra anch’esso in esilio) e dei mojaheddin del popolo (partito d’ispirazione marxista/islamica anch’esso naturalmente in esilio)
  • Non se se avete amici iraniani, io qualcuno come detto sopra qualcuno ce l’ho, e mi racconta come stanno veramente le cose. A scanso di equivoci queste stesse persone hanno sostenuto i diritti della popolazione  Gaza durante l’ultima mattanza, ma adesso stanno coi manifestanti anti-ahmadinejad. Altro che manifestazione controllata ed ispirata da sionisti e potenze occidentali. Molti manifestanti dei manifestanti iraniani sfilano con la kefiah palestinese addosso. Certo, magari è possibile che le potenze occidentali cerchino di dare un aiutino alla rivolta, ma la rivolta nasce spontanea ed è l’esito di un movimento giovanile vivace ed attivo già da molti anni grazie ai bloggers che riescono ad aggirare la censura del regime
  • E’ sicuramente probabile che la rivolta sia guidata da giovani ed intellettuali magari provenienti dalle fasce agiate della poplazione: ebbè? molte delle grandi rivoluzioni sono state guidate da intellettuali, qual’è lo scandalo? Inoltre nel filmati che si vedono in internet si vede che la massa dei dimostranti è eterogenea: ci sono giovani ma anche persone più anziane, ragazzi vestiti all’occidentale e donne in chador, ed anche anziani, e non mi sembrano tutti ‘borghesi’ e figli di papà Non so se conoscete qualche iraniano, mi spiace che non ce ne sia qualcuno in questo blog a portare le sue testimonianze. Purtroppo mi pare che qui in Italia abbiamo la tendenza a vedere tutto nero o tutto bianco, a pensare per compartimenti stagni, ma la realtà spesso è più complessa ragazzi.
    Spero di avere stimolato qualche riflessione utile, e sono assolutamente d’accordo con il discorso dei due pesi due misure riguardo ai nostri manifestanti: lasciamo questo modo di vedere la realtà a ‘simpatie’ che è tipico di chi in Italia chiama i nostri manifestanti ‘spaccavetrine’, non cadiamo nello stesso errore di chi appoggia o condanna una rivolta a seconda di chi gli sta simpatico: impariamo a riconoscere il valore di tutte le rivolte di chi si batte per la libertà e per maggiori diritti siano essi palestinesi, curdi, maya del chapas o iraniani oppressi da 30 anni di regime clericofascista.»

Aggiungerei solo che il premio nobel Shirin Ebadi, avvovato e nota attivista per i diritti umani iraniana i cui collaboratori sono stati arrestati in questi giorni di proteste, è tra coloro che stanno eserictando pressione sul Parlamento Europeo perché si ponga fine all’embargo a Gaza.

Un fighetto di Teheran fa bella mostra dei suoi jeans firmati [da Revolutionary Road - blog di Saeed Valadbaygi, marxista iraniano

Un fighetto fa bella mostra di jeans firmati nonché di borghesissima abilità atletica (foto: Revolutionary Road - blog di Saeed Valadbaygi, comunista iraniano in Iran)

Spero di aver fornito una panoramica quasi esaustiva anche se per certi versi nauseanti.
Rimando il commento a un’altro giorno, intanto cerco di fare un po’ di interviste via email per avere qualche fonte primaria, che somunque sarà sempre soggettiva.

Segnalo infine un 2 o 3 cose interessanti che si trovano sui blog, pubblicate oggi:

Una cronologia della giornata di oggi rubata a Giagro – Rivolta in Iran (sarà ulteriormente aggiornata nel corso del pomeriggio) a cui aggiungo qualche nota volante:

18:34: Il giornale Kalameh attaccato da ignoti

18:15: Possiamo confermare che non avranno luogo in nessuna moschea del paese i funerali di Neda

17:03 Conferenza stampa del figlio dello Shah per CNN, chiede “Riforme per l’Iran”

16:54: La manifestazione a piazza 7tir non è terminata, come ha affermato Repubblica. Continuano gli scontri, testimoni parlano di 5-7000 persone coinvolte

16:52: L’ambasciata britannica starebbe cercando di evacuare il personale (via NBC)

16:48: La tv di stato Iraniana parla di barricate da parte di “terroristi”. Continuano a diffondere : “Primo caso di febbre suina in Iran”

16:29 Ieri il figlio dello Shah ha partecipato alle proteste organizzate a Washington DC

16:24 Di nuovo gli elicotteri. Spruzzano sulla folla un liquido urticante, cosa già avvenuta nei giorni precedenti

16:17: Aumentano gli scontri, la polizia cerca di prendere il controllo dei focolai di protesta

15:48: Confermato testimonianza diretta: lo Stadio Shiroudi sta raccogliendo polizia in assetto anti sommossa

