Cronologia, che fatica!

3 novembre 2009 at 13:47 (notizie in pillole) (, , , , , , , , , , , , , )

Mi ci è voluto molto tempo per redigere questa promessa cronologia, che probabilmente è anche noiosa, come tutte le cronologie. E non è neppure completa, sicuramente mancano molte cose. Ma mi era davvero indispensabile per riprendere il lavoro qui su…

Per essere seri e precisi iniziamo pubblicando un mappa che permetta di fare mente locale, prendendola in prestito da geology.com:

Cartina politica dell'Iran

Cartina politica dell'Iran, da geology.com

Luglio: Ahmadinejad accetta di sostituire il suo primo vice-presidente, Esfandiar Rahim Mashaie, dietro pressione del Leader Supremo Ayatollah Ali Khamenei. Il fatto rappresenta una novità trattandosi di una intrusione diretta nella nomina dei membri del gabinetto di governo che non ha precedenti nella storia della Repubblica Islamica. Lo scandalo derivava da una parte dal fatto che Mashaie è il consuocero di Ahmadinejad, essendo suo figlio il marito di una delle figlie del presidente; dall’altra da alcune passate controverse esternazioni del personaggio politico, reo di aver fatto distinguo tra popoli e governi nel caso di USA e Israele e di aver assistito a cerimonie “promiscue”, in patria e in Turchia, durante le quali delle donne eseguivano danze tradizionali, suonavano strumenti o leggevano il corano in un clima sconvenientemente “festoso”. Successivamente Ahmadinejad ha nominato Mashaie capo del suo staff. [http://en.wikipedia.org/wiki/Esfandiar_Rahim_Mashaei]

31 Luglio: Arrestati 3 turisti americani che avevano superato il confine.
[newspeg.com/Iran]

4 Agosto: Alla cerimonia di conferma del mandato ad Ahmadinejad i leader riformisti sono assenti, alcuni parlamentari lasciano l’aula quando il presidente inizia il suo discorso. iraniana. Durante la cerimonia i negozio intorno al parlamento sono chiusi, come le due fermate della metro più vicina e l’edificio è circondato di basiji e poliziotti. Si registrano violenti scontri con i manifestanti. Confermato l’arresto dei tre cittadini statunitensi che avevano oltrepassato al frontiera.

Tehraneh Mousavi

Taraneh Mousavi

5 Agosto: Ritrovato il corpo semi carbonizzato di Taraneh Mousavi arrestata dai basiji una settimana prima. La ragazza, che aveva 28 anni, avrebbe subito brutali aggressioni sessuali di gruppo e sarebbe morta dopo il ricovero in ospedale.

“Quando la famiglia di Taraneh, che vive a Jeyhoun Street nella zona ovest di Teheran, ando’ a cercare la figlia alla stazione di polizia. gli ufficiali dissero loro che non avevano alcuna notizia… Due giorni dopo una persona telefono’ a casa dei genitori dicendo che la figlia era stata ricoverata per qualche ora al Khomeini Hospital di Karaj per diverse lacerazioni nelle parti intime”.

[autfemminista.mastertopforum.net]

7 Agosto: Mehdi Karroubi (il più liberale e l’unico clerico dei 4 candidati presidenziali) denuncia dal sito web del suo partito “Etemat Melli” le violenze sessuali subite in carcere dai manifestanti detenuti, uomini e donne, per lo più giovani. Sarebbero stati praticati “stupri generalizzati” per piegare la volontà di “dissentire”. Queste denunce Karroubi le aveva già espresse due settimane prima in una lettera privata ad Akbar Hashemi Rafsanjani, nella quale dichiarava che ne avrebbe reso pubblico il contenuto dopo dieci giorni in caso di mancata risposta.[www.secondoprotocollo.org]
«Se ciò fosse vero, sarebbe una tragedia per la Repubblica islamica – ha aggiunto Karrubi – Una tragedia che cancellerebbe i peccati di molte dittature, compresa quella del deposto Scià». (fonte Corriere.it). Contemporaneamente iniziano ad emergere le prime ammissioni di torture da parte di funzionari iraniani. [www.agenziami.it]

Clotilde Reiss

Clotilde Reiss

8 Agosto: alla sbarra Clotilde Reiss, cittadina francese che aveva lavorato alcuni mesi all’Università di Isfan, accusata di spionaggio per aver inviato via email alcune foto dei cortei di protesta ad amici francesi. La giovane ricercatrice “confessa” e “chiede la grazia”.[ilsecoloxix.it]
Il procuratore generale della corte di Tehran ordina la chiusura dell’ufficio di Karroubi. [www.blitzquotidiano.it]

16 Agosto: Liberata Clotilde Reiss, detenuta in Iran del 1 Luglio, dopo il pagamento di una cauzione di entità imprercisata, ma resta in stato di fermo presso l’ambasciata francese. [www.ilsole24ore.com]

17 Agosto: L’autorità giudiziaria dispone la chiusura del quotidiano Etemad-i Melli, organo del partito omonimo fondato da  Mehdi Karroubi. Apparentemente si tratta di una ritorsione per le recenti dichiarazione di Karroubi in proposito delle violenze subite dai detenuti.[www.ilsole24ore.com]
In serata il procuratore generale di Tehran smentisce la chiusura, imputando la mancata uscita in edicola del quotidiano a problemi tecnici. [www.university.it]


20 Agosto: Mahmoud Ahmadinejad presenta il gabinetto di governo
per il suo secondo mandato, proponendo per la prima volta dal 1979 tre donne per incarichi ministeriali, su un totale di 21. Sette facevano parte del precedente governo: il Ministro degli Esteri Manouchehr Mottaki, il Ministro per l’Economia Mohammad Hosseini, e il Ministro della Difesa Mostafa Mohammad Najar, ma questa volta proposto Ministro degli Interni.
Questa la lista completa dei nomi che il parlamento è chiamato ad approvare entro 10 giorni:

1. Sousan Keshavarz: ministro dell’istruzione,
— dottorata in filosofia dell’educazione, già assistente del ministro dell’educazione;

2. Reza Taqipour: ministro delle telecomunicazioni
— master in ingegneria industriale e già direttore manageriale della compagnia del settore delle telecomunicazioni iraniana;

3: Haidar Moslehi: ministro dell’intelligence
— rappresentante del Leader Supremo presso il Corpo dei guardiani della Rivoluzione e direttore dell’Organizzazione Nazionale della Carità, si dice non abbia alcuna esperienza nel campo dei servizi di intelligence;

4: Shamsodin Hosseini: ministro dell’economia
— già ministro per l’economia nella precedente amministrazione, dottorato in economia, segretario del piano del gruppo di lavoro per le riforme economiche  e capo della commissione economica dell’amministrazione;

5: Manouchehr Mottaki: ministro degli esteri
— ministro degli esseri nella precedente amministrazione, membro del parlamento nel primo e nel settimo Majlis, già ambasciatore in Giappone e Turchia, e assistente del  ministro per gli affari interni;

6: Marzieh Vahid Dastjerdi: ministro della sanità
— ginecologa, membro del quarto e del quinto Majlis;

7: Mohammad Abbasi: ministro della cooperazione
— già ministro della cooperazione, dottorato in management, e membro del settimo Majlis;

8: Sadeq Khalilian: ministro dell’agricoltura
— dottorato in economia delle risorse naturali, membro della facoltà presso la Tarbiat Modares University, e assistente del ministro dell’agricoltura;

9: Hamid Behbahani: ministro dei trasporti
— ministro dei trasporti nella precedente amministrazione, dottorato in ingegneria civile e già capo del Collegio di Ingegneria Civile dell’Iran, University of Science and Technology;

10: Fateme Ajorlou: ministro del welfare e della sicurezza sociale
— membro del Majlis attuale e del precedente, studentessa di dottorato in psicologia dell’educazione;

11: Ali Akbar Mehrabian: ministro dell’industria e delle miniere
–ministro dell’industria e delle miniere nella precedente amministrazione  e assistente del presidente, apparentemente già processato per frode, per aver fatto molti soldi rubando un’invenzione di qualcun altro;

12: Kamran Daneshjou: ministro della scienza (ovvero della ricerca e dell’università)
— dottorato in ingegneria aerospaziale, assistente della commissione elettorale del ministro degli interni nelle elezioni di giugno e quindi particolarmente impopolare tra studenti e docenti universitari, già governatore generale di Tehran;

13: Mohammad Hosseini: ministro della cultura e della guida islamica
— membro di facoltà presso l’Università di Tehran, membro del quinto Majlis e assistente del ministro della scienza;

14: Abdolreza Sheikholeslami: ministro del lavoro
— dottorato in ingegneria civile, già assistente del presidente e capo dell’ufficio presidenziale, membro di facoltà presso l’Iran University of Science and Technology;

15: Mostafa Mohammad Najar: ministro degli interni
— ministro della difesa nella precedente amministrazione, master in management amministrativo, un passato nell’esercito il che è considerato controverso (Khomeini diede indicazione di tenere separati politica e forse armate);

16: Ali Nikzad: ministro dell’edilizia e dello sviluppo urbano
— governatore generale di Ardebil e capo dell’organizzazione per l’edilizia e lo sviluppo urbano della provincia di Ardabil;

17: Masoud Mirkazemi: ministro del petrolio
— ministro del commercio nella passata amministrazione, dottorato in ingengeria industriale, cancelliere della Shahed University;

18: Mohammad Ali-Abadi: ministro dell’energia
— vice presidente e capo dell’Organizazione per l’Educazione Fisica nella passata amministrazione;

19: Morteza Bakhtiari: ministro della giustizia
— governatore generale di Isfahan e già direttore dell’Organizzazione delle Prigioni di Stato;

20: Ahmad Vahidi: ministro della difesa
— assistente del ministro della difesa e capo della commissione politica e difesa del Consiglio del Discernimento;

21: Mahdi Qazanfari: ministro delle attività commerciali
— assistente del ministro del commercio e direttore dell’Organizzazione per lo Sviluppo del Commercio dell’Iran.

