Disavventura di un mullah paffutello

1 agosto 2009 at 17:29 (notizie in pillole, pensieri personali) (, , , , , , , , , , , , )

Mohammad Abtai ritratto da Arash Ashoorinia alcuni mesi fa - kosoof.com

Mohammad Abtahi ritratto da Arash Ashoorinia alcuni mesi fa - kosoof.com

Mohammad-Ali Abtahi fu uno dei più stretti collaboratori di Khatami durante i suoi due mandati presidenziali ed è stato il primo clerico di governo ad aprire un blog in farsi prima, in inglese poco dopo, guadagnandosi il nomignolo di “blogging mullah”. Scrive bene, con uno stile fresco e diretto che coinvolge senza darlo a vedere e i suoi post hanno titoli accattivanti.  Dal suo blog denunciò per primo che la giornalista irano-canadese Zahra Kazemi era stata uccisa in carcere. Mohammad-Ali Abtahi proviene da una famiglia fondamentalista, il padre ed il fratello maggiore sono entrambi clerici dalle visioni talmente conservatrici da essersi fatti arrestare dalle forze di sicurezza iraniane per attività sospette. Con loro  i rapporti sono sempre stati tesi e Mohammad-Ali sembra ritenerli responsabili di aver causato grandi sofferenze a sua madre, deceduta circa un anno fa a causa di complicanze legate al diabete.
Mohammad-Ali Abtahi ha 3 figlie e un nipote, nato dalla sia figlia maggiore, Fazeh, che è anche la sua consulente tecnica per quanto riguarda il blog. Dice, Abtahi, che è stata sua figlia ad insegnargli come gestire un web blog. Mohammad-Ali Abtahi è un uomo del sistema, è parte dell’establishement clerico-politico di quella macchina repressiva feroce che è la Repubblica Islamica. Un sistema che lui voleva emendare, non certo rovesciare. Un sistema con cui ammetteva che si potesse essere completamente in disaccordo senza farne un dramma. Abtahi ammetteva che si potesse non essere d’accordo con la costituzione, con la posizione privelegiata del clero, e quindi conla struttura stessa del potere statale. Non è chiaro quanto lui fosse in disaccordo o meno, ma scrivendo sul suo blog si rivolgeva esplicitamente ad un publico che poteva essere contro il sistema della Repubblica Islamica. Mohammad-Ali Abtahi faceva parte del comitato elettorale di Mehdi Karroubi ed era uno dei ministri designati dell’aspirante presidente.

Mohammad-Ali Abtahi è stato arrestato il 16 giugno 2009.

È sottoposto a forti pressioni, si pretende da lui che collabori per  impiantare un processo per tradimento contro Khatami e i maggiori leader riformisti. Gli hanno estorto una mezza confessione, dice che i riformisti stavano orchestrando tutto da 2 o 3 anni per indebolire il potere del Leader Supremo, che la storia dei brogli elettorali è una farsa, una menzogna. Che Mousavi, Karroubi e Khatami si sono messi d’accordo e stanno tramando  non si capisce bene cosa. La confessione è stata trascritta dall’agenzia semi-ufficiale Fars News e solo in parte tradotta in un articolo del New York Times. Intanto è iniziato questa mattina un processo di massa che lo vede tra gli imputati insieme a circa altre 100 persone, tra attivisti politici, blogger e giornalisti. Secondo quando riportato da Reporters Sans Frontieres agli avvocati è stato negato di assistere all’udienza ed in alcuni casi, tra cui quello di Abtahi, anche l’accesso ai fascicoli dei loro clienti.
Ora Abtahi è solo un uomo, un nonno, molto provato, che sta tentando di resistere, non tradire le sue idee, per discutibili che fossero, e di non perdere la propria dignità.

dalla pagina di Revolutionary Road su Facebook

"No comment", dalla pagina di Revolutionary Road su Facebook

Volendo aggiunge un commento personale: non la spunteranno. Stanno trasmettendo le immagini di esponenti del clero, politici riformisti ben conosciuti, in uniforme carceraria, malconci e sudati; stanno diffondendo confessioni incoerenti evidentemente estorte con la forza e le minacce. Il figlio del consigliere del candidato conservatore Rezayi, arrestato durante le proteste, è morto poco dopo essere uscito dal carcere, a causa delle torture. Ahmadinejad vaticina una nuova era parlando ai basiji e straparla di lezioni che impartirà a destra e a manca ma l’indignazione e la rabbia si estendono a macchia d’olio, in settori di popolazione sempre più vasti, che vanno oltre gli iniziali sostenitori dei riformisti o gli oppositori della Repubblica Islamica. Il sistema si sta incartando su se stesso e pare vicino al collasso.

[Altre immagini del processo qui, da Persian Gooya]

AGGIORNAMENTO 2/08: La moglie di Abtahi, Fahimeh Mousavinezhad, che potuto rivedere suo marito  solo ieri dopo 43 giorni, sostiene che  sia stato drogato con pillole per “tenere lontane le preoccupazioni” (fonte: Iranbaan, su twitter)

AGGIORNAMENTO 3/08: un articolo del Corriere della Sera sul caso in cui è riportato il commento di Azadeh Moaveni, autrice di “Lipstick Jihad“, qui.

AGGIORNAMENTO 4/08:

Iran Evening News Report:Radical flow movement toward Hashemi, Mousavi, Khatami and Karoubi trial

After the first session of reformists trial now hard-liners and right factions in parliament and some newspaper and news sites close to hard-liner demanding for senior reformists such as Mousavi and others to be trialed because they are the main reason of all recent riots and after people like Abtahi who were not as big as Khatami or Hashemi trialed and confessed to their participating in velvet coup now it is their seniors turn to be in court and trial because of their acts.