15:32: 2000 poliziotti a Laala Park, che hanno preso il controllo dell’area

15:24: Come avevamo già riportato, in 50 città l’affluenza supererebbe il 100%. Circa 3 milioni le schede “aggiunte”. Il Consiglio “Ininfluenti”. (fonte gov. iran)

15:21: Confermato dall’agenzia di stampa governativa iraniana: Khamenei dirigerà la preghiera del Venerdì

15:16: Gli uffici di Etemad-e Melli (nota 1: partito e/o giornale fondato da Karroubi) attaccati da ignoti

15:13: Fonti iraniane governative: Neda membro di organizzazione marxista (nota 2: pare dicano Mujhadin al-Kaqh, ovvero ex-islamo-marxisti che oggi chiedono la separazione tra clero e stato e sono additati come “borghesi” da chi si proclama ancora marxista. Particolarmente odiati perché collaborarono con Saddam durante la guerra Iran-Iraq per rovesciare Khomeini. Fonte sarhzadmo su Twitter.)

14:57: Confermati assembramenti di manifestanti in piazza Enghelab |–| In piazza Haft e-e Tir (7 tir) cominciano gli assembramenti. Mousavi non è coinvolto, non si hanno notizie di lui da ieri (nota 3: vedi post “Siamo tutti Mir Hossein!”)

14:44: La situazione sembra più calma degli altri giorni. Rete SMS ancora down

14:32: molti ip iraniani stanno scaricando i nostri video! Aiutateci a diffondere la lista : http://giagro.wordpress.com/torrents

14:27: La tv di stato alza la posta in gioco: diffusa notizia primo caso di febbre suina in Iran

13:56: Essa Saharkhiz, riformista di alto profilo, arrestato

13:49: Scontri in piazza Ferdosi

13:45: Confermati sit-in in diversi punti della città. Il parlamento è circondato da polizia in assetto anti sommossa. Veglia con candele nere, in memoria di quelli che ormai vengono chiamati “i caduti della rivoluzione”.

Un’iniziativa di approfondimento (visto mai!) che si terrà a Genova.
Dal blog L’altra Genova (qui)

La libreria Finisterre e il Consorzio Vivere Santa Brigidasono lieti di invitarvi all’incontro:

“COSA SUCCEDE OGGI IN IRAN?”

con Pejman Abdolmohammadi, docente alla facoltà di Scienze politiche di Genova e autore del libro

La Repubblica islamica dell’Iran: il pensiero politico dell’Ayatollah Khomeini

Presenta Carlo Ferraris

Giovedì 25 Giugno alle ore 18

presso

Libreria Finisterre,

P.zza Truogoli di S. Brigida 25, 0102758588

“Il ruolo strategico dell’Iran nello scacchiere mediorientale diventa sempre più importante: uno studio approfondito degli avvenimenti storici e politici, che hanno portato l’Iran, dopo il 1979, ad essere la prima Repubblica Islamica del mondo, è senz’altro utile per comprendere l’attuale politica persiana.”

www.libreriafinisterre.it

AGGIORNAMENTO: qui un altro articolo che mantiene una prospettiva umana. Continuerò ad aggiungerne se ne trovo, lo scopo è puramente autoconsolatorio. Un grazie a Cateviola.

AGGIORNAMENTO 23/06: il PD Lazio (gente non troppo perbene mi pare, vedi No Inceneritore Albano) si mette a distribuire braccialetti verdi in solidarietà con gli insorti iraniani. Braccialetti verdi. Verdi come il PD, che tra l’altro è il titolo di post che ho congelato circa un mese fa. Toccherà tirarlo fuori dal frizer. Ora dovrò trovare la ricostruzione dei fatti del PD, ma dubito seriamente che ci possano essere differenze rilevanti rispetto a quella di Paolo Guzzanti…

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Noi giornalisti rischiamo il cappio (di Mohammad Ghouchani)

22 giugno 2009 at 11:21 (contributi in prestito, rassegna stampa) (, , , , , )

Ecco un estratto dell’ultimo articolo scritto da Mohammad Ghouchani(1) su «Etemad e Melli»(2) prima di essere arrestato, sabato mattina. Da LaStampa.it. Note mie.

C’erano giorni in cui in Iran diventare giornalisti era difficile, giorni in cui i quotidiani e le pubblicazioni erano così pochi che escludevano la prima generazione dei giornalisti iraniani. Ma loro, in quei due decenni, hanno continuato a piangere di fronte ai cadaveri dei loro giornali.