[www.payvand.com]
[laguillotine.wordpress.com]

27 Agosto: la televisione di stato iraniana manda in onda il processo ai leader delle proteste post-elettorali. Sono accusati di aver sobillato le masse ed incitato la sommossa. Figure più o meno di spicco dell’establishment post-rivoluzionario iraniano, noti intellettuali riformisti, cittadini comuni, siedo in uniformi carcerarie che sembrano pigiami nelle prime file della sala delle udienze, ad uno ad uno si alzano e rilasciano confessioni molto poco convincenti. Tra loro, l’ex-ufficiale dei servizi Saeed Hajjarian, scampato ad un attentato nel 2000 e da allora rumoroso critico del sistema. Molti esponenti riformisti hanno criticato questi processi definendoli una triste messinscena in stile sovietico. Sul banco degli imputati non sono semplicemente privati cittadini, per quanto noti, ma l’intero movimento riformista: il procuratore ha infatti chiesto che i due principali partiti riformisti, il Fronte di Partecipazione dell’Iran Islamico e l’Organizzazione dei Mujahidin della Rivoluzione Islamica, siano banditi. [news.bbc.co.uk]

1 Settembre: durante il maxi-processo l’ex-primo vice presidente dell’amministrazione Khatami, Mohammad Ali Abtahi, visibilmente provato e notevolmente dimagrito, confessa di aver fatto false accuse in merito ai brogli e attribuisce l’organizzazione di tutto a Khatami, Rafsanjani e Mousavi. I leader riformisti negano la validità delle confessioni palesemente estorte e contrarie alla costituozione, alla legge e ai diritti dei cittadini. Il legale di Abtahi, Saleh Nikbakht, denuncia a reporter senza frontiere che ai difensori non è concesso entrare in aula, il che contraddice l’articolo 135 della Costituzione iraniana. [www.repubblica.it]

2 Settembre: Continua il processo, compaiono altri imputati davanti alla Corte Rivoluzionaria. Vanna Vannucci scrive su Repubblica:
«Sono entrati nell’aula irriconoscibili, magri, terrei, l’ombra di se stessi, vestiti di quei pigiami grigi che sono le uniformi delle carceri iraniane. Ali Abtahi, ex vicepresidente, un hojatoleslam; Abdollah Ramezanzadeh, ex portavoce del governo Khatami; Mohsen Mirdamadi capo del partito riformatore Mosharekat, l’ex viceministro degli Esteri, Mohsen Amizadeh, e l’ex vicepresidente del parlamento Behzad Navabi. […]» [www.repubblica.it]

3 Settembre:  Il parlamento iraniano respinge 3 dei ministri proposti (invece dei 12 che aveva minacciato). Da “Repubblica.it“:
«Due delle nomine respinte sono donne, Sousan Keshavarz proposta per il ministero dell’Istruzione e la collega del Welfare Fatemeh Ajorlou. Ci sarà comunque una donna nell’esecutivo di Teheran, per la prima volta nella storia della Repubblica islamica: la ginecologa Marzieh Vahid Dastjerdi guiderà il dicastero della Salute. La Dastjerdi è un’ultraconservatrice, che in passato aveva proposto l’introduzione della segregazione sessuale nella sanità: uomini per curare gli uomini e donne per curare le donne. Rifiutata invece la nomina del ministro dell’Energia, mentre al Petrolio è stato approvato Massoud Mirkazemi.
E’ stata ratificata anche la nomina a ministro della Difesa di Ahmad Vahidi, ricercato dall’Interpol per il suo coinvolgimento nell’attentato al centro di assistenza ebraico di Buenos Aires del 1994 in cui morirono 85 persone. Lo ha annunciato il presidente del Majilis, Ali Larijani.
Ahmadinejad ha ora tre mesi di tempo per proporre i nuovi candidati per i dicasteri di Welfare, Energia e Istruzione. Nel frattempo il nuovo esecutivo potrà comunque insediarsi e cominciare il suo lavoro. Nel complesso i risultati della votazione sono stati migliori di quelli del 2005, anno del primo mandato di Ahmadinejad. All’epoca, infatti, i ministri bocciati furono quattro, tra i quali quello del Petrolio, strategico per uno stato che è il quarto produttore di greggio al mondo.»

Issa Sahar-Khiz

Issa Sahar-Khiz

12 Settembre: inizia la raccolta firme per chiedere al segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon di intervenire in favore del giornalista iraniano e sostenitore di Mehdi Karroubi Isa Saharkhiz, arrestato il 4 Luglio e da allora detenuto nella prigione di Evin. Di Issa non si sono avute più notizie.  Amnesty international lo considera un prigioniero di coscienza, tenuto in isolamento semplicemente per aver esercitato il diritto di espressione, a forte rischio di tortura. [www.gopetition.com]

18 Settembre: la manifestazione anti-israeliana che il governo iraniano organizza tutti gli anni dal 1979 in occasione dell’ultimo venerdì di ramadan si trasforma in una nuova onda verde, nonostante le minacce e le diffide per prevenire il dirottamento dell’evento. A riprova che la crisi non è finita. Nonostante la repressione, nonostante i quotidiani occidentali ormai parlino di altro. E anche la provincia continua a dare segni di vita, benché la partecipazione di massa non sia più quella di tre mesi prima. Va anche notato che i “leader” istituzionali della contestazione ci sono tutti e tre, Mousavi, Karroubi e Khatami, nonostante il divieto esplicito e ufficiale. [news.bbc.co.uk]

10 Ottobre: Tre persone condannate a morte in seguito alle proteste di giugno,
due apparterebbero ad un gruppo filo-monarchico ed un’altra ai MKO. In carcere restano ancora almeno 200 dimostranti fermati, 110 dei quali attualmente sotto processo. [news.bbc.co.uk]

13 Ottobre: Karroubi messo sotto inchiesta per le sue denunce degli stupri avvenuti nelle carceri iraniane. Secondo Al Jazira sarebbe stato rinviato a giudizio. [www.lastampa.it]

19 Ottobre: Strage di pasdaran al confine con il Pakistan. Mohammad Marzieh, il procuratore di Zahedan, capoluogo del Sistan-Beluchistan, ha detto che l’attentato è stato rivendicato da Jundullah (Soldati di Dio), un gruppo separatista sunnita da tempo in azione nella regione a cavallo tra Iran, Pakistan e Afghanistan. Non è stato però ancora fatto nessun arresto. Come sempre in occasione di violenze nelle aree di confine iraniane, abitate da minoranze sunnite, l’Iran ha subito accusato i Paesi «nemici» di essere dietro all’attentato. La televisione di Stato ha puntato il dito contro la Gran Bretagna, il presidente del Parlamento, Ali Larijani, e i Guardiani della Rivoluzione hanno invece accusato gli Stati Uniti. Tehran punta però il dito anche contro i servizi pachistani, più volte sospettati di appoggiare le azioni delle Jundullah.[www.lastampa.it]

22 Ottobre: 60 nuovi arresti trai familiari dei detenuti politici. Gli arresti sarebbero stati effettuati durante una cerimonia religiosa che si stava svolgendo in una casa privata, una veglia di preghiera per amici e congiunti in prigione. [ferdinandopelliccia.blogspot.com]

23 Ottobre: Karroubi visita la Fiera del Libro a Tehran e scoppia il parapiglia tra oppositori del governo e sostenitori di Ahaminejad.