Io dico che non lo faranno mai. Poi…

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2 – Le Prossime Elezioni Presidenziali in Iran (M. Memarian)

10 giugno 2009 at 21:18 (Elezioni Iran 2009, Traduzioni) (, , , , , , )

Da My diares – a Voice from Iran

di Mohammad Memarian

Le prossime elezioni presidenziali in Iran non riguardano solo gli iraniani, ma possono anche, per alcune buone ragioni, influenzare la regione e alcune questioni globali. Dal momento che il processo politico in Iran è piuttosto sconosciuto agli osservatori stranieri, vale la pena pubblicare quelche informazione riguardo i possibili futiri presidenti dell’Iran. Quattro candidati corrono in queste elezioni presidenziali in Iran:
Mahmoud Ahmadinejad, l’attuale presidente fondamentalista che è convinto di vincere.

Mahdi Karrubi, ex-portavoce del parlamento.

Mirhosein Mousavi, ex-premier dei tempi della guerra (con l’Iraq, ’80-’88) e probabilmente il candidato riformista che ha maggiori possibilità.

Mohsen Rezayi, ex-comandante in capo della Guardia Repubblicana.

Molti analisti credono che Rezayi non abbia molte chance di battere i suoi potenti rivali. Da quando ha lasciato le Guardie Rivoluzionarie, Rezayi, che ha un PhDin economia, sta provando a darsi una patina politica, intellettuale. A mio parere, è il miglior oratore fra i candidati correnti, espone programmi dettagliati per quanto riguarda la politica, l’economia, ecc. Prova a proporre cambiamenti radicali riguardo alcune questioni importanti. Per esempio, ha scelto una donna, il Dott. Boroujerdi (nipote dell’ayatollah Khomeini), come suo ministro per gli affari esteri, “solo per battere Hillary Clinton,„ per usare le sue stesse parole.
In più, per quanto riguarda i rapporti Iran-Stati Uniti, sta proponendo un Pacchetto del Cambiamento in cui è descritta una sequenza dettagliata dei cambiamenti che potrebbero contribuire a rimuovere alcuni ostacoli per migliorare i rapporti. Ha persino detto che incontrare Obama nel prossimo summit ONU è possibile, dato che si sono viste alcune buone cose in questi mesi. Anche se è associato in qualche modo con i cosiddetti partiti tradizionalisti (sostenitori della linea dura), Rezayi ha criticato seriamente Ahmadinejad. Per esempio, è stato citato affermare  che “se si continua sulla china dell’attuale amministrazione, il paese porterebbe arrivare sull’orlo [della distruzione].„ In più, si è opposto a ciò che chiama l’Avventurismo Politico dell’amministrazione corrente.

Mousavi è stato l’ultimo primo ministro dell’Iran ai tempi della guerra contro l’Iraq. (Dopo la morte dell’Ayatollah Khomeini, sono stati introdottu alcuni cambiamenti nella costituzione, uno dei quali fu l’abolizione della carica di primo ministro, lasciando alpresidente il compito di formare il cabinetto di governo.) Successivamente all’assassinio di Rajayi, il secondo presidente dell’Iran (Islamico), l’Ayatollah Khamenei vinse le elezioni presidenziali e scelse Mousavi come premier per il suo primo mandato da presidente. Dopo quattro anni, Ayatollah Khamenei vinse di nuovo per un secondo mandato. Ad ogni modo, questa volta fu reluttante a scegliere Mousavi a causa dei molti problemi che erano sorti tra loro. Molte persone, tra cui i maggiori comandanti (delle varie forze militari) e politici, chiesero all’Ayatollah Khomeini di intervenire in favore di Mousavi. Infine, l’Ayatollah Khamenei, benché ancora riluttante, scelse Mousavi quale premiere. Quando l’Ayatollah Khomeini passò a miglior vita, l’Ayatollah Khamenei fu eletto Leader Supremo e l’Ayatollah Rafsanjani vinse le elezioni presidenziali. Mousavi, una volta la figura più popolare vicina all’Ayatollah Khomeini, si trovò forzato ad abbandonare la scena politica e dall’ora è rimasto in silenzio. Ora, i principali partiti riformisti appoggiano la sua candidatura. Molti di questipartiti hanno profondi problemi con lui, ma poiché ritengono che sia l’opzione con le maggiori possibilità di competere con Ahmadinejad, è stata formata un’alleanza strategica cosicché Ahmadinejad possa essere sconfitto.

Karroubi, l’unico componente del clero tra gli attuali candidati, non è un personaggio di spicco di per se stesso. Comunque ha ricoperto un ruolo significante nell’amministrazione riformista e ciò gli da la possibilità di ottenere una posizioneinfluente trai le fazioni riformiste. Inoltre, dopo Rafsanjani e Ahmadinejad, è arrivato terzo nel primo turno delle precedenti elezioni presidenziali quando le prezisioni erano tutte contro di lui. (Si dovrebbe poi menzionare il fatto che obiettò pubblicamente il risultato delle elezioni, dichiarando che alcune inaccuratezze e possibili intromissioni avevano giocato un ruolo aiutando Ahmadinejad ad arrivare al secondo turno.) Allo scopo di prepararsi per questa campagna, ha costituito un partito, Etemade Melli (Alleanza Nazionale ;)). Al momento ha l’appoggio di un buon team di tecnici, accademici ed intellettuali riformisti.

Ahmadinejad; non necessita spiegazioni. (Ho paura che finirà col vincere. Bernard Shaw una volta disse “Se rubi a Pietro per pagare Paolo, puoi sempre contare sul voto di Paolo.”)

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