I giornalisti si sono arrangiati: invece che di politica hanno scritto di cinema e di letteratura; invece che scrivere sui quotidiani hanno continuato a scrivere sui mensili; esiliati sui fogli specialistici, ma rimanendo ancora professionisti. Questi rivoluzionari della carta stampata, che al posto delle armi hanno abbracciato la penna e invece di spargere sangue hanno preferito versare inchiostro, hanno guardato con diffidenza i «nuovi arrivati»: la seconda generazione dei giornalisti, gli stessi che hanno occupato tutti i quotidiani relegando la prima generazione ai piccoli mensili.

Così, anche se fare i giornalisti era diventato difficile, rimanere giornalisti era ancora possibile. I nuovi arrivati però non hanno conquistato la fiducia dei vecchi reporter e i segreti e gli enigmi sono rimasti irrisolti. La prima generazione ha dovuto tenersi dentro i titoli buoni, la censura e le devastazioni per non essere accusati loro stessi di questi crimini.

Poi sono arrivati i giorni in cui i giornalisti sono riusciti finalmente a conquistare alcuni posti nel parlamento e nel governo, e c’è stata la necessità di nuove penne, giorni in cui è nata la terza generazione che è riuscita ad esser ben accolta dalla prima generazione. Sono state rotte le catene e dimenticate le paure. Chiunque poteva diventare reporter, scrivere ciò che voleva, utilizzare i blog e internet.

In questi giorni rimanere giornalisti è diventato difficile. Per alcuni questo mestiere è un punto d’arrivo e per altri uno strumento, per alcuni una fermata intermedia e per altri l’ultima casa. Ma con queste gabbie, queste censure, questi stipendi da fame, oggi, si può ancora rimanere giornalisti?

Noi della terza generazione iraniana, siamo i più consapevoli della morte, siamo i più calunniati. Siamo testimoni di persone che non possono prevedere il minuto successivo della loro vita. Sul nostro futuro non governa né ragione, né sentimento, né pietà. Nessuno conosce il proprio futuro, ma tutti possono prevedere o programmare il proprio futuro prossimo. Chiunque, tranne noi. Ogni giorno in cui andiamo in redazione non sappiamo se ci sarà un domani. E se domani fosse mercoledì? Ogni mercoledì c’è la riunione sulla stampa al ministero. E se domani fosse un lunedì o un martedì, un giovedì o un sabato, un mercoledì o una di quelle domeniche in cui i tribunali ordinano la chiusura del nostro giornale? Grazie a Dio il venerdì è festivo!

Noi addobbiamo i nostri fogli di colori sgargianti per le feste ma poi indossiamo il vestito scuro per i giornali costretti a chiudere i battenti. Non guardate le nostre risate, i nostri cuori sono in lutto. Conoscete forse un mestiere in cui per il più piccolo degli errori tutti i dipendenti vengano impiccati? O che per colpa di un solo dipendente tutti vengano licenziati? O dove per un’accusa di 10 anni prima, e dopo 10 anni di reclusione, si viene condannati ad altri 10 anni per lo stesso reato? Diventare giornalisti per la nostra generazione era stato facile, ma rimanere tali è davvero difficile. Per noi è un desiderio irraggiungibile poter invecchiare facendo questo mestiere. Magari potessimo invecchiare. Magari potessimo morire nella nostra redazione.

Magari mio padre, che spera ancora di vedermi affiancare al mestiere del giornalista un impiego in qualche ufficio, ministero o associazione, si convincesse che io un mestiere ce l’ho già da anni! Se ogni giorno non radessero al suolo le mie redazioni, potrei dimostrare a mio padre che lavoro, che non sto giocando ma che sto facendo il giornalista. Magari con la stessa velocità con cui siamo diventati giornalisti potessimo rimanere e morire tali. Magari il giorno in cui moriremo noi ci sarà al cimitero una parte dedicata ai giornalisti, e non com’è avvenuto per il giovane Mehran Ghassemi (3) o per Ahmadreza Daryai. Quel giorno sarà il giorno della libertà di stampa in Iran.

Il giorno in cui vedremo i nostri vecchi giornalisti morire di vecchiaia dietro le loro scrivanie sarà il nostro giorno più felice. Solo il giorno in cui moriremo giornalisti sapremo d’aver vissuto da giornalisti. Quindi, oltre alla morte, non augurate null’altro alla mia generazione.

Traduzione di Hamid Ziavati

(1) Un antefatto sulla sua carriera di giornalista qui

(2) Quotidiano fondato da Mehdi Karroubi, uno dei due candidati riformisti alle passate elezioni presidenziali. Per maggiori informazioni si veda il post “Perché voterò per Karroubi”.