Karroubi alla Fiera del Libro

Karroubi alla Fiera del Libro

Leggermente ferito è costretto a darsi alla fuga. Esponente del clero riformista, Karroubi è oggi simbolo di un’opposizione che non vuole arrendersi e resiste agli abusi. [ibidem]
L’Iran propone alla Francia uno scambio di prigionieri: Clotilde Reiss in cambio degli assassini dell’ex primo ministro iraniano Shapour Bakhtiar, ma l’Eliseo respinge fermamente.
[www.ticinolibero.ch]

31 Ottobre: Da Reset.it: «Il colpo di scena è avvenuto all’assemblea annuale degli studenti iraniani con l’ayatollah [Khamenei]. Dopo una serie di domande soft, un giovane genio matematico, Mahmud Vahidnia, è intervenuto attaccando la “Guida suprema”, chiedendogli conto dei suoi errori e delle menzogne sulle elezioni e sui fatti successivi. Il ragazzo ha ricevuto applausi ed è diventato una specie di eroe nazionale. Ma ora di lui non si sa più niente da qualche giorno. […] Agenti segreti, secondo i blog, lo hanno avvicinato alla fine del suo discorso il 28 Ottobre.
Forse lo hanno arrestato e per il momento non si hanno altre notizie sulla sua persona!

Dal sito web degli studenti dell’Università Sharif, il giovane studente di matematica sarebbe da giovedì sera sotto custodia dell’unità di intelligence delle Guardia rivoluzionarie. La notizia non e’ stata pero’ al momento confermata ufficialmente» [leggi tutto]

Mahmud Vahidnia

Mahmud Vahidnia

Da Repubblica.it: «”Voglio dirle qualcosa”, esordisce il giovane rivolgendosi direttamente alla Guida, “perché nessuno può permettersi di criticarla in questo paese? Non è ignoranza questa? Lei ritiene di non fare errori? L’hanno trasformata in una sorta di idolo irraggiungibile che nessuno può sfidare”.


Sbanda la prima linea di dignitari e professori, seduta in terra di fronte al leader […] A un certo punto dalle file dei giovani parte qualche applauso; gli applausi poi si ripetono, diventano più insistenti.

La contestazione di Mahmoud continua così sincera, quasi candida, che lo stesso ayatollah Khamenei alla fine quasi sceglie di giustificarsi. “Le critiche sono bene accette, so che ce ne sono molte”, dice l’ayatollah. E poi, riferendosi alle critiche del giovane alla Tv iraniana di cui la Guida è il responsabile supremo, l’ayatollah risponde: “Non crediate che per il fatto che io indichi il capo della televisione di Stato loro mi sottopongano tutti i programmi che trasmettono” … [leggi tutto] [video][un post di pedestrian in inglese]

_____________AGGIORNAMENTO 8/11   _____________

4 Novembre: Anniversario dell’occupazione dell’Ambasciata Americana. Mentre la manifestazione ufficiale per la ricorrenza si tiene davanti all’ex sede diplotatica USA, l’opposizione protesta di fronte all’ambasciata russa in segno di disapprovazione per la posizione accondiscendente del Cremlino nei confronti di Ahmadinejad. Per la prima volta negli slogan di protesta viene nominato Obama, aL quale si chiede di scegliere: o sta col popolo iraniano o con il suo governo illegittimo. Intanto non si hanno ancora notizie dello studente della Sharif University di Tehran, Mahmud Vahidnia, una giovane promessa della matematica protagonista nei giorni precedenti di una clamorosa critica al Leader Supremo Khamenei. È invece confermata la chiusura da parte della autorità del quotidiano economico di tendenze riformiste Sarmayeh. [americaoggi.info] Studenti iraniani protestano a Roma nella città universitaria de La Sapienza [Video]

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Ogni giorno è il 9 Luglio

9 luglio 2009 at 16:17 (contributi in prestito, notizie in pillole) (, , , , , , , )

«Quanto è stata grande la resistenza il “9 Luglio“! Tutti quanti sono venuti. Giovani e anziani e gente di mezza età. E non in una sola strada, questa volta hanno imparato dalle tre settimane passate e hanno tenuto proteste di massa in 7-8 aree principali. Non mai c’è silenzio. Tutti quanti stanno gridando. Alcuni gridano “Allah è grande” ma subito dopo viene “Morte al dittatore” e “Governo golpista, dimissioni, dimissioni!” (*)

Cronaca della giornata di oggi (9 Luglio), per ora in inglese, rubata al Blog Revolutionary Road di Saeed Valadbaygi:

  • Enghelab sq. getting busy. Forces are present. People protest in front of Chinese embassy as well!
  • Army Unit (IRG) Positioned infront of Interior Ministry
  • Heavy Security Forces at Enghelab Sq.
  • Guards moving toward Jmalzadeh Cr. and Police replaced at Enghlab Sq
  • Army Helicopters Flying Over Enghelab Sq, Park Laleh and Azadi St
  • A group of people are protesting in front of Chinese embassy
  • People Gathering at Vanak Sq
  • Enghelab Sq is not completely closed but Police standing everywheree try to find key protesters among crowd
  • Guards moving toward Jmalzadeh Cr. and Police replaced at Enghlab Sq
  • There is no traffic! No security forces around Mohseni and Mirdamad
  • ALARMING declaration by General Hossein Hamedani of the Basij Forces
  • People & Basijis Clashes in SA’adatabad Enghelab and Tehran Universty a lot of demo
  • No Mobile Network at Centrlal Tehran.
  • Shiraz:clashes between people and basidj in darvaze qoran
  • On St. 12 Farvardin, Tehran 300 ppl sitting on the ground
  • I just called someone in Enghelab Sq. They are protesting safely! no clashes till now
  • Riot Guards moving to Enghelab sq – Police force being ordered back to bases.
  • Regular Security Forces ordered to leave Enghelab Sq. Guards units taking over
  • ppl moving in a stream to wards Enghelab from 100 bed hospital/Khomeini Hos
  • Thousends of people gathered in front of Polytechnic Uni and moving toward Valieasr St..
  • SARI:arge crowd armed with flowers and cameras in center of Sari
  • Basij & plainclothed at & around Dr. Beheshti Sq.
  • At 5 pm , thousends of people will march toward Valieasr St in support of political priosoners and will chant ” Political prisoners should be free”
  • basij throwing protesters from pedestrian bridges in Shiraz
  • At Enghelab Sq ,people walking on pedestrian ways,Police forces are there as well ,plainclothes are beween people.
  • Enghelab square is packed with people, Basijis are beating people, people are coming from surronding streets
  • Police shooting tear gas to people. people shouting dead to dictator
  • Clashes between police and people in Ebghelab Square
  • Clashes reported in Saatad Abad. Hundreds of protesters sitting on the ground in 12-e-Farvardin
  • Clashes between ppl who were moving towards Valieasr Sq and police forces
  • Clashes near Tehran university, police beating up protestors, tear gas fired
  • Enghelab square being packed with people coming from side streets, Basijis fighting them with batons & tear gas
  • Thousands of people are marching toward Valiasr square from Politechnic, one person is arrested in Enghelab square
  • ppl R moving toward Tehran Univ. & chant Don’t be afraid, we all are together
  • Security forces started using tear in Karegar st. Tehran gas
  • Police arrested a girl , they treated her very bad …they pulled her on the ground on the way to the van .Several people were arrested
  • Teargas fired at Enghelab Sq. clashes in Enghelab and Azadi Sq.
  • 2-3000 people now in Revolution (Enghelab) Square in Tehran
  • people and basijj clash at Enghelab square – people outnumber basijj by 10 to 1
  • Clashes infront of Tehran Universi and VankSq
  • People are joining the demonstration from Imam Hossein Sq. towards Enghelab Sq
  • Police arresting seemingly at random, throwing tear gas into buses.
  • Hundreds of Protesters chanting against the regime infron of Ploytechnic University, Near Azadi Sq.
  • Police used Teargas against people trying to push them back at Vanak Sq
  • Protests reported in Tabriz, Isfahan & Shiraz as well.
  • Heavy Clashes at Karegar Shomali St, (Near Enghlab Sq.) Tear gas, Fire and blockage…
  • Mashhad:In Imam reza Shrine ppl gatherd and number of them are icreasing minute by minute…
  • Isfahan streets are full of plaincloths and ppl are standing in streets from Khaju Brdg to Siosepol!
  • Next 2 Tehran University PPL are chanting death to the dictator and asking the Police Force to join them
  • Gathered ppl at Ferdowsi Sq r increasing ,thers’s a big crowd!
  • More than 30 ppl were arrested againt Tehran Uni..
  • Gunshots and tear gas fired at Engelab Sq
  • Esafahan Basijis attacking PPL with teargas
  • PPL got attacked and eye witness reported bloody PPL and teargas.
  • A big group of ppl are marching in Vesal St
  • Since 6pm some new groups of ppl have came to streets …
  • Helicopters moving in around the University
  • From Tehran Uni to beginning of Enghelab st at least 4000 ppl clapping full Bassij presence some scattred
  • Police Shooting Teargas at Poeple infront of Tehran University
  • Heavy Clashes in mohammad ali jenah St.
  • People are being arrested brutally in Enghelab, and tear gass is used in Vanak
  • People are boo-ing the bassij and sec force as they try to disperse them & shout.. “shah Soltan Velayat ur time is up’
  • uni slogans:”I will kill the one who killed my brother”..”down with dictator” SHAH SOLTAN VELAYAT ur times up
  • A lot of riot police have came in, and we saw them attacking people, in cooperation with basij.
  • Tehran:Gunshots heard at Keshavarz Blvd.
  • Tehran time:19:37
  • GunShots heard from Kargar Shomali St
  • ppl in Tabriz move toward Abresan intersection
  • Many of Tehran Marketers are closed in July 9th occasion
  • Clashes in front of Evin Prison!
  • Cars in the streets…fires everywhere in Azadi street…Basij breaking car windows
  • An hour ago Mirdamad Metro station sat on fire
  • Fire in Mirdamad getting out of control
  • Ppl attacked Basij in SaadatAbad & Sattarkhan
  • Several people arrested in Vlaiasr junction
  • Tehran time:20:30
  • Internet in Iran have many problem and speeds are low
  • After 8PM in Iran, still many ppl in street & ppl already chanting from rooftops. Many clashes today
  • Tehran is in fire people are so many more and bsij in some places running from protesters
  • People attacked Basij in SaadatAbad and Sattarkhan