(3) Giornalista morto trentenne di crepacuore esepolto nella “sezione giornalisti” del cimitero di Tehran. Qui la sua pagina su wikipedia. Di iraniani noti morti a causa di cedimento cardiaco ce ne sono stati diversi dai tempi delle torture della Savak ad oggi. In ordine cronologico i più importanti sono stati Ali Shariati (1933 – 1977), Ayatollah Taleghani (1911 – 1979), Mehdi Bazargan (1907 – 1995, morto mentre era in viaggio dall’Iran verso la Svizzera, almeno lui, in’età avanzata).

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Siamo tutti Mir Hossein! (aggiornato 20/06)

20 giugno 2009 at 00:13 (pensieri personali, rete&informazione) (, , , , , , , , )

Ovvero della dissoluzione dell’identità del leader, dei leader.

La leadership è diffusa?
Chi twitta col nome mousavi1388? e su facebook, chi sono davvero Mirhosseyn Mousavi e Mir Hossein Mousavi? e poi, Zahra Rahanavard, Khatami, Mehdi Karroubi, ma anche Mahdi Karroubi, e tanti altri? tutti o quasi fanno riferimento allo stesso account twitter, mousavi1388, tutti invitano a disobbedire al divieto di manifestare e a recarsi in piazza sabato 20 giugno alle 4 del pomeriggio quando i leader “veri” non si sono ancora fatti sentire, o almeno così pare.
E a “seguirli” sono in migliaia, con l’avtar verde o nero, con o senza sangue e la scritta in bianco:

“WHERE IS MY VOTE?”

AGGIORNAMENTO:

le conseguenze di questo si iniziano a sentire. È difficile credere che Mir Hossein Mousavi su Facebook sia davvero lui, eppure:

mousavi1388_martirio

ma anche:

khatami_facebook

provocano inevitabilmente questo:

mousavi_facebook

ma la notizia rimbalza anche su Yahoo Notizie:

mousavi_yahoo

Ci casca pure la CNN, almeno stando a quanto scrivono su Digital Journal.

Più tardi da Twitter fanno sapere che:

mousavi_twitter

La cosa è estremamente interessante.
Qualche teorico potrebbe specularci un po’ su, gli spunti sono tanti.

Mousavi: uno, nessuno, centomila… dieci milioni!
Caro ex-primo ministro inizio a sospettare che la situazione le sia sfuggita del tutto di mano 😉

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Iran: a chi appartiene la protesta?

17 giugno 2009 at 10:36 (pensieri personali) (, , , , , , , , , , )

Una manisestazione oceanica a Teheran contro i brogli elettorali, da informationclearinghouse.info (15 Giugno 2009)Una manifestazione oceanica a Teheran contro i brogli elettorali, da informationclearinghouse.info (15 Giugno 2009)

La gente che sta scendendo in piazza a Teheran, ma non solo, è davvero tanta e variegata, ci sono molte donne giovani, i soliti studenti, ma anche persone di mezza età. Il lavoro di hacker e blogger è immenso e incessante.
Chavez ha battuto di tutta fretta le mani al compagno Mahmoud (Ahmadinejad), vittorioso alla meta, prima che scoppiasse questa specie di rivolta, insieme a Iraq, Cina, Corea del Nord e, più o meno a mezza bocca, alla Russia.

Leggendo in giro si trova di tutto, c’è chi dice che è una rivoluzione di donne e giovani contro i barbuti, chi parla di regolamento di conti tutto interno all’establishment della repubblica islamica. Probabilmente è vero un po’ tutto.

Ora per essere breve  tento una schematizzazione brutale.

Al potere in Iran trovate più o meno 3 categorie di persone, in ordine decrescente di importanza:

– Battecchettoni tagliagole e forcaioli, autenticamente fanatici religiosi, un po’ sociopatici e a volte tecnofobici che pretendono di tenere la società bloccata in una sorta di adesione senza tempo ad un modello ideale di fatto mai realizzato nella storia estirpando ogni mela marcia e correggendo chi mostra il minimo segno di devianza (x es. uno che fa uscire la figlia sola con le amiche) inculcando il timore di dio e l’amore per l’ordine, la patria, la modestia. Sognano il controllo totale di ciascun individuo e disprezzano lo stato che comandano, troppo poco totalitario ed inefficiente, troppo aperto a scambi con l’esterno (le elezioni sono la carota ma la società avrebbe bisogno solo di molto più bastone…) Le loro famiglie, in particolare le loro mogli (cmq una a testa) non esistono sulla scena pubblica.
Chiaramente, al di là di delle tonnellate di parole inutili, questi loschi figuri non sono una minaccia per la pace globale, ma solo un dramma per chi vive sotto il loro tallone di ferro.

[trai tanti: il compagno Mahmoud; il suo mentore Ayatollah Yazdi; il leader supremo Ayatollah Khamenei; il capo dell’ordinamento giudiziario Ayatollah Shahroudi; il capo dell’onnipotente consiglio dei guardiani Ayatollah Jannati]

– Affaristi spregiudicati, economicamente ultra-liberisti, culturalmente molto conservatori, ma tutto sommato la cultura si cambia in base a quello che fa comodo al portafogli… possono essere ayatollah impegnati a far fustigare le ragazzine “malvelate” o imprenditori in completo firmato italiano ma rigorosamente senza cravatta che è simbolo della decadenza occidentale, per ora… le loro mogli hanno molti gioielli pure se ben coperti, poco cervello e a volte parlano a schiodo, mentre le figlie sono professioniste, a volte impegnate in politica. Vizi privati, pubbliche “virtù”.

[trai tanti: Ayatollah Rafsanjani, detto lo squalo, l’uomo più ricco, una specie di ibrido Andreotti-Berlusconi; Ghalibaf, sindaco di teheran dopo del compagno mahmoud; altri meno famosi.]

– I bbbuoni, anche detti riformisti, che sono in politica o si sono ritirati per dedicarsi solo alla teologia e dire cose sagge e davvero open-mind (x es.: appendere adolescenti alle forche non sta bene, le donne devono avere più diritti, sposare bambine di 12 anni non è carino…) e molto molto pro-democracy yeah! il sistema può essere cambiato dall’interno, l’amato padre Khomeini oggi sarebbe con noi (parole dei suoi nipoti ribelli)… Questi sono uomini ma anche donne, non necessariamente “mogli di”, nel caso di Mir-Hosseyni “ho vinto io” Moussavi ad oggi è lui che è “il marito di sua moglie”, artista, professoressa universitaria ed ex-rettore, molto più nota trai gggiovani che non si ricordano di quando era primo ministro negli anni ’80.

[vasta è la selva… fratelli Khatami (Mohammad, clerico ex presidente, e Mohammad Reza capo del maggiore partito riformista), Mir-Hosseyni “ho vinto io” Moussavi, Mrs. Dr. Rahanavard (sua moglie), Karroubi (clerico), Mohajerani (clerico (*)), Mrs. Dr. Ebtekar, Ayatollah Sanei, nipoti vari si Khomeini e poi altri caduti in disgrazia che ora hanno solo il potere di finire sui giornali quando vengono arrestati, trai più influenti l’Ayatollah Montazeri]

Il regolamento di conti interno prevede l’alleanza dei secondi coi terzi per rovesciare i primi, che secondo me stavano accarezzando l’idea di realizzare il loro sogno proibito di un’eversione “da destra” del regime teo-fascista di cui si sono stancati. La gente in piazza in parte crede ai bbbuoni, in parte appartiene ai secondi – ma pochi, quelli non rischiano la pelle alle manifestazioni- ma probabilmente in misura maggiore non crede a niente e nessuno. Sono scettici, secolarizzati, disillusi, disposti a votare il meno peggio perché l’astensionismo dell’ultima volta ha portato su un peggio troppo peggio per essere tollerato altri 4 anni. Sono la classe media urbana, che nell’iran islamico ha accesso facile a tutti i gradi dell’istruzione ma poi non trova un lavoro decente, sono forse pure nuovi poveri che l’inflazione ha mandato sul lastrico, ex nuovi ricchi che se la passano male, sono attivisti per i diritti umani esasperati che iniziano a tirare selci e bruciare macchine. Sono donne pie in chador, velate di nero dalla testa ai piedi che per qualche occulta ragione sentono che la loro meravigliosa e pacifica religione è stata sequestrata da trent’anni dalla violenza di stato e che corrono a salvare un uomo pestato dalla polizia a mani nude, stando attente a non scoprire troppo la faccia che non sta bene. sono ragazze truccate come dive di Hollywood, con le unghie troppo lunghe e laccate per tirare pietre, ma ci si adatta. Sono giovanotti ingelatinati con un fazzoletto verde e occhialoni da sole dolce&gabbana a coprire il volto, e i jeans lasciati pericolosamente bassi in vita per mettere in mostra i trasgressivi boxer di calvin clein. Si direbbe che lo slogan più gettonato sia “Allah è grande! Abbasso il dittatore!”.

Mediamente mi pare che i manifestanti “anti-regime” siano consapevoli dei giochi politici in atto.

Ora è da vedere chi cavalca chi, ovvero se sarà la ribellione spontanea a sfruttare l’appoggio opportunista dei politici per forzare la mano o se saranno i politici a farsi scudo delle proteste e utilizzare i disordini come merce di scambio. La repressione vera ancora non si è vista, per quello che ne so degli standar locali e per quello che si legge sui blog. Il peggio arriverà probabilmente quando questo fronte eterogeneo si sfalderà… e se invece tenesse, sulla base di non si sa bene che, gli scenari sono difficilmente prevedibili. il problema di fondo è sempre sempre quello: difficile accettare di rischiare/lasciarci la pelle per un futuro appena un po’ meno di merda. ma il film già visto 30 anni fa non lo vuole rivedere più nessuno. Anche se i vecchi slogan sembrano tornati di moda e il fascino del martirio è sempre troppo forte.