Per seguire Saeed su Twitter cercate BISTOO,  è anche trai link nella colonna a destra

(*) da questo mese ilsuo blog è disponibile anche in italiano: qui

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Dalla “Gentilezza” alla “Comprensione” (di Ayda Kiani)

9 luglio 2009 at 14:19 (contributi in prestito, Traduzioni) (, , , , , , , , , , , )

  • «Quanto è buona cosa che, avendo appena imparato gli slogan del vivere civile, li urliamo nei media nazionali facendo ridere milioni di persone in tutto il mondo.»

Davvero il più grande circo nel mondo dà spettacolo ogni giorno in Iran e registrandolo e mandandolo in onda, intorpidisce e paralizza il cervello degli spettatori e qualche volta causa risate isteriche dovute alll’impossibilità. L’impossibilità di avere a che fare con dei bugiardi che nell’ultimo secolo hanno derubato la gente utilizzando nomi diversi e, senza nessuna attenzione per le necessità di base del popolo e considerando solo loro propri benefici, hanno inventato ogni giorno un nuovo scherzo ed una nuova bugia.

Il discorso di Ahmadinejad sulla “Democrazia”, le “Libere Elezioni” , la “Possibilità di criticare il Governo”, il “Non trasformare l’odierno clima sociale, culturale ed educativo dell’Iran, in un’atmosfera da stato di polizia(paramilitare)” e molte molte altre menzogne, ancora una volta, per la decima volta, hanno fatto sbellicare dalle risate chiunque in ogni parte del mondo.
Benché già quattro anni fa nessuno si fidasse di lui,  questa volta le sue menzogne colpiscono tutti con maggiore forza perché durante tutto questo tempo ha fatto in modo di apprarire nudo di fronte a chiunque e ripetendo quelle menzogne ancora una volta tenta di dire alla gente che sono tutti alquando stupidi.

E quanto è bello chiamare ogni governo con una parola graziosa e iniziare a governare il paese metendo quel nome al nostro governo senza nemmeno sapere il significato di quella parola ma comunque credendoci.
EGLI chiama il suo nuovo governo “compresione e accompagnamento”, che nome pregno di significato!
E negli ultimi giorni del nono governo (quello appena eletto è il decimo – ndt) possiamo osservare una mistura di “comprensione e accompagnamento” e del nome del nono governo, “Gentilezza”, nel modo in cui le forze di sicurezza trattano le persone nella prigione di Evin e davanti alla corte Rivoluzionaria, in una atmosfera non poliziesca, nella città di Tehran.

A tal punto sono gentili con le persone e le trattano con sì tanta comprensione, che non si reggono più in piedi!
Solo pochi giorni fa sono stati davvero troppo gentili con Masoud Bastani che da 20 giorni non aveva nessuna notizia di sua moglie incinta, Mahsa Amr Abadi, e lo hanno trattalo con così tanta comprensione alla maniera del governo islamico di  Ahmadinejad che lo hanno arrestato tanto per dimostrare che hanno bisogno di  confidare maggiormente nei giovani!!

Davvero il significato di tutte le parole è cambiato nel dizionario della Repubblica Islamica e l’ “uguaglianza” dei cittadini davanti alla legge islamica (anti-legge) è un altro concetto che Ahmadinejad, continuando ad enfatizzarlo sostenendo di “Essere contro pietrificazione (della società)” utilizza come una barzelletta per far ridere ancora la gente.

Domani è il 9 Luglio ed è il decimo anniversario dell’assalto al dormitorio dell’Università di Tehran nel 1999 e le persone senza curarsi del cambiamento nel significato delle parole, della disconnessione del servizio SMS, dello smog, dei passati quattro anni di “gentilezza” e dei prossimi quattro annidi “comprensione”  si “accompagneranno” le une alle altre e scenderanno in strada perché devono molto al movimento degli studenti dell’Università di Tehran del 1999 e questo nuovo movimento popolare è un certo enso una  continuazione dell’altro. Tutti loro terrano per sempre viva la memoria dei reclusi, dei torurati e delle persone uccise.
Con la speranza di un giorno che non sia  il 9 Luglio; un giorno in cui le persone non saranno imprigionate e torturate come Ahmad Batebi; un giorno in cui nessuno potrà essere ucciso nel modo in cui è stato ucciso Akbar Mohammadi ed un giorno in cui LIBERTÀ voglia dire LIBERTÀ.

Fino a quando ci sarà un dittatore, ogni giorno sarà il 9 Luglio e tutti sono in prigione. Domani mano nella mano continueremo a percorrere la strada che abbiamo intrapreso e restituiremo il loro significato alle parole.

[ Testo originale tratto da “Revolutionary Road”, qui ;

un’intervista interessante rilasciata nell’ottobre 2008 da Ahamd Batebi qui]

Ahmad Batebi mostra la maglietta di un altro studente picchiato da miliziani in borghese, durante una manifestazione universitaria nel Luglio 1999. Questa foto è famosa per essere stata la copertina di un numero dellEconomist.

Ahmad Batebi mostra la maglietta di un altro studente picchiato da miliziani in borghese, durante una manifestazione universitaria nel Luglio 1999. Questa foto è diventata famosa per essere stata la copertina di un numero dell'Economist.

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Incerta è la rotta della rivoluzione

25 giugno 2009 at 06:35 (pensieri personali) (, , , , , )

Per prima cosa, prima di iniziare a sproloquiare, segnalo un bell’articolo di Mazzetta uscito lunedì 22 giugno: “Iran, la partita continua” (qui, qui e qui, per non fare torto anessuno). Mi prendo la libertà di riportare i passaggi più originali e personali, tralasciando quelli prettamente informativi:

«La rivolta iraniana non accenna a placarsi nonostante la repressione (*). Come in una partita a scacchi che non si concluderà sicuramente in pochi giorni, le pedine si muovono sullo scacchiere senza che agli spettatori sia dato capire le prossime mosse e le probabilità di vittoria dei giocatori e la partita risulta ancora più indecifrabile a chi non conosca la complessità della politica iraniana, spesso esemplificata oltre la realtà per esigenze di propaganda. […]

[…] Attorno alla partita iraniana, che sembra proprio essere iniziata del tutto inattesa oltre le frontiere del paese, gli spettatori trattengono il fiato. Non è chiaro l’esito dell’incontro e non è chiaro nemmeno se sia nell’interesse di altri paesi disturbare lo scontro in corso, gli stessi Stati Uniti hanno scelto un profilo molto basso, presto emulati da molti altri paesi che per giorni hanno ufficialmente ignorato le vicende iraniane. Gli Stati Uniti avevano appena inaugurato la politica dell’approccio pragmatico nei rapporti con l’Iran e teso la mano al regime e sicuramente Obama è sincero quando dice che a lui e al Dipartimento di Stato “non è chiaro” se abbia senso sostenere Mousavi nelle sue rivendicazioni, anche le reazioni negative alla repressione hanno avuto un tono assolutamente temperato. Anche il governo israeliano, al quale faceva gioco la vittoria dell’estremista Ahmadinejad, ha lanciato la palla rovente nel campo di Obama, dichiarando che ne asseconderà le iniziative nei confronti dell’Iran. Una maniera come un altra di porsi, con poca spesa, come fedele alleato dopo i recenti attriti sul congelamento delle colonie israeliane nella West Bank e magari sperare che l’infuocarsi dell’Iran distragga gli USA dall’idea sgradita di dettare le mosse d’Israele.

[…] I dimostranti iraniani sembrano gli unici genuinamente, e forse ingenuamente, a difendere qualcosa di condivisibile e di fondamentale: la loro libertà. In tutto il mondo, dove ci sia o non ci sia libertà, uomini e donne non possono che sostenere il diritto alla parola e all’integrità fisica dei dimostranti iraniani, augurandosi che prima o poi riescano a liberarsi dalla morsa clericale e a sviluppare nuovi equilibri fondati sul confronto tra gli uguali piuttosto che sulle parole incerte di deità improbabili.»

Prima di questo passaggio di chiusura, davvero molto bello, nell’articolo si fa riferimento agli “omologhi dei manifestanti iraniani” che sarebbero gli unici ad appoggiarli davvero nella loro lotta contro un potere oppressivo.  Ma chi sarebbero questi omologhi? Esistono davvero?

Al comizio di Mousavi, 23 maggio 2009 - Foto: Naeim Karimi

Al comizio di Mousavi, 23/05/2009 - Foto: Naeim Karimi

Ora voglio dire un po’ di cose a schiodo.
Quando nell’estate del ’77 iniziarono le manifestazioni di massa contro lo shah, era abbastanza chiaro chi si identificava coi rivoltosi e chi no. La rivoluzione era anti-americana e anti-imperialista e quindi piaceva a coloro che davano a queste istanze priorità su altre. Così mentre i socialisti di tutta Europa guardavano alla rivolta con diffidenza non riuscendo ad individuare un’avanguardia in cui identificarsi, la sinistra così detta estrema provava una simpatia quasi empatica per quelle folle oceaniche che si riversavano nelle strade, senza armi, sfidando un esercito dotato di mitragliatori. La rivoluzione era anti-occidentale e anti-capitalista e piaceva a quelli che con l’Occidente ed il suo sistema di valori avevano un rapporto fortemente conflittuale.
Nel suo essere così fortemente “anti”, la rivoluzione iraniana era anche però fortemente ambigua nelle proposte, non solo perché Khomeini e altri fautori della teocrazia avevano inizialmente adottato una retorica pro-democrazia e pro-libertà (ma anche pro-giustizia sociale) poi rinnegata. Erano la stessa sinistra iraniana, marxista e non, il movimento delle donne e gli intellettuali  indipendenti a non avere le idee troppo chiare. Basti pensare che granparte delle donne “progressiste” indossava il velo ai cortei in segno di solidarietà con le donne delle classi povere, ma anche come simbolo di emancipazione, per enfatizzare il propio valore sociale contro la mercificazione capitalista della donna imposta dal tiranno, fantoccio del Grande Satana, ovvero degli USA nel gergo di tutti i dimostranti, islamisti e non.
Nella fucina rivoluzionaria, la quasi totalità dei nodi non era sciolta al principio, i non detti erano in quantità ampiamente dominante ripetto ai punti comuni chiari ed espliciti. Oggi assistiamo ad una rivolta, una sommossa, ma probabilmente non ad un movimento sociale né ad una rivoluzione, che si muove tutta dentro logiche interne. Il “dittatore” non è un fattoccio di nessuno, è un gran bastardo di per se stesso. L’elité religiosa autocratica non è vittima e/o fautrice di valori culturali estranei ed intossicanti, non è accusata di corrompere e snaturare la società.
È accusata di essere disonesta e oppressiva, di negare le libertà essenziali dei cittadini, di gestire male l’economia, diprodurre disoccupazione e svalutazione salariale, di causare code infinite alle pompe di benzina in un paese che è uno dei maggiorni produttori  di petrolio.
Tutte accuse che valevano ugualmente per lo Shah e la sua cricca, ma mancando l’altra parte, mancando il discorso anti-imperialista e anti-capitalista, le rivendicazioni degli iraniani che si sollevano oggi sono facilmente sposabili dal “cittadino medio occidentale”.
Come dice eloquentemente Panorama: “Più veline, meno velate! Ahmadinejad, le vogliamo senza velo”. Ovvero li e le vogliamo “come noi”, devono smetterla di essere diversi e di sbattercelo in faccia, ci indentifichiamo nella loro lotta per essere “come noi”.
Ma chi l’ha detto che vogliano essere come noi? Questo appoggio degli “omologhi” spesso è in realtà una solidarietà pelosa da parte di chi odia tutto ciò che si discosti da Rete4. Ma poi questi qui non sono omologhi per nulla, sono solo perditempo populisti che riempiono la rete e la carta stampata di un mucchio di informazioni grossolane e pressapochiste, quando non del tutto false (ho letto perfino che “L’Iran è una monarchia”).

Donna velata marcia con le donne che si oppongono allhijab compulsorio (da iranian.com)

Donna velata partecipa ad una marcia contro l'hijab obbligatorio (da iranian.com)

Di contro chi non ha simpatia per Rete4 trova mediamente difficile stabilire un rapporto empatico con una rivolta che sembra poter avere come massimo risultato che anche “loro” abbiano i “guai nostri” invece di quelli che hanno adesso. Anche perché l’entusiasmo sbandierato dai mass media questi rivoltosi li rende quasi antipatici. Quasi impresentabili.
E poi gli studenti iraniani, almeno quelli che vivono in Italia hanno un approccio ultra-istituzionale al problema. Emettono comunicati in cui dichiarano di non voler svalicare i limiti della loro costituzione, ovvero i limiti di una costituzione che pone l’elité religiosa ai comandi e il popolo nella condizione di un perenne adolescente dotato di una parziale autonomia ma sempre bisognoso di un tutore, un guardiano con diritto di veto. Molti ti dicono che sanno che l’attuale sistema politico iraniano è il migliore possibile per un paese musulmano, si tratta solo si spostare un po’ gli equilibri , “stretch the limit” dicono gli attivisti iraniani, per ottenere un po’  di libertà in più, un po’ più di giustizia, per poter stare sotto un tallone un po’ meno di ferro, un po’ meno persecutorio.
Ma siccome che non ci rendiamo conto bene di quello che significa vivere là, generalmente permanne una certa diffidenza. È difficile realizzare cose si possa fare tutto quello che “facciamo noi” normalmente o quasi, ma in una posizione di perenne “illegalità diffusa”.  Un’illegalità che non è quella del consumatore di marjuana italiano che rischia di avere qualche problemino fastidioso con la legge. Un’illegalità che senza soluzione di continuità passa dalla multa, alle frustate, all’impiccaggione, per “crimini” assulutamente simili.

D’altra parte le immagini degli scontri, della gente che fa le barricate e rompe il manto tradale per tirare pezzi di roba ai miliziani, di ragazzi e ragazze che esultano dopo aver resinto un assalto, trovando, sembrerebbe, finalmente uno spazio per stare in sieme alla  pari sono davvero forti, coinvolgenti, drammaticamente entusiasmanti. E forse dovrebbero bastare. Che siano tonti o privilegiati, questi dimostranti che si scontrano con basiji e pasdaran hanno una potenza evocativa indiscutibile. Rischiano la pelle e questo haun valore che va ben oltre quello che può essere la loro giustificazione apparente per quello che fanno. Dall’altra parte c’è un corpo paramilitare che incarna tutti i peggior incubi di chiunque abbia rispetto della vita umana. Ci sono indivisui che hanno la repressione come propria vocazione, nemmeno per mestiere, sono dei volontari. C’è l’idea dell’illegittimità di ogni rivendicazione, di ogni aspirazione, al di fuori di quella di obedire ad un capo e sottomettersi ai dettami religiosi così come vengo interpretati da questo. C’è l’ideologia della sottomissione come valore massimo, quasi unico, appena coperto dalla foglia di fico dell’orgoglio nazionale. Sottomettetevi tutti affinché la nazione sia libera indipendente, nell’iperurario delle astrazioni assolutistiche.

Barricate. Una foto degli scontri di sabato 20 giugno dal blog di Saeed Valadbaygi

Barricate. Una foto degli scontri di sabato 20 giugno dal blog di Saeed Valadbaygi

A chi dice che sono “classe media” propongo un’obiezione semplice: ma “medio” non vuol dire che sta “mediamente bene”, “benestante”? E se uno sta bene, perché dovrebbe rischiare la pelle per stare appena un po’ meglio? O qualcuno crede davvero che siano tutti pagati, dal primo all’ultimo?
E se invece proprio vogliamo parlare di classe solo in termini economici, qualcuno si è andato a guardare il reddito medio dei condannati a morte la cui condanna viene eseguita per confrontarlo conquello di quelli che la scampano? Qualcuno si è fatto i conti di quanto il sistema della Repubblica Islamica funzioni di fatto per spingere per la discesa chi già sperimenta un forte disagio sociale?
La verità è che gli odiati capitalisti europei ci fanno lucrosissimi affari in Iran e che tutto vogliono meno che un paese destabilizzato. La verità è che l’Iran non è mai stato un paese autarchico, ha solo scelto di dipendere dal capitale europeo e non più da quello americano. La verità è che nessuno ha mai fatto la voce troppo grossa a livello istituzionale su faccende antipatiche come i diritti umani perché non è comodo, non è conveniente. Solo si abbaia in corrisondenza di casi sporadici che salgono alla ribalta mediatica, più per abitudine che per convinzione. E il giorno dopo il rilascio o l’esecuaione della bella ragazza di turno si rimette il problema nel dimenticatoio.