In Australia hanno fatto un corteo in solidarietà con i manifestanti iraniani e contro la repressione. Qui come in tutta europa ci sono proteste degli studenti residenti a roma sotto l’ambasciata. Non sarebbe male prendere qualche contatto e tentare di attrezzarsi per capire con chi si sta andando a parlare, senza troppe illusioni di trovare una “massa affine”.
Aggiungo solo che è tutto molto complicato ma penso che valga la pena di fare lo sforzo di incontrarsi e se possibile dare una mano in qualche modo.

(*) una chicca:
Una critica dei versetti satanici, dell’ayatollah Mohajerani, che argomenta, come se importasse, che il “problema” con Rushdie è che è un “bastardo”, nato dalla violenza di una donna da parte di un inglese. “Acominciare dalle sue idee inferme, valori putridi e misoginia religiosa, Mohajerani afferma che solamente un “bastardo” poteva pensare così su Mahoma, tanto meno scriverne! Il libro era certamente la giustificazione del fatwa (decreto religioso) di Komeini per uccidere Rushdie. [da “L’inesauribile fonte dell’arte di Ahmad Shamloo“, nota 5]

AGGIORNAMENTO 20/06/2009:

un articolo interessante qui (di Omid Firuoz per Uniriot.org)

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3 – Perché voterò per Karroubi (Jadi)

11 giugno 2009 at 23:50 (Elezioni Iran 2009, Traduzioni) (, , , , , )

Da Jadi.net – Inside Iran

di Jadi Mirmirani

Una domanda interessante:

Ciao Jadi, periodo emozionante con le elezioni? Ho visto che state andando votare per Karoubi, perché non Mousavi? Sembra che la maggior parte degli attivisti stiano votando per Karoubi ed i giovani che solitamente non sono realmente impegnati stanno sostenendo Mousavi. È perché sta facendo una campagna elettorale più emozionante?  Spero davvero che l’affluenza sia alta in modo che uno o l’altro di loro batta Mahmoud!

Questa domanda rende felice ognuno di noi :) Dimostra una comprensione profonda dell’Iran e della sua situazione. Guardandomi intorno, posso confermare che sì, gli attivisti si preparano a votare per Karroubi. È l’unica persona che si è mobilitata contro l’arresto degli attivisti in questi anni. So che ha – personalmente – chiamato il capo dell’ordinamento giudiziario quando fu arrestata mia moglie e ho sentito da molti altri che si è sempre messo in contatto con le famiglie degli attivisti e si è mosso perché avessero un trattamento LEGALE.

Dovete tenere presente che questo è l’Iran. Ci sono molti filtri e quando 4 candidati sono stati preselezionati, fanno tutti parte di questo regime e nessuno di loro è a favore di chissà che grande cambiamento! Ma voterò per Karroubi. Era candidato anche nelle elezioni precedenti. Dopo quelle elezione ha inviato una lettera aperta al Leader Supremo scrivendogli delle frodi durante le votazioni. Ha dichiarato che si apprestava a lasciare ogni suo singolo incarico governativo ed a fondare un partito ed un giornale basati dulla partecipazione dal basso. E lo ha fatto.

Ha fatto grandi cambiamenti in queste elezioni. Sono sicuro che questo elezioni 2009 saranno memorabili nella storia della Repubblica Islamica. È la prima volta che qualcuno parla dei prigionieri politici; Non hanno mai ammesso di averne. È la prima volta che sento parlare di NESSUNA CENSURA sulla televisione. Questo lo si deve a Karroubi e non solo lui, ma al movimento riformista di tutto.

Lasciatemi finire questo post con Mousavi. È un semi-riformista. Non si è mai dichiarato riformista ma l’appoggio diretto di Khatami, indica il suo approccio generale. È stato Primo Ministro 20 anni fa, durante la guerra con l’iraq. Lo considero un esponente della sinistra islamica. Ha alcune zone d’ombra nel suo passato poiché era al potere durante le esecuzioni di massa degli anni ’80. I suoi sostenitori dicono che non ha avuto un ruolo decisionale in quelle esecuzioni ma non posso accettare che abbia le mani completamente pulite. Non è che mi rifiuti di votarlo (è no a Ahmadinejad). Sembra che rappresenti la maggiore speranza contro questo Mahmoud Ahmadinejad. I giovani sono con lui. Ha i voti degli universitari e della gente povera (poiché ha fatto un buon lavoro con l’economia durante la guerra). Inoltre sta sostenendo i diritti umani. Ha parlato dei diritti, della libertà di espressione e della libertà delle donne in generale ma di più moderatamente di quanto abbia fatto Karroubi.