Esultanza. Una foto degli scontri di sabato 20 giugno dal blog di Saeed Valadbaygi

Esultanza. Una foto degli scontri di sabato 20 giugno dal blog di Saeed Valadbaygi

Si possono fare le dietrologie più complicate, si posso sovramporre tutte le aspirazioni personali che si vuole, si possono – giustametne – analizzare tutti i dettagli dei retroscena più nascosti della lotta dipotere ai vertici. Ma di fatto quella che si presenta ora è per gli iraniani , tutti anche quelli schiacciati dalla retorica statal-religiosa che non si stanno sollevando – un’ottima occasione per cercare di uscire un po’ dalla cappa irrespirabile che trent’anni di “fase post-rivoluzionaria”, di cui otto di guerra, hanno imposto. È l’occasione per tentare di ripartire dal ’77 ed imboccare una nuova strada, conservando la memoria delle esperienza passate.
Difficile che se ne ripresenti un’altra.

22 maggio, primo giorno della campagna elettorale: "Nonostante siamo ancora poveri, ancora lontani dal flusso dell'economia, la nuova sfida la raccoglieremo meglio, vogliamo Ahmadinejad ANCORA!!" Foto di Naeim Karimi, che aggiunge "... Such Vivid Self Declaration of Irrationality"

(*) Per aggiornamenti sulla giornata di ieri: “24 giugno: La protesta davanti al parlamento” dal blog Rivolta in Iran; alternativamente con molte foto ma in inglese, ma già aggiornato sui fatti di oggi e con un comunicato in “italiano”, già aggiornato su di oggi: “Revolutionary Road“, blog di Saeed Valadbaygi del Partito Comunista Iraniano (dice)

(Segnalo l’aggiornamento di un articolo che avevo già citato chissà dove:
Quelli dell’onda verde“, di Omid Firouz, dottorando all’Università di Urbino, da Teheran)


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Un appello: “SOLIDARIETA’ E SOSTEGNO ALLA LOTTA DEL POPOLO IRANIANO”

24 giugno 2009 at 12:53 (eventi) (, , , , , )

Eppur si muove… qualcosa si muove, anche se… siamo sempre sull’onda del qualunquismo. Lungi dal denunciare le complicità nostrane.

“SOLIDARIETA’ E SOSTEGNO ALLA LOTTA DEL POPOLO IRANIANO”,
da Indymedia Piemunt.

Domani 24 giugno, a partire dalle ore 17.30, si terrà – di fronte all’ambasciata dell’Iran a Roma (via Nomentana 120) un sit-in di protesta organizzato da Rifondazione comunista in solidarietà con il popolo iraniano dopo gli scontri e la repressione seguiti alle recenti elezioni. Rifondazione comunista aderisce all’appello “Solidarietà e sostegno alla lotta del popolo iraniano”, appello con cui molti esponenti delle forze politiche e sindacali della sinistra italiana, in solidarietà con le forze democratiche e progressiste iraniane, chiedono la fine della repressione e la liberazione dei prigionieri politici del regime

Di seguito riportiamo i passaggi salienti dell’appello “Solidarietà e sostegno alla lotta del popolo iraniano”.

“Come esponenti di forze e movimenti democratici, di organizzazioni dei lavoratori e degli studenti guardiamo con estrema  preoccupazione a quello che sta avvenendo in Iran.  In questi giorni a Teheran si sta svolgendo uno scontro fra i vertici della Repubblica Iraniana, che vede contrapposti i poteri religiosi rappresentati da Khameney e da Rasfanjani: uno scontro giocato tutto sulla pelle del popolo iraniano. Uomini e donne che stanno protestando per avere maggiore libertà e democrazia.

Lo scontro elettorale tra il capo del governo uscente Amadinejahd e il principale candidato dell’opposizione Mousavi ha innescato una reazione popolare e fatto emergere tensioni sociali che già da tempo si stavano manifestando con una forte crescita dell’opposizione.  Per questo, di fronte alla violenza scatenatasi in questi giorni, è necessaria un’ampia mobilitazione internazionale a sostegno degli studenti, dei lavoratori e delle donne, del popolo iraniano. Chiediamo che  cessino la repressione e gli arresti, che vengano liberati i prigionieri politici del regime e che  il popolo iraniano possa scegliere liberamente il proprio futuro, in un nuovo quadro di garanzie democratiche per tutte le  espressioni politiche presenti in Iran”.

Personalmente mi piacerebbe vedere in giro qualche assemblea pubblica, dove confrontarsi, parlare con testimoni diversi, magari con punti di vista variegati, visto mai!

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Fotogiornalista scomparso

23 giugno 2009 at 16:43 (notizie in pillole) (, , , , , , )

Pare non si abbiano più notizie di un fotogiornalista iraniano, stando al sito life.com:

Courage on Tehran’s Streets;
A Photographer Is Missing

A NOTE TO OUR READERS: We are saddened to report that the Iranian photojournalist, whose pictures appear in this gallery, is missing. He has not been in contact with us; this morning we received the following email from one of his relatives. We will update this space when we have more details. THE EMAIL: Hi im [photographer’s relative], when he go out side yester day for he never came back home and also his friend and a lot of our young brave people, government arrested them [. . .] don’t let them suffer in those bloody hands. With thanks.

Guardando le fotografia che gli sono attribuite non può che trattarsi di Amir di Tehran24 , una delle photogallery trai link di questo blog. Conoscevo il suo sito da alcuni mesi, lo visitavo di tanto in tanto, aver visto le sue foto e letto i suoi post durante questi giorni mi aveva fatto apprezzare un persona che sembra sensibile e coragiosa. Il suo sito non viene più aggiornato dal 17 giugno. Speriamo stia bene e si faccia vivo al più presto!

unimmagine degli scontri del 13 giugno

un'immagine degli scontri del 13 giugno

unaltra immagine dello stesso giorno

un'altra immagine dello stesso giorno

Aggiungo che anche la pagina di Hamad Saberi su Flickr è ferma al 18 giugno e che il sito di Arash Ashoorinia, Koosof.com, non è più accessibile.
Intanto un aggiornamento da Reporter Senza Frontiere (in inglese).

AGGIORNAMENTO 25/06: Hamad Saberi ha ripreso ha caricare foto, per il resto nessuna nuova.

AGGIORNAMENTO 30/07: da alcuni giorni Koosof.com è di nuovo accessibile. Inoltre, circa dieci giorni fa, dopo aver annunciato il suo ritorno a casa il 29/06, Amir ha aggiunto un nuovo post su suo blog Tehran 24, dicendo di aver recuperato la macchina fotografica solo due giorni prima. Le foto non si ritraggono scene di proteste e manifestazioni, ma un’allegra folla nel nuovo parco “Acqua e Fuoco” a Tehran. Cosa gli sia realmente accaduto rimane poco chiaro.

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Parola d’ordine: SOVRAIMPORRE

22 giugno 2009 at 13:58 (contributi in prestito, eventi, pensieri personali) (, , , , , , , , , )

Si direbbe che hanno tutti capito tutto.
Ognuno ha la sua versione dei fatti, la sua ricetta, e un programma politico per l’Iran da qui al 3009.
Alcune idee sono anche interessanti, senza dubbio, in certi casi molte appaiono complementari… invece no, ognuno si sente autosufficiente. Neda la martire, aveva 16-20-27 anni, era una studentessa, una militante marxista, una militante del MKO, le hanno sparato la cuore, le hanno sparato alla testa, ha sparato l’esercito, no forse i basiji, i basiji sono l’esercito? Magari anche no. Neda era un manichino o un’attrice, il video è un falso. Khamenei ha negato i funerali pubblici perché sotto sotto è un agente della CIA e sta coi rivoltosi.

Neda non era una militante di niente, tant’è che era in strada con suo padre, probabilmente è nata nel 1982 ed era una studentessa di Teheran. Sicuramente le hanno sparato al cuore, stando ai video e alla testimonianza del medico che la ha soccorsa. Il video della sua morte si trova un po’ ovunque (ad esempio qui), la testimonianza del medico è sulla pagina di Mousavi e Rahanavard su facebook, per la data di nascita e altri dettagli è stata aperta una pagina su Wikipedia in lingua inglese. Chi dice che il video, anzi i video, sono un falso spesso fa riferimento al film di Barry Levinson, “Sesso e Potere“, dove viene messa in scena una guerra inventata, con tanto di casi umani strappalacrime, per coprire un sex-gate. Di solito però le cose vanno al rovescio. I sex-gate sono lo specchietto per le allodole e le guerre la realtà da dimenticare. (Un commento interessante dal blog si Subecumene)

Ognuno appiccica sull’Iran il proprio la propria visione del mondo, quasi invece che una Paese di 70 milioni di persone fosse improvvismaente diventano un giocattolo, una palla di creta da plasmare seconod la propria fantasia…

Allora c’è chi sogna una nuova democrazia liberale in Iran, che è alla soglia DEL cambiamento, uno solo, l’unico possibile, deciso a proprio non si sa bene come. (un esempio QUI, un altro più “neocon” QUI, direttametne dalla penna di Paolo Guzzanti “Neda aveva 20 anni e le hanno sparato in testa”)

Chi vaneggia di uno stato socialista, e straparla di autonomia di classe manco l’Iran fosse l’Inghilterra del 1800. (un esempio QUI)

Chi dice che la democrazia già c’è e bisogna rispettare il risultato delle urne, e l’autonomia politica e culturale di una nazione. (un esempio QUI)

Chi legge tutto in chiave di un attacco misogino dei mullah contro le donne, lettura interessante, ma analisi un po’ naif 🙂 (per ora l’unico esempio QUI)

chi vede il complotto CIA-MOSSAD dietro ogni singolo manifestante in piazza. (uno degli innumerevoli esempi, QUI)

Gli italiani, ma non solo loro, sarebbero capaci di azzuffarsi anche sulla rivolta in Iran in un bel talk show, sempre pronti a parlare invece che ad ascoltare. E certo che ci vuole pazienza perché questi iraniani ci assomigliano pure troppo per certi versi, e si accapigliano in un modo straniantemente familiare.
Aggiungo un contributo, un commento ad uno dei post linkati sopra che ho molto apprezzato.
Da Xitrah, 22/06  ore 17:02

«Premetto che sono di sinistra e che ho sempre avuto atteggiamenti di forte condanna verso la politica estera di Israele e USA, ma credo che molti di voi qui sono un pò fuoristrada.

Non si può leggere la realtà sempre secondo i soliti schemi ideologici.

...alla faccia del voto segreto... [da Petrolio - uno sguardo dal picco]

Ho amici iraniani che in questi giorni grazie ad internet fanno girare notizie che arrivano dai loro parenti/amici in iran. La rivolta è spontanea, non si può sempre vedere la mano della CIA ovunque. Non sappiamo quale sia la sua entità, ma è spontanea, e chiunque segua un pò quella che succede in Iran andando oltre le poche (dis)informazioni dei nostri media sa che è da decenni che all’interno del paese c’è una vasta area di insofferenza verso il regime dei mullah.

Mi pare che ci sia un pò di confusione (ho letto in qualche commento l’espressione ‘compagno ahmadinejad’, nulla di più assurdo), vi vorrei ricordare che:

  • Ahmadinejad, Khamenei e compagnia sono la DESTRA in Iran, rappresentano gli ultraconservatori, non è che perchè stanno antipatici alle nostre destre diventano automaticamente dei ‘compagni’!
    Vi ricordo anche che ahmadinejad è l’idolo di molti gruppi di estrema destra in Europa.
  • Il partito comunista iraniano in esilio (esatto, in esilio, esiliati dai ‘compagni’ mullah) ha apertamente appoggiato le rivolte dei riformisti ‘per abbattere il regime fascista dei mullah’. Stessa posizione anche dal partito dei lavoratori(il Tudeh, partito di sinistra anch’esso in esilio) e dei mojaheddin del popolo (partito d’ispirazione marxista/islamica anch’esso naturalmente in esilio)
  • Non se se avete amici iraniani, io qualcuno come detto sopra qualcuno ce l’ho, e mi racconta come stanno veramente le cose. A scanso di equivoci queste stesse persone hanno sostenuto i diritti della popolazione  Gaza durante l’ultima mattanza, ma adesso stanno coi manifestanti anti-ahmadinejad. Altro che manifestazione controllata ed ispirata da sionisti e potenze occidentali. Molti manifestanti dei manifestanti iraniani sfilano con la kefiah palestinese addosso. Certo, magari è possibile che le potenze occidentali cerchino di dare un aiutino alla rivolta, ma la rivolta nasce spontanea ed è l’esito di un movimento giovanile vivace ed attivo già da molti anni grazie ai bloggers che riescono ad aggirare la censura del regime
  • E’ sicuramente probabile che la rivolta sia guidata da giovani ed intellettuali magari provenienti dalle fasce agiate della poplazione: ebbè? molte delle grandi rivoluzioni sono state guidate da intellettuali, qual’è lo scandalo? Inoltre nel filmati che si vedono in internet si vede che la massa dei dimostranti è eterogenea: ci sono giovani ma anche persone più anziane, ragazzi vestiti all’occidentale e donne in chador, ed anche anziani, e non mi sembrano tutti ‘borghesi’ e figli di papà Non so se conoscete qualche iraniano, mi spiace che non ce ne sia qualcuno in questo blog a portare le sue testimonianze. Purtroppo mi pare che qui in Italia abbiamo la tendenza a vedere tutto nero o tutto bianco, a pensare per compartimenti stagni, ma la realtà spesso è più complessa ragazzi.
    Spero di avere stimolato qualche riflessione utile, e sono assolutamente d’accordo con il discorso dei due pesi due misure riguardo ai nostri manifestanti: lasciamo questo modo di vedere la realtà a ‘simpatie’ che è tipico di chi in Italia chiama i nostri manifestanti ‘spaccavetrine’, non cadiamo nello stesso errore di chi appoggia o condanna una rivolta a seconda di chi gli sta simpatico: impariamo a riconoscere il valore di tutte le rivolte di chi si batte per la libertà e per maggiori diritti siano essi palestinesi, curdi, maya del chapas o iraniani oppressi da 30 anni di regime clericofascista.»

Aggiungerei solo che il premio nobel Shirin Ebadi, avvovato e nota attivista per i diritti umani iraniana i cui collaboratori sono stati arrestati in questi giorni di proteste, è tra coloro che stanno eserictando pressione sul Parlamento Europeo perché si ponga fine all’embargo a Gaza.

Un fighetto di Teheran fa bella mostra dei suoi jeans firmati [da Revolutionary Road - blog di Saeed Valadbaygi, marxista iraniano

Un fighetto fa bella mostra di jeans firmati nonché di borghesissima abilità atletica (foto: Revolutionary Road - blog di Saeed Valadbaygi, comunista iraniano in Iran)

Spero di aver fornito una panoramica quasi esaustiva anche se per certi versi nauseanti.
Rimando il commento a un’altro giorno, intanto cerco di fare un po’ di interviste via email per avere qualche fonte primaria, che somunque sarà sempre soggettiva.

Segnalo infine un 2 o 3 cose interessanti che si trovano sui blog, pubblicate oggi:

Una cronologia della giornata di oggi rubata a Giagro – Rivolta in Iran (sarà ulteriormente aggiornata nel corso del pomeriggio) a cui aggiungo qualche nota volante:

18:34: Il giornale Kalameh attaccato da ignoti

18:15: Possiamo confermare che non avranno luogo in nessuna moschea del paese i funerali di Neda

17:03 Conferenza stampa del figlio dello Shah per CNN, chiede “Riforme per l’Iran”

16:54: La manifestazione a piazza 7tir non è terminata, come ha affermato Repubblica. Continuano gli scontri, testimoni parlano di 5-7000 persone coinvolte

16:52: L’ambasciata britannica starebbe cercando di evacuare il personale (via NBC)

16:48: La tv di stato Iraniana parla di barricate da parte di “terroristi”. Continuano a diffondere : “Primo caso di febbre suina in Iran”

16:29 Ieri il figlio dello Shah ha partecipato alle proteste organizzate a Washington DC

16:24 Di nuovo gli elicotteri. Spruzzano sulla folla un liquido urticante, cosa già avvenuta nei giorni precedenti

16:17: Aumentano gli scontri, la polizia cerca di prendere il controllo dei focolai di protesta

15:48: Confermato testimonianza diretta: lo Stadio Shiroudi sta raccogliendo polizia in assetto anti sommossa

15:32: 2000 poliziotti a Laala Park, che hanno preso il controllo dell’area

15:24: Come avevamo già riportato, in 50 città l’affluenza supererebbe il 100%. Circa 3 milioni le schede “aggiunte”. Il Consiglio “Ininfluenti”. (fonte gov. iran)

15:21: Confermato dall’agenzia di stampa governativa iraniana: Khamenei dirigerà la preghiera del Venerdì

15:16: Gli uffici di Etemad-e Melli (nota 1: partito e/o giornale fondato da Karroubi) attaccati da ignoti

15:13: Fonti iraniane governative: Neda membro di organizzazione marxista (nota 2: pare dicano Mujhadin al-Kaqh, ovvero ex-islamo-marxisti che oggi chiedono la separazione tra clero e stato e sono additati come “borghesi” da chi si proclama ancora marxista. Particolarmente odiati perché collaborarono con Saddam durante la guerra Iran-Iraq per rovesciare Khomeini. Fonte sarhzadmo su Twitter.)

14:57: Confermati assembramenti di manifestanti in piazza Enghelab |–| In piazza Haft e-e Tir (7 tir) cominciano gli assembramenti. Mousavi non è coinvolto, non si hanno notizie di lui da ieri (nota 3: vedi post “Siamo tutti Mir Hossein!”)