In Iran, se un candidato ottiene più del 50% dei voti al primo turno, diventa presidente. Così nel primo turno siamo liberi di votare per Karroubi ed impededire così ad Ahmadinejad di raggiungere il 51%. Al prossimo giro ci saranno soltanto i due che hanno ottenuto più voti durante il primo turno. A quel punto posso votare per Mousavi o Karroubi e sostenerlo contro Ahmadinejad.

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2 – Le Prossime Elezioni Presidenziali in Iran (M. Memarian)

10 giugno 2009 at 21:18 (Elezioni Iran 2009, Traduzioni) (, , , , , , )

Da My diares – a Voice from Iran

di Mohammad Memarian

Le prossime elezioni presidenziali in Iran non riguardano solo gli iraniani, ma possono anche, per alcune buone ragioni, influenzare la regione e alcune questioni globali. Dal momento che il processo politico in Iran è piuttosto sconosciuto agli osservatori stranieri, vale la pena pubblicare quelche informazione riguardo i possibili futiri presidenti dell’Iran. Quattro candidati corrono in queste elezioni presidenziali in Iran:
Mahmoud Ahmadinejad, l’attuale presidente fondamentalista che è convinto di vincere.

Mahdi Karrubi, ex-portavoce del parlamento.

Mirhosein Mousavi, ex-premier dei tempi della guerra (con l’Iraq, ’80-’88) e probabilmente il candidato riformista che ha maggiori possibilità.

Mohsen Rezayi, ex-comandante in capo della Guardia Repubblicana.

Molti analisti credono che Rezayi non abbia molte chance di battere i suoi potenti rivali. Da quando ha lasciato le Guardie Rivoluzionarie, Rezayi, che ha un PhDin economia, sta provando a darsi una patina politica, intellettuale. A mio parere, è il miglior oratore fra i candidati correnti, espone programmi dettagliati per quanto riguarda la politica, l’economia, ecc. Prova a proporre cambiamenti radicali riguardo alcune questioni importanti. Per esempio, ha scelto una donna, il Dott. Boroujerdi (nipote dell’ayatollah Khomeini), come suo ministro per gli affari esteri, “solo per battere Hillary Clinton,„ per usare le sue stesse parole.
In più, per quanto riguarda i rapporti Iran-Stati Uniti, sta proponendo un Pacchetto del Cambiamento in cui è descritta una sequenza dettagliata dei cambiamenti che potrebbero contribuire a rimuovere alcuni ostacoli per migliorare i rapporti. Ha persino detto che incontrare Obama nel prossimo summit ONU è possibile, dato che si sono viste alcune buone cose in questi mesi. Anche se è associato in qualche modo con i cosiddetti partiti tradizionalisti (sostenitori della linea dura), Rezayi ha criticato seriamente Ahmadinejad. Per esempio, è stato citato affermare  che “se si continua sulla china dell’attuale amministrazione, il paese porterebbe arrivare sull’orlo [della distruzione].„ In più, si è opposto a ciò che chiama l’Avventurismo Politico dell’amministrazione corrente.

Mousavi è stato l’ultimo primo ministro dell’Iran ai tempi della guerra contro l’Iraq. (Dopo la morte dell’Ayatollah Khomeini, sono stati introdottu alcuni cambiamenti nella costituzione, uno dei quali fu l’abolizione della carica di primo ministro, lasciando alpresidente il compito di formare il cabinetto di governo.) Successivamente all’assassinio di Rajayi, il secondo presidente dell’Iran (Islamico), l’Ayatollah Khamenei vinse le elezioni presidenziali e scelse Mousavi come premier per il suo primo mandato da presidente. Dopo quattro anni, Ayatollah Khamenei vinse di nuovo per un secondo mandato. Ad ogni modo, questa volta fu reluttante a scegliere Mousavi a causa dei molti problemi che erano sorti tra loro. Molte persone, tra cui i maggiori comandanti (delle varie forze militari) e politici, chiesero all’Ayatollah Khomeini di intervenire in favore di Mousavi. Infine, l’Ayatollah Khamenei, benché ancora riluttante, scelse Mousavi quale premiere. Quando l’Ayatollah Khomeini passò a miglior vita, l’Ayatollah Khamenei fu eletto Leader Supremo e l’Ayatollah Rafsanjani vinse le elezioni presidenziali. Mousavi, una volta la figura più popolare vicina all’Ayatollah Khomeini, si trovò forzato ad abbandonare la scena politica e dall’ora è rimasto in silenzio. Ora, i principali partiti riformisti appoggiano la sua candidatura. Molti di questipartiti hanno profondi problemi con lui, ma poiché ritengono che sia l’opzione con le maggiori possibilità di competere con Ahmadinejad, è stata formata un’alleanza strategica cosicché Ahmadinejad possa essere sconfitto.