14:44: La situazione sembra più calma degli altri giorni. Rete SMS ancora down

14:32: molti ip iraniani stanno scaricando i nostri video! Aiutateci a diffondere la lista : http://giagro.wordpress.com/torrents

14:27: La tv di stato alza la posta in gioco: diffusa notizia primo caso di febbre suina in Iran

13:56: Essa Saharkhiz, riformista di alto profilo, arrestato

13:49: Scontri in piazza Ferdosi

13:45: Confermati sit-in in diversi punti della città. Il parlamento è circondato da polizia in assetto anti sommossa. Veglia con candele nere, in memoria di quelli che ormai vengono chiamati “i caduti della rivoluzione”.

Un’iniziativa di approfondimento (visto mai!) che si terrà a Genova.
Dal blog L’altra Genova (qui)

La libreria Finisterre e il Consorzio Vivere Santa Brigidasono lieti di invitarvi all’incontro:

“COSA SUCCEDE OGGI IN IRAN?”

con Pejman Abdolmohammadi, docente alla facoltà di Scienze politiche di Genova e autore del libro

La Repubblica islamica dell’Iran: il pensiero politico dell’Ayatollah Khomeini

Presenta Carlo Ferraris

Giovedì 25 Giugno alle ore 18

presso

Libreria Finisterre,

P.zza Truogoli di S. Brigida 25, 0102758588

“Il ruolo strategico dell’Iran nello scacchiere mediorientale diventa sempre più importante: uno studio approfondito degli avvenimenti storici e politici, che hanno portato l’Iran, dopo il 1979, ad essere la prima Repubblica Islamica del mondo, è senz’altro utile per comprendere l’attuale politica persiana.”

www.libreriafinisterre.it

AGGIORNAMENTO: qui un altro articolo che mantiene una prospettiva umana. Continuerò ad aggiungerne se ne trovo, lo scopo è puramente autoconsolatorio. Un grazie a Cateviola.

AGGIORNAMENTO 23/06: il PD Lazio (gente non troppo perbene mi pare, vedi No Inceneritore Albano) si mette a distribuire braccialetti verdi in solidarietà con gli insorti iraniani. Braccialetti verdi. Verdi come il PD, che tra l’altro è il titolo di post che ho congelato circa un mese fa. Toccherà tirarlo fuori dal frizer. Ora dovrò trovare la ricostruzione dei fatti del PD, ma dubito seriamente che ci possano essere differenze rilevanti rispetto a quella di Paolo Guzzanti…

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Sommossa Iran: domenica 21 giugno

22 giugno 2009 at 10:17 (notizie in pillole, Traduzioni) (, , , )

Dal blog Rivolta in Iran:

  • un aggiornamento sui fatti di ieri (qui)
  • una foto:
Membri del clero partecimano al riot contanto di paramenti...

Membri del clero partecipano al riot con tanto di paramenti...

Da sito The Gurdian:

  • un aggiornamento continuo sui fatti di ieri (qui)
  • un video in cui alcune persone bruciano immagini di Ahmadinejad prima e Khamenei poi, fatto assolutamente nuovo. Erano quattro gatti, ma il filmato ora fa il giro del mondo e non era mai successo prima.

Traduco al volo le testimonianze che mi sembrano più significative:

  • Un commento al blog di Mattew Weaver, giornalista de The Gurdian:

[21/06 ore 10:54] Penso che nell’aria, Mattiew, dopo ieri (ero alla manifestazione, dove l’atmosfera era molto tesa e a moenti violenta), c’è la sensazione che “è tutto finito”. C’è la sensazione che questo movimento si opposizione sia ormai terminato in un nulla di fatto.  Ci aspettiamo che il suono del grido ‘Allah o Akbar’ durante la notte continui come pure persisteranno contri sporadici e violenti nelle strade, per un po’ di tempo, dopo il tramonto. Comunque c’è consenso generale sul fatto che non ci saranno più dimostrazioni di massa né alcuna opposizione organizzata. Molte persone si sono rassegnatea questa linea di pensiero.

  • Un iraniano-europeo, attualmente in Iran ha inviato questa email al The Gurdian.

C‘è un gran caos qui… Nella mia parte della città, erano stati appiccati fuochi la notte passata per di impedire al gas lacrimogeno di spargersi per le strade… La gente sventolava la camicia di un basiji che presumibilmente era stato picchiato e poi l’ha data alle fiamme… comunque non sappiamo che succederà oggi… Un’altra nota, uno dei miei parenti ha un amico che ha una sorella che lavora come infermiera in uno dei maggiorni ospedalil di Tehran. Lei gli ha detto che i corpi delle circa 30 (*) persone uccise durante le proteste della scorsa settimana sono nel suo ospedale, e che il regima si rifiuta di far entrare i familiari, temendo che vengano fuori inomi, perché questo probabilemnte causerebbe un’ondata di pubblica indignazione. Le cose stanno che le famiglie che aspettano fuori dall’ospedale non sanno se i loro figli sono là o no.

(*) le cifre ufficili parlano di 8 morti

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DISASTRO A TEHERAN 20/06: AGGIORNAMENTI SU TWITTER

20 giugno 2009 at 16:37 (notizie in pillole, rete&informazione) (, , , , , , , , )

LA MANIFESTAZIONE NON AUTORIZZATA SI STA TENENDO UGUALMENTE, MOUSAVI STA TENENDO O HA TENUTO DA POCO UN DISCORSO.

VIDEO STREAM QUI

Teheran 20 giugno 2009 - foto: EMMEVI

LA REPRESSIONE È TREMENDA, FONTI OSPEDALIERE PARLANO DI CENTINAIA DI FERITI MA È TUTTO MOLTO CONFUSO.

SI PARLA DI UN ATTACCO SUICIDA AL MAUSOLEO DI KHOMEINI, DI POLIZIA CHE SPARA SULLA FOLLA E, MA NON È CONFERMATO, DI ATTACCHI CON ACIDO E ACQUA BOLLENTE (che comunque si raffredda cadendo) DAGLI ELICOTTERI DELLA POLIZIA. UNA FONTE RIPORTA CHE L’ACIDO HA EFFETTO LENTO E CHE QUINDI CE SE NE ACCORGE TARDI MA C’È, NON È ACQUA QUELLA CHE CADE.

IN PIAZZA CI SONO ANCHE I SUPPORTERS DI AHMADINEJAD E GLI SCONTRI SONO MOLTO INTENSI. QUALCUNO DICE CHE LA POLIZIA SI INTERPONE TRA LE DUE FAZIONI

PER SEGUIRE IN PRESA DIRETTA:

http://twitter.com/parastoo

http://twitter.com/oli2be

http://twitter.com/persiankiwi

http://twitter.com/hadinili

http://twitter.com/StopAhmadi

«Presto! Trovate quest'infedele Twitter ed uccidetelo!»

SULL’ALTRO FRONTE:

http://twitter.com/shahrzadmo

la povera Shahrzad è disperata e si cheide quando questi pazzi se ne torneranno a casa 😦 Da leggere per capire cosa vuol dire essere degli invasati molto per bene, son belle fette di prosciutto sugli occhi.

Aggiornamento 21/06: da Solleviamoci.wordpress.org un articolo uscito su L’Unità con una presunta cronologia della giornata di ieri e delle reazioni dei pezzi grossi

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Satrapi & Makhmalbaf parlano al parlamento europeo

19 giugno 2009 at 20:03 (contributi in prestito, notizie in pillole) (, , , , , , , , , )

[Da Rivolta in Iran]

Italiano: Signore e Signori, Venerdì 12 Giugno a tarda notte, a Teheran il Comitato delle Elezioni  ha chiamato Mr. Mousavi dicendogli di essere stato eletto con la maggioranza dei voti e che quindi avrebbe dovuto scrivere il suo discorso. Poco più tardi mentre Mr. Mousavi stava scrivendo il suo discorso invitando il popolo iraniano a festeggiare la sua vittoria i militari hanno fatto ingresso nel suo ufficio e gli hanno riferito che la rivoluzione democratica verde non sarebbe avvenuta, poco più tardi la televisione ufficiale iraniana ha dichiarato la vittoria di Ahmadinejad, aggiungendo che ogni assembramento di 4 o più persone era probito. Milioni di  persone che sono state derubate del loro voto ieri hanno manifestato a Teheran e in molte altre città, molti sono stati uccisi, feriti o arrestati. Siamo qui per chiedere alla comunità internazionale di non riconoscere la legittimità di queste elezioni. Il popolo dell’Iran chiede alla comunità internazionale di aspettare affinchè possa mostrare il suo vero presidente. Il popolo Iraniano non vuole armi nucleari ma pace e democrazia. Vi chiediamo di ascoltare il popolo Iraniano. La domanda prima delle elezioni era: è pronto il popolo iraniano per la democrazia? La risposta è si. Sono pronti, hanno espresso la loro volontà attraverso il voto ma non sono stati ascoltati. Riconoscere la legittimità dell’elezione di Ahmadinejad significa non riconoscere la legittimità del popolo iraniano. Abbiamo bisogno di voi per supportare il processo verso la democrazia del popolo iraniano che vuole vivere in pace, avere possibilità di bere, e definire il loro paese come un grande paese nella comunità internazionale. Domani è troppo tardi.

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