Karroubi, l’unico componente del clero tra gli attuali candidati, non è un personaggio di spicco di per se stesso. Comunque ha ricoperto un ruolo significante nell’amministrazione riformista e ciò gli da la possibilità di ottenere una posizioneinfluente trai le fazioni riformiste. Inoltre, dopo Rafsanjani e Ahmadinejad, è arrivato terzo nel primo turno delle precedenti elezioni presidenziali quando le prezisioni erano tutte contro di lui. (Si dovrebbe poi menzionare il fatto che obiettò pubblicamente il risultato delle elezioni, dichiarando che alcune inaccuratezze e possibili intromissioni avevano giocato un ruolo aiutando Ahmadinejad ad arrivare al secondo turno.) Allo scopo di prepararsi per questa campagna, ha costituito un partito, Etemade Melli (Alleanza Nazionale ;)). Al momento ha l’appoggio di un buon team di tecnici, accademici ed intellettuali riformisti.

Ahmadinejad; non necessita spiegazioni. (Ho paura che finirà col vincere. Bernard Shaw una volta disse “Se rubi a Pietro per pagare Paolo, puoi sempre contare sul voto di Paolo.”)

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“Vote for Iran”

8 giugno 2009 at 20:00 (notizie in pillole, rete&informazione, Traduzioni) (, , , , , , )

Dal sito web Vote for Iran, testualmente:
«Un meraviglioso video di iraniani in tutto il mondo che fanno vedere che andranno a votare. Guardatelo!!!»

Molto patriottico, di sapore quasi risorgimentale… Ma tutto sto fomento non si comprende bene da dove gli venga… Che tipo di persone sono queste che si vedono in questo video? È chiaro che sono giovani, si capisce che si tratta di ceto medio… andare oltre però è arduo.
Quindi a partire da oggi, ogni giorno da qui alle elezioni, ovvero a venerdì 12 giugno, posterò la traduzione di un contributo di un qualche giovane autoctono che possa essere, per un verso o per un altro, interessante.
Per cominciare, quello che segue è il brevissimo post pubblicato da Esther sul portale Mideast Youth per pubblicizzare il sito Vote for Iran creato da lei e alcuni suoi amici:

Andrete a votare alle prossime elezioni in Iran?

Le imminenti elezioni in Iran stanno facendo notizia in tutto il mondo. Quello che vorrei sapere è, se sei iraniano, andrai a votare?

La settimana passata ho aiutato alcuni amici a mettere su il sito Vote for Iran. Molti iraniani hanno scritto le proprie motivazioni per partecipare al voto. Se vuoi aggiungere la tua voce, puoi lasciare un commento che io aggiungerò al sito o puoi utilizzare il modulo per contattarci che trovi sul sito.


E dato che i prossimi post che tradurrò apparterrano proprio agli autori dei commenti che seguono, traduco pure quelli, giusto per presentare i personaggi…

Shahrazad (Iran) – June 8th, 2009 at 2:54 am

Tu lo sai Easther. Adesso la questione “votare o non votare” non è molto discussa. Almeno all’interno dell’Iran, l’atmosfera è estremamente politicizzata e non c’è spazio per dibattere una cosa del genere. La campagna elettorale vive il momento più caldo ora.
Ovunque tu vada, il grande interrogativo di cui si discute tra la gente è più tosto “per chi voti”.

Mohammad Memarian – June 8th, 2009 at 3:46 am

Gli “hardliners” (ogni traduzione pare inappropriata…) votano, non importa che cosa. Gli altri ti dicono: la presenza di Ahmadinejad nel palazzo presidenziale rende la tua domanda irrilevante.

Jadi – June 8th, 2009 at 3:51 am

Io voterò per Karroubi. Appoggio anche Mousavi(*) ma per il primo turno voterò Karroubi(*). Ho spiegato i particolari sul mio blog http://jadi.net/

(*) candidati riformisti tra loro piuttosto differenti

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Oltre il conflitto tra laici e credenti…

7 giugno 2009 at 20:21 (notizie in pillole, pensieri personali) (, , , , )

Dunque in queste elezioni che hanno tutta l’aria di essere davvero “storiche” ci sono 4 candidati. Per la prima volta uno solo di loro è un componente del clero, insomma, uno col turbante.
E indovinate chi andranno i voti degli attivisti per i diritti umani, i voti dei laici impegnati, di tutti quelli che vorrebbero un cambio di regime radicale???

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